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Le donne? Più in carne sono meglio

Il movimento “curvy”

Basta con le donne magre come grucce, è iniziata l’era della donna con le curve, quelle vere. In inglese si dice ‘curvy’ e non significa grassa, ma si riferisce a qualsiasi donna che si sente a suo agio con il proprio corso. Tra le ultime, in ordine di tempo, a dichiararsi in pace con i suoi chili è la pop-star Christina Aguilera, che ha messo fine alle chiacchiere riguardo al suo peso dichiarando senza esitazione di amare il suo corpo.

LA DITTATURA DELLA 42 – “Bisogna essere forti e credere in se stesse senza farsi condizionare, nonostante le donne siano da sempre sottoposte a pesanti giudizi in merito al loro aspetto fisico – dice la cantante – Sto bene nella mia pelle, sono felice di come sono. Il mio fidanzato ama il mio corpo e mi desidera. Io amo il mio corpo, mio figlio è sano e felice, questo è tutto quello che conta”. Kate Winslet, da sempre fiera delle sue curve e paladina della bellezza al naturale, invece, è stata scelta di recente come testimonial per il brand di maglieria St. John. In realtà è già da qualche tempo che la dittatura della taglia 42 vacilla. I primi segnali risalgono a più di vent’anni fa quando le prime modelle paffute osarono sfidare quelle filiforme al grido di ‘Ciao magre!’.

GLI ABITI OVER SIZE – Intanto nascevano le linee di abiti over-size come Elena Mirò o Marina Rinaldi e si affermavano le prime top model in carne, tra cui Sophie Dahl che negli anni 90 fu una delle antesignana. Ma nell’ultimo anno c’è stato un vero e proprio boom di silhouette più rotonde. Persino le riviste di moda hanno dichiarato guerra alle anoressiche.
Vogue Italia ha dedicato all’argomento qualche mese fa la copertina e un servizio fotografico realizzato dal celebre Steven Meisel dal titolo ‘Belle Vere’ in cui le modelle hanno posato in lingerie mostrando il proprio corpo morbido e sexy. Su vogue.it c’è anche una sezione che si chiama Curvy con post, suggerimenti e consigli e Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia e guru internazionale del settore, ha promosso nel suo blog una raccolte di firme contro i siti ‘pro ana’, quelli cioé che esaltano l’anoressia come un modello di bellezza perfetto a cui ispirarsi.

L’IDEALE DI DONNA – Anche perché di recente l’ideale di donna era diventato sempre più esile e sottile, complice la necessità di mettere in risalto il vestito rispetto alla modella. La taglia da passerella, la proverbiale 42, croce e delizia per ogni donna, era progressivamente diminuita, scendendo alla 38 o anche meno, con tutti gli eventuali rischi per la salute. Sarà per questo che oggi serpeggia un desiderio diffuso di riprendersi il proprio corpo per quello che è. I blog sono affollati di consigli che sottolineano l’orgoglio curvy e suggeriscono come avere una concezione positiva di sé stessi, di non mortificarsi solo con abiti neri, di evitare diete drastiche, ma puntare piuttosto sull’ironia. Come la mitica Bridget Jones, simpatica e autoindulgente oppure, se si preferisce il filone più grintoso, seguendo l’esempio di Jennifer Lopez che ha licenziato un suo collaboratore perché voleva che dimagrisse. Se il 2011 è stato l’anno della consacrazione della ‘curvy revolution’ il 2012 ha tutte le premesse per essere l’anno della svolta e della definitiva e irrevocabile accettazione del fatto che le curve, oltre che fashion, sono simbolo di benessere e bellezza. (ANSA).