Ecco un pezzo sulla rivolta siciliana

18/01/2012

     
 

di

In questo momento la Sicilia si sta fermando per una protesta contro il caro Gasolio che assume sempre più, stando a sentire molte fonti, i contorni di una rivoluzione. La notizia nella notizia è che la rete ha preso a cuore tale risveglio di coscienze, in maniera esagerata secondo alcuni, per altri no. E mai come oggi chiede a gran voce che la notizia abbia più risalto, asserragliando tutte le presenze social del principali giornali italiani per ottenere questo risultato. Il fine è nobile, e suppongo di poter affermare sia quello di stimolare le coscienze di tutta Italia a reagire e fare qualcosa. Quello che vogliamo tutti.

C’è qualcosa però che stona in questo quadro che lega temi fondamentali quali la libertà d’espressione, di manifestazione, di protesta. Qualcosa su cui forse dovremmo soffermarci un po’ di più che due secondi: se è vero che il fine giustifica i mezzi, andiamo a vedere in questo caso sia il primo che i secondi per comprendere se davvero, la rivolta siculia sul web e offline, possa aiutare l’Italia a divenire migliore. Premessa fondamentale: io non sono in Sicilia. Non conosco personalmente i partecipanti alla protesta. Ho letto senza pregiudizi tutte le notizie di ambo “le parti” sinora pubblicate, e ne ho cercate di neutre, ho chiesto a persone siciliane che conoscevo ottendendo diversi punti di vista. Non mi paga nessun potere forte, non sono massona né ex ministra. E guardo sempre con speranza a manifestazioni di risveglio delle coscienze. Insomma, questa è l’idea della questione che mi sono fatta io con le notizie disponibili, dal web e dai media. E vorrei esprimere alcune perplessità che spero non mi costino una marea di insulti. E il perché di questo timore è, nei fatti, la prima delle perplessità che voglio esprimere.

Più volte mi è capitato personalmente di leggere commenti sarcastici e di scherno su status e link dei media italiani che chiedevano conto della mancata notizia sulla Sicilia. Spesso quegli stessi media avevano dato spazio in realtà alle proteste (come testimonia la pagina del Movimento dei Forconi, che riporta spesso queste citazioni. Oltre a questa polemica, si è aggiunto un secondo focolaio di dibattito su alcuni articoli che denunciavano la presenza di gruppi di estrema destra all’interno di tale movimento, dicendosi preoccupati quindi delle reali intenzioni della rivolta. Un insieme di occorrenze che ha messo una parte di web contro l’altra, mostrandoci nella sua drammaticità il nostro difetto più grande. Non sappiamo ascoltarci.

Da un lato abbiamo persone che sentono il bisogno di sentirsi informati su quello che ritengono un grande avvenimento. Lo è? Attualmente solo chi è in Sicilia può saperlo con certezza: chi “ci crede”, lo pensa, chi invece “non ci crede” lo ritiene una protesta come un’altra. I fascisti ci sono? Sembrerebbe di sì, assieme a tanti altri che di politico hanno ben poco, molto invece di disperato. E la situazione è comprensibile. Il punto è: sia gli uni che gli altri, chi ci crede e chi no, ascolta realmente i dubbi altrui cercando di venirsi incontro per definire quale sia la verità? Come può chiedere ai media di spiegargliela e poi negare di volerla sul web, luogo primario di confronto e connessione? La comunicazione tra noi sembra si stia “imbruttendo”, e di certo questo è un paradosso nella società iperconnessa in cui viviamo. Laddove il web avrebbe dovuto unire le conoscenze per accrescerne l’importanza e la fondatezza, sembra invece stia solo aumentando la confusione e l’impossibilità di accertare la verità. A chi ci crede domando: siete davvero sicuri che i dubbi degli altri siano solo maligni e dovuti a voglia di censurare? Agli altri domando invece: davvero pensarte che pochi fascisti possano manipolare il pensiero di tanti cittadini? Sono sicura che in entrambi i casi la risposta è no. Purtroppo però, come per una sorta di paradosso della predestinazione, questo accanirsi sulla posizione accusando senza collaborare finirà per creare quegli scenari che dipinge.

Allora la speranza è questo kernel panic della rete rientri tornando nei binari di quello che la rete è nata per fare: unire al fine di crescere. Dove in questo caso per unire intendiamo mettere a confronto delle tesi, verificarle nel reale con i mezzi della rete e non per forza i media ufficiali, e arrivare a una verità comune e condivisa su cui basare le nostre azioni. Che così certamente potrebbero essere di protesta sentita, convinta. Una protesta così è tanto più forte quanto sentita: è una protesta che vince. Un modus operandi che dovemmo poi applicare a tutti i grandi temi che interessano la collettività. Questa è la filosofia della rete che può cambiare il mondo in meglio, non quella di cercare di far massa uno contro l’altro. Così la rete può cambiare la vita vera, come tante volte ha già fatto in passato.

     
 

25 Commenti

  1. Anubi scrive:

    Questo movimento è formato da gente ignorantissima che va a protestare solo quando la pancia borbotta, perché la testa non la usano più da anni.
    Sono le stesse persone che hanno votato mafia da 60 anni e che adesso si ritrovano tutte le conseguenze di quei politici che hanno eletto!
    Quindi direi che questi soggetti dovrebbero studiare e ragionare. E la prossima volta che vanno a votare cerchino di scegliere qualcuno che non stia nella “piovra”.
    Intanto che tornino a lavorare senza fiatare perché si sono ritrovati quello che si meritano.

    P.s. Sono siciliano e conosco i miei polli!!

    • Isabella scrive:

      Ti quoto. La protesta , seppur giustissima , a me , da estranea, mi sembra funzionare TROPPO bene : ma quando si è visto mai un blocco riuscire tanto bene , cosi da mettere in difficoltà gli stessi siciliani ( acquisti merci o benzina ) senza farsi venire il dubbio che “altri” interessi stiano usando chi davvero è sceso in piazza con delle legittime intenzioni ?
      La Sicilia è l’unica regione a statuto speciale che mantiene il 100% delle tasse pagate dai suoi residenti : direi che questo dovrebbe far riflettere !!!!!!
      Se si ha voglia di cambiare si deve cambiare la classe politica, e le logiche di chi li vota, perchè alla fine i danni li pagano tutti.

    • giovanni scrive:

      Quoto.
      La Sicilia e’ una perla in mano ai porci, regione a statuto speciale fondata sui favori. Non credo alle rivolte popolari, bisogna innanzitutto avere una coscienza civile ed essere educati alla legalita’, il resto viene da se.
      Ovviamente saro’ lietissimo di essere smentito.

  2. Stefano scrive:

    x Maddalena: brava! condivido il tuo cercar di capire… aggiungo un pensiero personale che anche stamani avevo in mente proprio pensando alla rivolta dei forconi… ti ricordi quando a scuola ci raccontavano della famosa frase di Cavour/D’Azeglio “l’Italia è fatta, ora facciamo gli italiani”? a me sembra che la seconda parte non sia mai stata fatta! e, se mi permetti una battutaccia, la frase messa in bocca alla classe politica attuale (ultimi decenni) suonerebbe:”l’Italia è fatta (“drogata”), ora facciamoci gli italiani” ed è qui che nasce la ribellione spontanea… si cede su dignità, costumi, libertà di parola, si accetta che “altri” (“casta” non basta più!) speculino, rubino, si proteggano… purchè rimanga “potere d’acquisto” (macchina, vacanze….) ci si comincia ad arrabbiare quando non si arriva più alla fine del mese e, come sempre, quando non si ha più niente da perdere si “fa la rivoluzione”.

    sintesi estrema ma ho l’impressione che la coazione a ripetere, malattia non estirpata del genere umano, ci porterà una rivoluzione dove si romperà tutto, cadranno molte teste, poi si ricomincerà da capo a ricostruire pieni di entusiasmo e poi verrà qualcuno che dirà di avere il potere (dato da dio, dal popolo, dallo zio…) e, invece di prenderlo a pernacchie, molti lo asseconderanno per poter condividere un po’ del “suo” potere…. e si ricomincia da capo!

  3. Gio scrive:

    Andate a vedervi chi sono i capi di questa protesta.Tutta gente che fa politica da una vita, ex socialisti,gente vicina al movimento di Lombardo.leggete i loro nomi.Inoltre come è già stato detto la Sicilia è una regione a statuto speciale, per cui i primi responsabili sono il presidente della regione e la sua cricca politica, andate a rompergli il culo per prima a lui e se volete rompete il culo a tutti quei mafiosi che controllano la regione.E poi ripeto se bisogna colpire i magistrati fate pure, io non ci sto.

  4. zibaldone scrive:

    xchè la sicilia si tiene il 100%delle sue tasse hanno caxxto il caxxo le regioni a statuto speciale (se lo facessimo noi lombardi veneti emiliani etc) ma svegliatevi e mandate affaculo i vostri govenrnanti (leggi regione) che il gattopardo nn è più attuale !!!!!!

  5. FINOTELLO ORAZIO scrive:

    Da un pò di secoli le rivoluzioni le fa il popolo quando ha la pancia vuota , poi passa un pò di tempo e la storia si ripete , la sicilia ha un popolo che sopporta molto passivamente i sopprusi , la storia ce lo insegna , ma una volta la gente era analfabeta e si faceva convincere facilmente ( vedi la storia d’Italia è piena di questi esempi ) , ora siamo tutti istruiti , e facciamo di nuovo la rivoluzione , viol dire che abbiamo e sottolineo ABBIAMO sbagliato tutto in Italia , perchè la Sicilia è l’Italia , abbiamo avuto più di mezzo secolo di dittatura democristiana , portata e tenuta li dalla chiesa e dagli americani , impedendoci l’alternativa che altri popoli in Europa hanno avuto . Il vero problema è cacciare questa classe dirigente con le buone o con le cattive ( con le buone non se ne vanno) , e sopratutto impedire che la chiesa ci condizzioni come ha fatto fin’ora , la chiesa è la vera cancrena dell’Italia !!!

  6. Esti katz scrive:

    Qualcuno cerca i fascisti , mafiosi….
    Anch´io non sono in Sicilia ma da quello che ho capito, finalmente la rabbia popolare si é mossa in maniera robusta.
    Un solo esempio per la rabbia: che si tratti di arance, limoni, pomodori, uva, frumento……il prezzo viene fissato al massimo a 15 centesimi al Kg., quando va bene !
    C´é qualcuno di noi che va a comprare a meno di 1,50 € al chilo qualsiasi di questi prodotti al dettaglio !?!?!?
    Ancora: Che senso e importanza ha quel prezzo irrisorio alla produzione ?
    Ergo: Qualcuno sta cercando i mafiosi e i fascisti tra quelle persone con i forconi, pensate anche voi, come me, che i suddetti si trovano altrove…?

  7. pino_46 scrive:

    DA “BlogSicilia”
    19 gennaio 2012 – Si è da poco concluso a Palazzo d’Orleans, a Palermo, l’incontro fra il presidente della Regione, Raffaele Lombardo e i prefetti siciliani con gli esponenti di ‘Forza d’urto’, il movimento che da lunedì scorso sta attuando in Sicilia il blocco dei trasporti..
    Il presidente dell’Aias, Giuseppe Richichi, sentito telefonicamente da BlogSicilia ha affermato: “Dall’incontro sono emersi dei punti che sottoporremo al vaglio dell’assemblea del Movimento ‘Forza d’urto’ che terremo a Catania oggi pomeriggio, intorno alle 18. La protesta proseguirà anche domani. Sui punti discussi con il presidente Lombardo e sulle iniziative da adottare non dico nulla. I siciliani avranno notizie sulle eventuali nuove forme di proteste al termine della nostra assemblea”

    Ma, chi è Giuseppe Richichi?
    http://www.guidasicilia.it/dietro-ai-forconi-dietro-la-forza-durto/news/48032

  8. PAOLO scrive:

    AVETE VISTO IL SERVIZIO DEL TG3 SICILIA DI OGGI??? MI CHIEDEVO,PERCHè LA QUESTURA FA SCORTARE DELLE AUTOBOTTI PER ALCUNI BENZINAI????? PASSI IL CARBURANTE PER I MEZZI DI SOCCORSO E PER CHI TRASPORTA I MEDICINALI URGENTI!!!! MA LA SCORTA ALL’AUTOBOTTE CHE VA DAL BENZINAIO E RIFORNISCE I CITTADINI, NO, NON DEVE ACCADERE E POI PERCHE’,QUELLO SI E QUELL’ALTRO NO?????? IO LA SCORTA PER FAR ARRIVARE L’AUTOBOTTE A QUESTI BENZINAI AMMANICATI CON LA POLITICA(MAFIA) NON LA VOGLIO PAGARE!!!!!!!

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