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Chi ha pagato il viaggio a Filadelfia dei collaboratori di Ignazio Marino?

Non si placano le polemiche sul viaggio a Filadelfia di Ignazio Marino: dopo la querelle sull’invito, nella quale è intervenuto anche Papa Francesco, oggi la questione si sposta sul piano economico: chi ha pagato il viaggio del sindaco e dei suoi assistenti? Di questo ne parla Giovanna Vitale in un articolo pubblicato sull’edizione di Repubblica in edicola oggi:

Questa è stata la settima trasferta in Usa in due anni. Chi si è fatto carico della trasvolata in business class per quattro persone fino a New York, dei trasferimenti in treno per raggiungere la Pennsylvania, di cinque notti in albergo (che moltiplicate per quattro fanno 20) in categoria superior? «Domande inutili e di bassissimo livello», taglia corto il portavoce di Palazzo Senatorio. «Per il sindaco e la sua addetta stampa il Comune di Filadelfia ha fatto fronte a tutto, tranne che la notte a New York pagata da noi. Per il capo del cerimoniale Francesco Piazza e per la sua assistente dottoressa Coniglio ha invece provveduto il Campidoglio». Versione corretta poi in serata: «Ha pagato la Temple University, non Filadelfia». Fine dei dettagli. Perché sugli spostamenti del chirurgo dem, su chi ha visto e chi incontrato, dove e quando, a parte gli appuntamenti ufficiali, resta il più fitto mistero. «Per ragioni di sicurezza», tagliano corto gli uomini dello staff.

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ANSA/ANGELO CARCONI

CHI HA PAGATO PER IL VIAGGIO A FILADELFIA DI MARINO? –

La Temple University di Filadelfia, tuttavia, non avrebbe ancora chiarito un particolare: ovvero se ha sostenuto le spese solo per Marino e la sua assistente o anche per quelle di Francesco Piazza e della sua assistente. Per il momento dall’ateneo non sarebbe ancora arrivata nessuna risposta. Se avesse pagato solo per due, gli altri due dirigenti avrebbero goduto dello stesso trattamento del sindaco a carico dei contribuenti romani:

[…] Esattamente quello che Marino, in un piccato messaggio su Facebook postato il 22 settembre per replicare alle critiche sulla sua ennesima «inutile missione », negava. Scrivendo, testuale: «Io sarò ospite, dunque i romani non pagheranno un euro per la mia trasferta. Un viaggio per riportare a Roma accordi e finanziamenti. Questo è il mio obiettivo. Quello di chi critica è probabilmente, ancora una volta, creare confusione e fare disinformazione ».

CHI HA INVITATO MARINO? –

Per Marino si tratta di polemiche «montate ad arte», ma…

Ma Ncd insiste: «A noi risulta che il Campidoglio ha pagato aereo e albergo per tre persone, solo la dottoressa Coniglio si è spesata di suo. Ci auguriamo che anche i rimborsi del sindaco di Filadelphia non siano inventati di sana pianta come l’invito di monsignor Paglia». Ovvero il presidente del dicastero per la famiglia che, secondo Marino, avrebbe caldeggiato la sua partecipazione alla Eight World Meeting of Families in Pennsylvania. «Ma nessuno del Vaticano ha invitato il sindaco a quell’incontro: né dal Pontificio consiglio per la famiglia, né ovviamente dal papa», hanno fatto sapere ieri sera dagli uffici di monsignor Paglia.

MARINO TRA GIUBILEO E RESA DEI CONTI –

E la questione torna a riecheggiare tra le fila del Partito Democratico, che già guarda all’imminente Giubileo:

Un «brutto incidente diplomatico » che ai piani alti del Nazareno intendono però circoscrivere, in attesa della resa dei conti che verrà: «Tutti sappiamo chi è Marino, la sua immagine pubblica è logorata, la credibilità azzerata, ma dopo averlo salvato a giugno non possiamo permetterci una nuova fase di destabilizzazione in Campidoglio», ragionano. «La posta in gioco è troppo alta e va al di là del personaggio, 30 milioni di pellegrini possono portare un incremento di mezzo punto del pil nazionale, adesso non possiamo creare un nuovo caso politico, né consentire strumentalizzazioni che rischiano di incrinare le nostre relazioni con la Santa Sede ». Sebbene la tentazione, alla luce delle esternazioni papali, sia tornata fortissima.

 

(Photocredit copertina: ANSA/FABIO CAMPANA)