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pubblicato il 19 febbraio 2009 alle 08:45 dallo stesso autore - torna alla home

Carissimo Dr Nicotri,

ho appena finito di leggere il suo ultimo libro su Emanuela Orlandi e, tralasciando le congratulazioni per quanto il libro sia ben scritto e frutto di un’analisi critica minuziosa e senza dubbio “faticosa” dei fatti, vorrei fare alcune considerazioni:

1)Il mondo dell’informazione globalmente intesa, e in particolare quella televisiva che vive di emozioni o di “chi la dice piu’ grossa”, e’ arrivato al capolinea e tra poco, a parte 4 gonzi, non avrà piu’ fruitori perche’ non si possono propalare fandonie credendo che chi ascolta riceva tutto in modo passivo ed acritico come nell’Italia degli anni ‘60. Questo fatto e’ per altro dimostrato dalla discontinuità con cui le inchieste giornalistiche vengono portate avanti, con accelerazioni prepotenti quando una bufala qualsiasi sembra uno scoop e con l’abbandono nel dimenticatoio quando anche l’ultimo cretino ha capito di quanta disinformazione si stia facendo, e il caso Emanuela Orlandi e’ emblematico.

2)Al di la’ della circostanza che le conclusioni del libro non possano essere dimostrate con atti formali e sentenze della Magistratura passate in giudicato, benche’ le deduzioni siano convincenti, emergono nel caso Orlandi delle precise responsabilità del Vaticano, costituite essenzialmente da un comportamento omertoso e ipocrita. Questo non stupisce chi abbia un minimo di conoscenza della storia di Oltrotevere e, a ben pensarci, forse qualcosa di vero nel terzo segreto di Fatima forse c’e’. Ma cosa dobbiamo fare per eliminare questo bubbone incacrenito? La sanificazione e’ impossibile, a mio giudizio, perche’ la lingua che si parla oltre le mura leonine ha comune derivazione da quella delle mafie, della massoneria, delle lobbies e della politica e, come si sa ci si intende meglio tra simili.

3)Tornando ai talk-show televisivi, credo che persone di buon senso e di grande caratura come lei non debbano parteciparvi, in modo da condannare queste trasmissioni all’obsolescenza e alla degradazione, come se fossero “grandi fratelli” del giornalismo. Ci sono nuove generazioni che possiedono la capacità di usare il computer ed internet, mezzi attraverso cui le notizie possono essere diffuse ma anche approfondite e meditate.

Le rinnovo le mie congratulazioni per la sua opera, che tutti dovrebbero leggere perche’ magistrale, e la saluto molto cordialmente

Dr Francesco Alesiani

——–

Risponde Pino Nicotri:

Gentile Dottor Alesiani,

che il giornalismo sia alla frutta non devo certo dirlo io. Basta guardare la televisione, o leggere i giornali eccetto rare eccezioni. Sono molte le “verità” di casi anche eclatanti che in realtà sono solo bufale, miti. Il caso di “Padre Pio” è da manuale, perfino divertente per molti versi. Quando si tratta di grandi poteri, e quello del Vaticano è un grande potere, il servilismo è sempre in agguato, con la Chiesa di mezzo è in agguato anche la “coscienza”….. Tutti abbiamo bisogno di credenze, miti e sogni, e la Chiesa è pronta a servire le credenze, i miti e i sogni più di bassa lega pur di riscuotere il dovuto dalle pecorelle.

Emanciparsi da ciò non è facile. Lo si può sul piano personale, e già si fa fatica a capire di quali e quanti inganni “religiosi” siamo vittime sin dalle fasce, ma sul piano sociale è più difficile. Anche perché in Italia gli spazi laici si restringono, i politici pur di raccattare voti vendono non solo se stessi, ma anche le nostre libertà. Quando il caso reso noto oggi del Comune di Milano che ha accettato le 46 “educatrici” indicate dalla Curia ma pagate con danaro dei cittadini tutti per obbligare tutti fin da bambini a sorbirsi le panzane “religiose” di queste parassite. Poiché l’obiettivo sono soprattutto gli immigrati, questo è anche razzismo. E meno male che si tratta della famosa Curia di Milano, la Curia ambrosiana che si usa pensare sia più avanzata delle altre…

Riguardo i talk show, non c’è pericolo che mi invitino. “Chi l’ha visto?” di Federica Sciarelli, su Raitre, ha bloccato da alcuni anni una lunga intevista fattami fare dal collega Fiore De Rienzo. E da qualche settimana giace un’altra intervista, con tanto di pubblico in sala, fattami da un altro programma della Rai….

Se si tratta di dire la mia non mi rifiuto, ma se si tratta di fare da spalla ai mentitori di professione non sono mai disponibile.  Io mi limito a riportare fatti accertati, documentati, anziché suonare grancasse.

Grazie e cordiali saluti.

pino nicotri

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