Carissimo Dr Nicotri,
ho appena finito di leggere il suo ultimo libro su Emanuela Orlandi e, tralasciando le congratulazioni per quanto il libro sia ben scritto e frutto di un’analisi critica minuziosa e senza dubbio “faticosa” dei fatti, vorrei fare alcune considerazioni:
1)Il mondo dell’informazione globalmente intesa, e in particolare quella televisiva che vive di emozioni o di “chi la dice piu’ grossa”, e’ arrivato al capolinea e tra poco, a parte 4 gonzi, non avrà piu’ fruitori perche’ non si possono propalare fandonie credendo che chi ascolta riceva tutto in modo passivo ed acritico come nell’Italia degli anni ’60. Questo fatto e’ per altro dimostrato dalla discontinuità con cui le inchieste giornalistiche vengono portate avanti, con accelerazioni prepotenti quando una bufala qualsiasi sembra uno scoop e con l’abbandono nel dimenticatoio quando anche l’ultimo cretino ha capito di quanta disinformazione si stia facendo, e il caso Emanuela Orlandi e’ emblematico.
2)Al di la’ della circostanza che le conclusioni del libro non possano essere dimostrate con atti formali e sentenze della Magistratura passate in giudicato, benche’ le deduzioni siano convincenti, emergono nel caso Orlandi delle precise responsabilità del Vaticano, costituite essenzialmente da un comportamento omertoso e ipocrita. Questo non stupisce chi abbia un minimo di conoscenza della storia di Oltrotevere e, a ben pensarci, forse qualcosa di vero nel terzo segreto di Fatima forse c’e’. Ma cosa dobbiamo fare per eliminare questo bubbone incacrenito? La sanificazione e’ impossibile, a mio giudizio, perche’ la lingua che si parla oltre le mura leonine ha comune derivazione da quella delle mafie, della massoneria, delle lobbies e della politica e, come si sa ci si intende meglio tra simili.

