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Pd Roma, chiuderà un circolo su tre

Pd Roma, chiuderà un circolo su tre: è questa la “cura Orfini”, presentata ieri durante il seminario a porte chiuse a Trigoria, presso la Cooperativa Agricoltura Nuova, dal commissario del Partito Democratico romano Matteo Orfini. Accorpamenti, chiusure, eliminazioni dei circoli che l’indagine di Fabrizio Barca aveva identificato come “potere per il potere”, e dunque espressione di dinamiche clientelari, correntizie, poco chiare.

PD ROMA, CHIUDERA’ UN CIRCOLO SU TRE –

Il Messaggero con Simone Canettieri della Cronaca di Roma ha alcune informazioni su quanto accaduto ieri.

La reazione del Pd a Mafia Capitale per la prima volta è fatta di numeri. La proporzione è di uno a tre. Chiudono 35 circoli dem. Ne rimangono in vita solo 75 che d’ora in poi torneranno a chiamarsi sezioni. Il taglio è una scelta dettata anche dai bilanci, esangui, del partito. Alla fine Matteo Orfini sembra non aver fatto sconti nemmeno a se stesso. Lo storico circolo Mazzini – dove il commissario dem fu scovato, ventenne, da D’Alema – finirà accorpato con quello «rivale» di Trionfale. La riforma del Pd romano è stata annunciata ieri, durante il seminario (a porte chiuse) nella Cooperativa Agricoltura Nuova a Castel di Leva

Ecco i nomi dei circoli che salteranno.

Per fare in modo che interi quartieri non rimangano senza bandiere democrat la strategia utilizzata è stata doppia: chiusura e accorpamenti. Alla prima voce compaiono tutti quei circoli considerati emanazioni dei protagonisti delle inchiesta Mafia Capitale. Qualche esempio? Addio a via Crema (storica sede già Dc-Margherita), Morena si unirà ad Anagnina, si avranno Capanelle-Osteria del Curato, Sub Augusta-Cinecittà est, Torrino-Eur, Trigoria-Castel di Leva, Muratella-Corviale e via così fino a passare da 110 a 75 circoli.

Come anticipato, il tesseramento sarà accentrato a livello municipale: nasceranno le municipalità che coordineranno il lavoro dei distaccamenti territoriali.

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Il Partito Democratico romano, lo scrivevamo anche su queste pagine, è in subbuglio: congresso rimandato, organismi dirigenti azzerati, commissariamento prolungato sostanzialmente sine die. Salteranno tutti i circoli che, fra le altre cose, hanno contribuito a far decollare il debito della federazione romana.

A saltare sono soprattutto i circoli finti, quelli che non si riunivano mai ma che, al primo fischio del capobastone di turno, spalancavano le porte per tesseramenti lampo, congressi e primarie. Scompaiono dalla geografia politica romana anche molti luoghi che in questi anni hanno imbarcato debiti su debiti (solo con Ater i dem hanno una morosità che supera i 600mila euro). Su questo Orfini è stato molto duro: «La federazione ha passivo che supera i due milioni di euro. Chi l’ha gestita prima ne dovrà rispondere»

Con nomi e cognomi, il commissario del Pd Roma intende evidenziare chi ritiene esser stato responsabile della precedente gestione; apre poi alla possibilità di un momento che, sostanzialmente, vada a sostituire l’assemblea del Pd Roma, esautorata dal commissariamento.

Nella discussione ha trovato spazio anche la proposta lanciata dal parlamentare Roberto Morassut, che giusto sabato aveva detto: «Serve una convention degli iscritti per dire no al pericolo di una gestione burocratica del Pd di Roma per ridurre le correnti ad una sola». Un’accusa, per molti, rivolta proprio a Orfini. Che su questo ha aperto e rilanciato: prima faremo la convention dei municipi, poi ascolteremo tutti gli iscritti