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Matteo Renzi: «Denis Verdini non è il mostro di Lochness»

Sulle riforme ci deve essere una maggioranza più ampia di quella del governo. E Denis Verdini «non è il mostro Lochness». Il presidente del Consiglio Matteo Renzi viene intervistato da Claudio Tito per Repubblica. «Io voglio il Pd unito ma c’è ancora qualcuno che non ha elaborato il lutto della sconfitta al congresso».

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Ieri Romano Prodi su Repubblica ha chiesto di aiutare l’esercito del leader siriano Assad per sconfiggere lo stato islamico. E’ d’accordo?
«Se c’è una cosa che non mi aspettavo – e che mi ha negativamente stupito – nella politica estera in questo anno e mezzo è una spasmodica attenzione al titolo del giorno dopo più che al merito della questione. Una visione miope: si punta a capire come si esce sui media, non come si esca dalla crisi. Per questo dubito delle ricette scodellate in modo semplici-stico: non sarà semplicemente aiutando Assad che bloccheremo IS. Né considerandolo l’unico problema come fanno in modo altrettanto banale altri».

Veniamo alle questioni italiane. Si sta votando al Senato la riforma costituzionale.
L’iter si è velocizzato dopo l’accordo con la minoranza del suo partito. Perchè ha perso così tanto tempo?

«Perso tempo noi? Fino a ieri dicevano che facevam troppo in fretta. A dire il vero è il contrario. Comunque è il contrario. Nel momento in cui abbiamo deciso di velocizzare l’iter parlamentare, abbiamo chiuso un accordo interno. Da due mesi dico che i numeri ci sarebbero stati. Abbiamo assistito a un prolungato confronto, ma quando siamo entrati nel merito della discussione non ci sono stati problemi: per noi era importante mantenere il principio che non si toccava la doppia conforme ricominciando daccapo. Obiettivo raggiunto».

A lei forse non piace il “metodo Mattarella”? Il Pd unito però ha dimostrato il driver della politica italiana.
«E perché mai dovrei contestare il metodo Mattarella? Considero il risultato dell’operazione Quirinale, tutt’altro che scontato in partenza, una delle vittorie più nette ottenute nella veste di segretario insieme al 41% delle Europee e al raggiungimento che sembrava impossibile di un’ottima legge elettorale. Io voglio il PD unito, sempre. E lavoro per questo ».

Veramente è sembrato soprattutto che ci fosse una gara a non legittimarsi reciprocamente.
«Nel PD c’è ancora qualcuno che forse non ha ancora elaborato a pieno il lutto del congresso. Magari perché raramente in passato lo aveva perso. Ma io rispetto tutti ed è giusto che ci sia spazio per le idee altrui, in particolar modo sui temi costituzionali. Dovremmo invece trovare regole condivise sul voto di fiducia, ma sarà un tema che ci porremo in futuro, non adesso. Siamo quasi a metà della mia segreteria: tra breve chiunque potrà metterla in discussione e vincere il congresso. Questo è il bello del confronto».

Ma ha mai temuto che volessero fare cadere il suo governo?
«Mai. Non condivido alcune loro idee ma non dubito della loro lealtà».

Proprio per questo non è un problema avere i voti di Verdini? Lei li ha usati strumentalmente per convincere la minoranza dem non nella ricerca dell’unità.
«Verdini ormai è diventato il paravento per qualsiasi paura. Tutti lo evocano anche vedendolo dove non c’è: ormai è raffigurato come una sorta di mostro di Lochness nostrano e credo che questa definizione lo faccia contento e sorridente come non mai».

Il mostro di Lochness, però, lo è almeno chi nell’aula del Senato insulta gli avversari con gesti volgarissimi.
«Ogni gesto volgare, in modo particolare verso le donne, va censurato senza se e senza ma».

Potrebbe allora accettare l’ingresso dei verdiniani in maggioranza?
«Verdini e i suoi non fanno parte della maggioranza di governo. Votano le riforme non la fiducia».

«I TALK SHOW RISCHIANO DI DIVENTARE UN POLLAIO SENZ’ANIMA» –

Sulla Riforma Rai e le polemiche contro i talk show il premier taglia corto: «Ho detto e lo ripeto oggi domani e dopo domani che i talk show rischiano di diventare un pollaio senz’anima. È una critica che faccio innanzitutto alla politica, un’autocritica. È un po’ come il wrestling, tutto sembra vero, tutto corre il rischio di essere finto. Detto questo, non è colpa mia se la centesima replica di Rambo fa più dei talk. Non è peraltro neanche un mio problema, forse di chi sul vostro giornale dice che io ho sguinzagliato i cani, insultando i parlamentari della commissione di vigilanza. Aggiungo: Siamo talmente ostili verso la Rai – e Rai Tre – che martedì Andrea Guerra ha fatto un’intervista a Massimo Giannini, io sono stato intervistato da Bianca Berlinguer e domani andrò in diretta dalla Annunziata. Tutta Rai 3! L’editto bulgaro ha fatto sparire gente dalla tv. Per favore, non scherziamo».

Quando sarà approvata la riforma Rai?
«Io sono molto fiero del cda, della presidente e naturalmente del Dg. Faranno un buon lavoro con la vecchia e con la nuova legge. Sulla legge naturalmente deciderà il Parlamento, la palla adesso è nelle mani dei deputati».

RENZI E VERDINI: LA CRITICA DI SPERANZA «SMETTERLA DI AMOREGGIARE CON LORO» –

“Barani, Verdini e & c. meglio perderli che trovarli. Renzi ha detto che vuole unire il Pd. Bene, la prima cosa da fare è smetterla di amoreggiare con certi personaggi”. Lo afferma Roberto Speranza, esponente della minoranza del Pd in un post in risposta alle parole del segretario rilasciate su Repubblica.

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