corte costituzionale blocca indipendenza
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La Catalogna può separarsi dalla Spagna?

Catalogna,

la vittoria degli indipendentisti renderà possibile la secessione della più ricca comunità autonoma della Spagna? Uno scenario che appare improbabile. La Costituzione spagnola tutela l’integrità del Paese, mentre l’Europa non permetterebbe la disgregazione della quarta economia più importante dell’eurozona.

CATALOGNA INDIPENDENTE –

Le elezioni dell’assemblea della comunità autonoma della Catalogna sono state vinte da Junts pel Sì, la coalizione guidata dal presidente Artur Mas per chiedere la secessione dalla Spagna. L’obiettivo del 50%+1 dei seggi non è stato raggiunto dalla nuova coalizione formata da centristi e sinistra repubblicana per l’indipendenza, ma grazie ai voti di CUP, la formazione di sinistra radicale anch’essa secessionista, nell’assemblea legislativa di Barcellona ci sarebbe una maggioranza favorevole al distacco da Madrid. Junts pel Sì ha promesso l’indipendenza della Catalogna entro un anno e mezzo, ma questo obiettivo è difficilmente realizzabile. Il pronunciamento del Tribunale costituzionale spagnolo del 2014 ha chiarito come al momento l’ordinamento iberico non preveda la possibilità dell’indipendenza. Il referendum convocato dal governo Mas era di conseguenza stato derubricato a semplice consultazione, e nuove elezioni in Catalogna sono state convocate con l’obiettivo di dare nuova forza al progetto secessionista. Il governo Rajoy, esecutivo conservatore che da tempo si contrappone con durezza alle spinte secessioniste provenienti da Barcellona, ha cercato di introdurre una modifica costituzionale per sospendere i governi che minacciano l’integrità del Paese, ma non ha ottenuto i necessari 2/3 alle Corti Generali, il parlamento della Spagna. La Costituzione spagnola però potrebbe consentire la secessione della Catalogna solo in caso di accordo, che appare al momento impossibile.

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CATALOGNA EUROPA –

Oltre che con Madrid, la secessione della Catalogna si scontrerebbe con i Trattati europei. Il governo di Barcellona si considera il più europeista in Spagna, e intende costituire uno Stato indipendente integrato tanto nell’UE quanto nell’eurozona. L’articolo 49 del Trattato sull’Unione europea  prevede però l’unanimità del Consiglio dell’UE per l’ottenimento dello status di Paese candidato all’ingresso. Già in questa fase sarebbe pressochè impossibile per la Catalogna ottenere l’assenso alla sua adesione, a meno di un al momento imprevedibile mutamento di opinione della Spagna. Il governo di Madrid potrebbe poi contare sul fatto che la ratifica dell’adesione di un nuovo Paese membro dell’UE debba essere approvata dai parlamenti di tutti gli Stati membri. Nei mesi scorsi i leader europei, in particolare Angela Merkel, avevano dichiarato, seppure in termini diplomatici, il loro appoggio al no all’indipendenza sostenuto dall’esecutivo conservatore di Mariano Rajoy. Senza l’adesione all’UE la Catalogna non potrebbe mantenere come moneta l’euro, una prospettiva che inquieta la regione economicamente più ricca della Spagna. L’indipendentismo catalano ha una base storicamente solida , ed è cresciuto significativamente in questi ultimi anni. Uno dei volti più popolari del secessionismo è una suora dominicana nata in Argentina, Lucia Caram, volto noto per la TV per i suoi programmi di cucina e da tempo attiva sostenitrice tanto del presidente Mas quanto dell’addio a Madrid. Posizioni che esprime regolarmente sui suoi popolari account social, così come nelle sue numerose partecipazioni televisive.

Photo credit: David Ramos/Getty Images

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