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Il Sindaco Marino e quelle parole inequivocabili di Papa Francesco

Ignazio Marino è un sindaco in perenne difficoltà. Poco amato dal suo partito, poco amato dai suoi cittadini, evidentemente poco amato dal Presidente del Consiglio del suo partito, probabilmente è poco amato e stimato anche in Vaticano.

Non si spiega in altro modo la pesantissima presa di posizione di Papa Francesco contro il primo cittadino di Roma, soprattutto a poche settimane dall’inizio del Giubileo.

Le parole di Papa Francesco non lasciano spazio al dubbio, il virgolettato (qui potete ascoltare l’audio delle parole di Francesco) non è interpretabile.

Io non ho invitato Marino, Chiaro? Io non l’ho fatto e ho chiesto agli organizzatori e neppure loro l’hanno invitato. Lui è venuto, si professa cattolico, è venuto spontaneamente“.

Insomma, né il Papa, né gli organizzatori hanno chiesto a Marino di essere presenti. Mentre Marino, intervistato dal Messaggero, aveva fatto capire che la richiesta della sua presenza negli Stati Uniti (su cui molti avevano avuto da ridire, vista la precedente polemica sulle ferie del sindaco), era stata richiesta dalla Chiesa:

«Si tratta di un viaggio brevissimo ma molto importante, in un momento storico per la Chiesa e per gli Stati Uniti: è il primo viaggio di papa Bergoglio negli Usa. Quando a giugno scorso mi è stato riferito che avrebbero avuto piacere della mia presenza in tre appuntamenti del Santo Padre a Philadelphia, ma soprattutto all’incontro con le famiglie, ho detto a monsignor Paglia che sarei stato molto lieto di partecipare all’organizzazione della visita».

La nota del Campidoglio, diramata in tarda mattina, cerca di mettere una pezza ad una figuraccia planetaria.

In relazione ad una domanda rivolta al Pontefice nel suo viaggio di ritorno dagli Stati Uniti, il Campidoglio precisa che né il sindaco, né nessun altro dell’amministrazione di Roma Capitale, ha mai detto di essere stato invitato da Papa Francesco agli eventi conclusivi dell’Eight World Meeting of Families.

Il viaggio a Philadelphia del sindaco di Roma nasce da una serie di incontri avuti con le autorità del Comune americano: a giugno il sindaco Michael Nutter e l’arcivescovo Charles Chaput, insieme a una folta delegazione della città, hanno incontrato Ignazio Marino in Campidoglio proprio in preparazione del viaggio papale e per formulargli l’invito ufficiale. In vista dell’appuntamento dedicato alle famiglie, il sindaco aveva anche incontrato monsignor Vincenzo Paglia con il quale aveva anche discusso della sua presenza all’evento di Philadelphia. Il tutto nasce quindi da una domanda sbagliata nei presupposti e forse posta con l’intenzione di suscitare polemica.

Insomma, secondo il Campidoglio, come al solito, è colpa dei giornalisti. Evidentemente dalle parti del Sindaco Marino non si vuole cogliere il valore politico delle parole di Papa Francesco. Il Pontefice poteva tranquillamente sorvolare, rimanere sul vago, davanti alla domanda del giornalista. Invece sceglie di essere netto, puntando l’indice contro il primo cittadino della Capitale. Lo mette volutamente nell’occhio del ciclone. E decide di farlo a poche settimane dal Giubileo.

Ecco, fossimo nel Sindaco Marino, del quale non chiediamo le dimissioni a poche settimane del Giubileo, cercheremmo di capire cosa non vada nei rapporti con Oltretevere. Cercheremmo di capire cosa ha irritato talmente tanto Papa Francesco da fargli pronunciare parole tanto nette.

Parole così tranchant che vanno ben oltre il bizantinismo dell’invito ricevuto dal Sindaco di Philadelphia o dal Vaticano. Ricucire si può e si deve, soprattutto con l’Anno Santo alle porte.