Costa Concordia, i dubbi sulla compagnia
19/01/2012 - Le responsabilità del capitano Schettino e quelle della Carnival Sarà anche ironia, quella di Beppe Grillo che alla Feltrinelli durante la presentazione del suo libro fa notare che la Costa Concordia batte bandiera italiana ma la proprietà è straniera. Ma
Le responsabilità del capitano Schettino e quelle della Carnival
Sarà anche ironia, quella di Beppe Grillo che alla Feltrinelli durante la presentazione del suo libro fa notare che la Costa Concordia batte bandiera italiana ma la proprietà è straniera. Ma dietro, fa notare Ferruccio Sansa, c’è qualcosa anche di non indagato ancora. Quello che riguarda la compagnia:
Ma secondo i rilevamenti radar internazionali la Concordia avrebbe effettuato 52 inchini in un anno. Non solo: nel blog della Costa si potevano trovare le immagini di un altro passaggio ravvicinato a Procida con tanto di sirene. Un video sparito e poi ricomparso dopo le proteste. Il muro delle “indagini in corso”: una linea precisa che potrebbe rivelarsi un boomerang se dovesse emergere un ruolo attivo della compagnia nella notte della tragedia. Con l’iscrizione di indagati legati alla società. L’attenzione si sta concentrando su un punto buio: le telefonate tra il comandante Francesco Schettino e Roberto Ferrarini, comandante responsabile del Dipartimento Marittimo Costa. “Non conosciamo il contenuto della scatola nera. Sappiamo che Schettino ci ha chiamato la prima volta alle 22.05”, ha raccontato Foschi. Dagli atti risultano tre comunicazioni tra Schettino e Genova dopo l’incidente (ore 21.42) e prima dell’evacuazione (22.58). Ma che cosa si sono detti (via cellulare, potrebbe non esserci una registrazione)? “Sc hettino ha chiamato il Dipartimento Marittimo. In questi casi noi acquisiamo informazioni, ma, essendo lontani, non siamo in grado di intervenire sul comandante. Abbiamo ascoltato quello che aveva da dirci, la sua diagnosi. Schettino alle 22.05 ha detto che c’era un’emergenza a bordo, ma che non era stata ancora chiarita né la causa, né la gravità. Poi c’è stata una successione di conversazioni di cui non conosco i dettagli. Ma il comandante è il comandante, è deputato a eseguire le operazioni che ritiene giuste. È elemento essenziale della navigazione, previsto dalla l e g ge ”, chiarisce Foschi.
Il vice-presidente della società, Fabrizia Greppi, è lapidaria:
“Non sappiamo cosa si siano detti i comandanti, aspettiamo le indagini”. Non abbastanza per chiarire. Ma chi è Ferrarini? Un comandante che vive con il cellulare acceso. Il suo dipartimento è una sala operativa che, ventiquattro ore al giorno, segue sui computer le navi. Qui chiamano gli equipaggi per ottenere assistenza per i problemi della navigazione. E poi, appunto, c’è lui, Ferrarini, che deve affrontare le questioni più delicate. Che quando sente il telefono di notte sa di dover affrontare rogne. A volte tragedie. Racconta una fonte interna di Costa: “I comandanti chiamano in situazioni estreme, chiedono consiglio su come affrontare l’emergenza. Quelle telefonate non si dimenticano, sono in gioco le vite di centinaia di persone e tutto è appeso a decisioni da prendere nel giro di minuti. Non si può sbagliare. L’ultima parola, però, spetta a chi ha la responsabilità della nave”. Ma non c’è dubbio che le parole dell’arma – tore abbiano peso enorme.
Ed eccoci di nuovo al nodo: che cosa ha suggerito Costa a Schettino?
L’ipotesi è che possa essere arrivato il consiglio di proseguire la navigazione nella speranza di giungere in un porto (Livorno) senza arrivare alla misura estrema del mayday che mobilita uomini, navi, motovedette ed elicotteri. Ma sarebbe essenziale capire quale situazione abbia descritto Schettino. Forse un’avaria in grado di essere affrontata, come aveva fatto con la Capitaneria di Porto. Ma potrebbe, con l’armatore, aver descritto la situazione in tutta la sua drammaticità. In questo caso Costa avrebbe assunto le misure necessarie? “Schettino ha preso un’iniziativa di sua volontà contraria alle nostre regole di comportamento. Non è prendere le distanze, ma è dissociarsi da questa condotta che ha causato l’incidente”. Insomma, Foschi non “scar ica” Schettino, ma sposa la teoria dell’uomo solo al comando.













quello che è successo alla costa concordia è una tragedia ma sappiamo tutti che poteva finire peggio, i passeggieri si sono salvati vicino alla costa immagina se questa tragegia era in mare aperto, quanti altri morti ci sarebbero stati? E’ inutile che giudichiamo l operato del Comandante perche tante cose sono ancora da chiarire e nessuno puo giudicare l operato dell equipaggio e comandante stesso. I passeggieri erano in panico e ognuno pensava a salvare se stesso pochi hanno pensato all animo altrui. Non spetta noi giudicare, graziare e infliggere cause è giusto che tutti si prendano le loro colpe dal Comandante alla Compagnia Costa. Ci sono molti interrogativi e non credo che la compagnia non sapeva nulla perche gia aveva contattato una compagnia per chiudere la falla, tutti sanno cosa è accaduto ma ovviamente ognuno dice la propria verità per salvare la propria faccia, la propria immagine e il proprio tornaconto. Non mi è piaciuta la compagnia Costa che ha scaricato tutte le colpe ( per salvaguardare la loro immagine) al Comandante ma la scatola nera darà luce a tanti fatti e giustizia sarà fatta e spero in egual misura. Dovevano agire subito sulla nave, chiudere la falla e metterla in piedi il prima possibile, pompare fuori l acqua, azione che la Compagnia doveva fare per salvare altri oggi ancora dispersi, con tutto che la nave è sotto sequestro, ma oggi è una settimana che la nave è a quelle condizioni e mi chiedo cosa aspettano realmente che la nave affonda? svegliatevi l Italia che dorme su ogni decisione, alzate la nave c’è gente che vuole sapere che fine hanno fatto i propri cari, agire prima no dopo una settimana o forse anche due o tre. La Compagnia Costa doveva prendere decisioni per trovare i dispersi all interno della nave no a fare battaglia contro Schettino. Una settimana…..
la cosa piu’ disgustosa sono quelli che criticano il comandante ma al suo posto avrebbero fatto peggio e poi vanno a mangiarsi il panino e a bersi una birra, scattando anche qualche fotografia della Concordia, facendo i (finti) moralisti…