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Internidi Simone Tagliaferri (Karat45)
pubblicato il 18 febbraio 2009 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

(traduzione: Il processo nacque da una lettera che Mills spedì a un commercialista inglese nel 2004, nella quale scrisse che il pagamento di 400.000 sterline proveniva da “Mr B”. Disse anche che non aveva mentito (al processo per cui si fece corrompere NDR), ma aveva “arrotondato degli spigoli per addolcire la mia versione” così da “tenere Mr B fuori dai grossi guai in cui lo avrei fatto finire se avessi raccontato tutto quello che sapevo”)quartopotere Caso Mills, è solo una questione di parole?

Oltretutto, la BBC dedica alla notizia l’apertura della pagina dedicata alle notizie interne, a differenza dei nostri quotidiani tutti concentrati sulle dimissioni di Veltroni che l’hanno lasciata scivolare velocemente nel dimenticatoio. Anche la statunitense CNN dedica al fatto un titolo (e un articolo) molto meno ambiguo rispetto ai nostrani:

UK lawyer jailed in Berlusconi-linked bribe case

(traduzione: Avvocato inglese condannato in un caso di corruzione in cui è coinvolto anche Berlusconi)
Quindi, anche l’emittente americana mette subito in relazione la condanna in primo grado per corruzione di Mills con il cognome dell’ipotetico corruttore. Ma il più esplicito di tutti – sorpresa sorpresa – è l’austero Times Online, che titola:

David Mills sentenced to jail for accepting Berlusconi bribe

(traduzione: David Mills condannato al carcere per essersi fatto corrompere da Berlusconi). Nell’articolo viene ricostruita in dettaglio la vicenda e non mancano le parole scritte da Mills nella famosa lettera a Drennan. Ma veniamo ad alcuni dei più noti quotidiani non anglofoni.

Le Monde: Un avocat condamné pour faux témoignages en faveur de Berlusconi

Il quotidiano tedesco Sueddeutsche lega la notizia delle dimissioni di Veltroni a quella del caso Mills, sottolineando l’immunità del premier rispetto al processo e il fatto che in Italia non esista più un’opposizione.

Infine, El Pais titola:
Condenado a cuatro años de prisión el ex abogado británico de Berlusconi

ricostruendo i fatti all’interno dell’articolo con precisione. Quello che salta subito all’occhio confrontando gli articoli italiani con quelli internazionali è l’uso della parola “Berlusconi“, completamente dimenticata nella titolazione nostrana, forse per non associarla alla parola “corruzione”, tranne che sull’Unità dove, però, viene usata in modo quantomeno contraddittorio, legandola a quel “per ora se la cava” che si apre a interpretazioni varie ed eventuali. In questo i giornali esteri sono stati molto più espliciti, collegando il corrotto al corruttore senza mezzi termini e usando un linguaggio spesso asciutto e diretto, che non lascia margini d’interpretazione o, meglio, di fuga interpretativa. Nel contempo, nei giornali esteri manca completamente la polemica sulla guerra tra magistratura e politica, alla quale danno ampio risalto i quotidiani nazionali, mentre viene sottolineato il fatto che il governo italiano ha approvato una legge in fretta e furia per rendere immune dal processo Silvio Berlusconi (il famigerato Lodo Alfano). Una bella differenza, no?

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