Camillo Ruini
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Ruini al Corriere della Sera contro le unioni civili «Ci saranno altre proteste»

Il conservatorismo del Cardinale Camillo Ruini. Per oltre 15 anni Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Ruini non sembra per nulla incline ad assecondare la “rivoluzione” di Papa Francesco. Non solo, Ruini, intervistato da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, sembra pronto a dare battaglia sulle Unioni Civili. Ma non solo: alla vigilia del Sinodo metto uno stop alla comunione per i divorziati.

Le Parole di Ruini sulla vicenda di Charamsa, il teologo che ha confessato di essere gay e di avere un compagno da molti anni, ieri proprio con un intervista al Corsera, sono nette

Cardinal Ruini, quale impressione le ha fatto il «coming out» di monsignor Charamsa?
«Un’impressione di pena, più ancora che di sorpresa, soprattutto per il momento che ha scelto».
L’intervista al «Corriere» ha avuto un’eco molto vasta. Influirà sul Sinodo?
«Non farà certo piacere ai sinodali, ma non avrà alcun influsso sostanziale».
Dice monsignor Charamsa: «La Chiesa capisca che la soluzione proposta ai gay credenti, l’astinenza dalla vita d’amore, è disumana». Lei cosa si sente di rispondergli?
«Gli direi molto semplicemente: come prete ho anch’io l’obbligo di tale astinenza e in più di sessant’anni non mi sono mai sentito disumanizzato, e nemmeno privo di una vita di amore, che è qualcosa di molto più grande dell’esercizio della sessualità».

Ruini poi racconta della sua sensibilità, più vicina a quella dei predecessori di Francesco
Dica la verità: al di là del rispetto e anche dell’obbedienza, papa Bergoglio lascia perplessi voi cardinali legati alla stagione di Wojtyla e di Ratzinger.
«Non ho difficoltà a riconoscere che tra papa Francesco e i suoi predecessori più vicini ci sono differenze, anche notevoli. Io ho collaborato per vent’anni con Giovanni Paolo II, poi più brevemente con papa Benedetto: è naturale che condivida la loro sensibilità. Ma vorrei aggiungere alcune cose. Gli elementi di continuità sono molto più grandi e importanti delle differenze. E fin da quando ero uno studente liceale ho imparato a vedere nel Papa prima la missione di successore di Pietro, e solo dopo la singola persona; e ad aderire con il cuore, oltre che con le parole e le azioni, al Papa così inteso. Quando Giovanni XXIII è succeduto a Pio XII, i cambiamenti non sono stati meno grandi; ma già allora il mio atteggiamento fu questo».
Ruini afferma senza mezzi termini di essere contrario alla comunione per i divorziati risposati

È possibile riammettere alla comunione i divorziati risposati? 
«No. I divorziati risposati non si possono riammettere alla comunione non per una loro colpa personale particolarmente grave, ma per lo stato in cui oggettivamente si trovano. Il precedente matrimonio continua infatti a esistere, perché il matrimonio sacramento è indissolubile, come ha detto papa Francesco nel volo di ritorno dall’America. Avere rapporti sessuali con altre persone sarebbe oggettivamente un adulterio». 

Ancor più nette le parole sul matrimonio omosessuale, e sul Ddl Cirinnà in discussione al Senato

Ma l’Italia non ha ancora una legge sulle unioni civili. Le norme di cui si discute in Parlamento richiamano il modello tedesco, non quello francese e spagnolo: niente matrimonio, niente adozioni. Perché un cattolico non potrebbe votarle?
«Proprio il modello tedesco prevede che le copie omosessuali abbiano in pratica tutti i diritti del matrimonio, eccetto il nome. E la proposta di legge su cui si discute in Parlamento apre uno spiraglio pure all’adozione. Si sa benissimo, e alcuni sostenitori della proposta lo dicono chiaramente, che una volta approvata si arriverà presto ai matrimoni tra persone dello stesso sesso e alle adozioni. Personalmente condivido il commento del cardinale Parolin, dopo il referendum in Irlanda: “Il matrimonio omosessuale è una sconfitta dell’umanità”. Perché ignora la differenza e complementarità tra uomo e donna, fondamentale dal punto di vista non solo fisico ma anche psicologico e antropologico. L’umanità attraverso i millenni ha conosciuto la poligamia e la poliandria, ma non per caso il matrimonio tra persone dello stesso sesso è una novità assoluta: una vera rottura che contrasta con l’esperienza e con la realtà. L’omosessualità c’è sempre stata; ma nessuno ha mai pensato di farne un matrimonio».

E, proprio sul disegno di legge sulle unioni civili in discussione, promette, in un certo qual modo, battaglia

 

Ci sarà anche in Italia un movimento di protesta contro le unioni civili?
«Le avvisaglie ci sono già state con la manifestazione del 20 giugno in piazza San Giovanni. L’organizzazione è stata minima, e il riscontro mi ha colpito molto: si è parlato di 300 mila persone. Se si andasse avanti per una certa strada, difficilmente le proteste mancheranno».