“Non sei un bambino, sei un immigrato”

Svelato l’accordo segreto fra Francia e Regno Unito per rimandare al mittente i piccoli stranieri clandestini Se un bambino attraversava...

Svelato l’accordo segreto fra Francia e Regno Unito per rimandare al mittente i piccoli stranieri clandestini

Se un bambino attraversava il canale della Manica senza essere accompagnato, e non richiedeva asilo tempestivamente alle autorità competenti, i frontalieri avevano l’obbligo di rimandare in Francia i piccoli, e le autorità di oltremanica erano tenuti a riprenderlo indietro: viene così svelato da un rapporto del Commissariato inglese per l’Infanzia il “gentlemen’s agreement” fra governo di Parigi e di Londra che impediva ai piccoli migranti di essere accolti sul territorio della Corona inglese.

RISPEDITI AL MITTENTE – L’accordo, in vigore dal 1995 al 2011, è stato recentemente privato di efficacia: “Uno sviluppo assolutamente benvenuto”, dice Maggie Atkinson, garante per l’Infanzia di Sua Maestà britannica, nel rapporto “Landing in Dover” promulgato dal suo ufficio che riporta anche copia dell’accordo fra Francia ed Inghilterra. Il rapporto, scrive il Guardian, “afferma che i bambini non accompagnati scoperti ad entrare clandestinamente nel Regno Unito” attraverso le vie marine del Canale della Manica o l’Eurotunnel “venivano rinchiusi e sottoposti ad immediati interrogatori anche quando affermavano di essere stanchi, malati o quando avevano immediatamente bisogno di un medico”. “Se un passeggero non cittadino degli Stati firmatari viene rifiutato per l’ammissione all’arrivo nello stato perché non è nelle condizioni per entrare o perché non si è presentato ai controlli per l’ammissione, le autorità di frontiera dello stato di imbarco”, dunque la Francia o l’Inghilterra, rispettivamente (ma è chiaro che la maggior parte dei casi riguarda l’ingresso nel Regno Unito) “dovranno accettare indietro il passeggero”, che dovrà essere ricondotto nel paese di partenza “senza indugio”, ovvero entro 24 ore. “E’ un accordo cieco alle esigenze dei bambini ed è contrario alla legge”, dice il garante per l’infanzia, perchè “permette che i bambini che non fanno immediata richiesta di asilo politico vengano immediatamente rispediti in Francia”.

UN MOSTRO GIURIDICO – Della notizia parlano, in Francia ed Inghilterra, Le Monde ed il Guardian, a significare ulteriormente la portata reciproca dell’accordo. Molto critico il campo di applicazione dell’accordo: il garante fa notare che, come per la Francia, l’accordo veniva utilizzato anche nei confronti del Belgio e non solo a Dover, ma in tutti i porti inglesi del sud come Southampton e Newhaven; l’applicazione ai bambini è conseguente ad una generale validità dell’accordo, che si applicava ovviamente anche agli adulti, ma l’effetto sui giovani migranti era ancora più devastante, come dimostra il caso che ha permesso al garante di ottenerne l’interruzione della validità.

Lei ha citato il caso di sette bambini vietnamiti, condotti in Inghilterra per lavorare come “giardinieri” nelle fattorie di cannabis, e rispediti in Francia. I servizi sociali del Kent affermano di non aver saputo nulla riguardo questi bambini.

L’applicazione indiscriminata dell’accordo colpiva anche i bambini vittime del traffico dei minori, prima condotti contro la loro volontà in Inghilterra e poi rispediti indietro. Appena il garante ha sollevato il problema di quest’accordo, il rappresentante dell’esecutivo di David Cameron recentemente insediato lo ha subito cancellato dall’ordinamento inglese: “Viola la legge”. C’è infatti una nuova normativa, il Borders, Citizenship and Immigration Act 2009, che renderebbe inefficace accordi bilaterali di questo tenore.