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Gianluca Neri risponde con un altro video: «Ecco il metodo Iene»

Gianluca Neri

risponde al servizio de Le Iene andato in onda domenica sera sul processo che lo vede accusato – insieme a Selvaggia Lucarelli e Guia Soncini, indagate a vario titolo – dell’intrusione nelle caselle di posta elettronica dei vip, del furto di foto e dati personali e del “monitoraggio” delle celebrità italiane per carpire scoop e informazioni sui personaggi del mondo dello spettacolo. Dopo Guia Soncini e Selvaggia Lucarelli, anche Neri ha replicato, pubblicando un post su Macchianera dove spiega la propria versione dei fatti. O meglio, dove punta il dito contro il servizio di Luigi Pelazza de Le Iene accusandolo di aver tagliato e montato ad arte l’intervista.

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YouTube/Gianluca Neri

LA RISPOSTA DI GIANLUCA NERI –

Nel post Neri ribadisce quanto già detto in precedenza: ovvero non solo che sarebbe entrato in possesso di quelle foto dopo averle trovate su 4Chan ma anche che nelle carte dell’indagine non ci sarebbero prove a suo carico. Non solo, il blogger fa riferimento anche a «qualcuno che l’ha fatta franca»:

Sto in realtà aspettando che, per me, parli in tribunale (che è il luogo preposto per discutere queste vicende, e non si trova su un tasto del telecomando) la mancanza di una prova verificabile da un qualsiasi esperto di informatica che si riscontra nelle 500 pagine dell’indagine. E che parli anche l’assenza di alcuni nomi che invece nelle pagine dell’inchiesta ci sono ma, curiosamente, la fanno franca. Così come la fanno franca nel servizio de Le Iene che, da quel che ho capito io, dovrebbero essere quelli che non guardano in faccia nessuno. Viene fuori innanzitutto che, ehi, curiosamente ci sono dei precedenti, e poi che non è proprio così: se uno è un potente direttore di un giornale di proprietà del tuo stesso editore, beh, quello è uno dei casi in cui si può anche guardare dall’altra parte.

IL «METODO IENE» –

Poi Neri punta il dito contro «il metodo Iene», accusando gli autori del servizio di aver estrapolato solo pochi secondi di un’intervista molto più lunga, allo scopo di metterlo in cattiva luce:

Pubblico un video più lungo di quello che hanno utilizzato in puntata (e senza che sia una sorpresa per loro: sapevano che stavo riprendendo anche io perché ho chiesto di poterlo fare) perché dai pochi secondi mandati in onda probabilmente è sembrato che non abbia voluto rispondere: non è così, e potete verificarlo. Poi ditemi voi se – pur montato in modo parziale: del resto l’ho fatto io, è inevitabile – non vi sembra almeno un po’ più pieno di domande e di risposte volte a chiarire la questione rispetto alle granitiche affermazioni presenti nell’originale che aveva già chiaro tutto anche se il processo doveva ancora iniziare.

Il video:

(Photocredit copertina: YouTube/Gianluca Neri)