Brugnaro commenta scontrino
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Il gender spacca Confindustria in Veneto: Luigi Brugnaro colpisce ancora

Scintille tra Luigi Brugnaro, industriale e sindaco di Venezia e l’imprenditore Gianluca Mech, che non ha gradito il comizio anti-gender dal podio di confindustria.

 

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Luigi Brugnaro si vanta di essere finito sul NYT per le sue affermazioni sul «gender»

BRUGNARO E IL GENDER A CONFINDUSTRIA –

Quando è stato il suo turno, Luigi Brugnaro è salito sul palco a Vicenza e ha propinato ai suoi colleghi una filippica contro il gender e che poco aveva a che fare con il luogo in cui stava tenendo il discorso. Ma non solo, perché il suo discorso avveniva in presenza di Gianluca Mech, imprenditore di successo e omosessuale, che a un certo punto ha sbottato. Spiegando poi perché al Corriere del Veneto:

«…o parlavo io o volavano le sedie. Davvero non mi sono potuto trattenere davanti a tanta violenza e cattiveria gratuite. L’ho vissuta malissimo. All’assemblea di Confindustria vado per parlare dei problemi del mio territorio e dell’Italia. Ne abbiamo così tanti… Voglio confrontarmi con i colleghi sui temi dell’economia e del lavoro, sulle riforme da realizzare, sulle vie di uscita dalla crisi. E invece mi ritrovo sul palco il sindaco di Venezia, che non si capisce poi cosa c’entri con Vicenza, che sproloquia di gender e utero in affitto sostenendo che sono questi gli ostacoli che impediscono al Paese di crescere».

LA REAZIONE DI GIANLUCA MECH –

Mech ha poi chiesto che Confindustria discuta della questione e si dice pronto a lasciare l’organizzazione se dovesse cogliere solidarietà verso Brugnaro e i suoi discorsi, che già hanno valicato i confini fino ad attirare sull’amministrazione veneziana il biasimo di Elton John e il disprezzo della comunità LGBT, oltre a quello delle persone mediamente civili e istruite:

«Non ne faccio una questione personale. Sono single e non ho figli. L’utero in affitto? Sono ambasciatore di “Terre Des Hommes“, ho adottato 60 bambini a distanza in vari Paesi del mondo e voglio che crescano nelle loro famiglie. Ma come potevo tacere davanti agli insulti di Brugnaro, che peraltro non sa che all’utero in affitto non ricorrono le coppie gay ma quelle eterosessuali in cui la donna non può avere figli? Di fronte alla prepotenza e al razzismo, perché questo è, non dobbiamo voltarci dall’altra parte. Noi imprenditori parliamo molto di “crescita” ma non c’è solo quella economica. L’Italia ha ancora tanta strada da fare in tema di diritti civili»

NON TUTTI SONO CON MECH –

Mech dai colleghi ha comunque raccolto anche insulti con il suo intervento ed è di Vicenza l’assessore all’Istruzione della Regione Veneto che proprio ieri ha fatto ridere tutto il paese attaccando a testa bassa la dicitura «firma dei genitori o di chi ne fa le veci» sui libretti scolastici, denunciando che qualcuno l’avrebbe «surrettiziamente» inserita nei documenti scolastici al posto di mamma e papà per spianare la strada al gender.

Peccato che la dicitura imperi su tutti i documenti relativi ai minori, pubblici e privati, fin dal lontano 1938 e che chiunque abbia frequentato le scuole la porti ben salda nella memoria.

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