“Grazie, capitan De Falco”
18/01/2012 - Il Corriere e la tragedia del Costa Concordia A quattro giorni dal naufragio della Costa Concordia il Corriere ritorna con un editoriale in prima pagina, affidato ad Aldo Grasso. Il critico televisivo racconta il gesto del capitano De Falco che
Il Corriere e la tragedia del Costa Concordia
A quattro giorni dal naufragio della Costa Concordia il Corriere ritorna con un editoriale in prima pagina, affidato ad Aldo Grasso. Il critico televisivo racconta il gesto del capitano De Falco che è finito sui giornali di tutto il mondo:
Quella frase «Vada a bordo, cazzo!» («Get on Board, Damn it!» così tradotta nei tg americani) è qualcosa di più di un grido di dolore, di un inno motivazionale, di un segnale di riscossa. Il naufragio è uno degli archetipi di ogni letteratura perché illustra i rischi dell’esistenza umana nel corso della «navigazione della vita». Esso rinvia agli atteggiamenti fondamentali che si assumono nei confronti del mondo: in favore della sicurezza o del rischio, dell’estraneità o del coinvolgimento negli eventi, del ruolo di chi sprofonda e di chi sta a guardare dalla terraferma. Ma ci vuole un grido che scuota e ci infonda coraggio, che, ancora una volta, ci richiami alle nostre responsabilità.
Di qui, l’idolatria:
Ecco perché ieri su Twitter era l’hashtag più utilizzato, una sorta di mantra collettivo. Ecco perché vorremmo, in ogni occasione, per chi guida il Paese o per chi fa semplicemente il suo mestiere, ci fosse qualcuno come il capitano De Falco che ci richiamasse perentoriamente all’ordine. (Intanto, su Internet, c’è già chi vende la t-shirt con la frase. E qui torniamo all’Italia degli Schettino). Vada a bordo, e quello non ci è andato (ora è a casa agli arresti domiciliari in attesa che la giustizia faccia il suo corso e che la coscienza gli ridesti il senso dell’onore). Due uomini, casualmente due marinai campani, due storie: l’una che ci umilia, l’altra che tenta di riscattarci. Grazie capitano De Falco, il nostro Paese ha estremo bisogno di gente come lei.













Qualcuno mi spiega, dato che questa non era la prima volta che veniva eseguito un avvicinamento sotto costa, perchè il comandante della capitaneria non ha preso provvedimenti?
premetto.. che sono d’accordo con te… e che de falco.. alla fine non mi sembra che abbia fatto chissà cosa per essere chiamato eroe… anzi.. credo si sia soprattutto parato le terga conq uella telefonata registrata.
comunque il “saluto” da quello che ho capito.. era diciamo “acconsentito” dalle capitanerie… solo quando le navi da crociere prima informavano le capitanerie stesse delle loro rotte, cosi da essere sicuri di viaggiare in acque sicure.
da quello che SEMBRA…. invece qua schittino.. ha fatto tutto per i c…i.. suoi… facendo per adesso un disastro umano.. e speriamo.. che la situazioni non degeneri anche in uno ambientale.
Stranamente appena succede qualcosa tutti diventano professori addirittura semplici conduttrici tv che si trasformano in esperti comandanti mi fa fanno davvero pena …..Secondo me questo Povero cristo di capitano dove aver capito il guaio che aveva combinato e andato sotto choc cosa che non dovrebbe accadere ma purtroppo nella vita accade…..adesso le media anno trovato lo scoop che cercavano e continuerà’ così finche non succede il prossimo disastro e che quelli di dovere dovrebbero pensare a come fare che certi disastri non accadano più’ ma in
Italia si sa il governo e buono solo per mettere le tasse ma per mettere sicurezza e servizi nemmeno l’ombra…..
a parole tutti bravi ma poi nella realtà bisognerebbe vedere……
Ma leleggi ele norme esistono già. Bisogna farle rispettare!!!
Come sei comprensivo…Ti rendi conto.quante persone sono morte a causa di quell’idiota?Che è stata distrutta una nave da 500 milioni di euro?Se avessi perso un parente,magari una figlia saresti cosi’ comprensivo?E poi con quale coraggio un comandante gia’ colpevole abbandona una nave?Loro sono pagati anche per il rischio…E se si ha paura,e non si accettano le regole che 2un comandante deve essere l’iultimo ad abbandonare la nave”,allora si cambia mestiere…
Stranamente appena succede qualcosa tutti diventano professori addirittura semplici conduttrici tv che si trasformano in esperti comandanti mi fa fanno davvero pena …..Secondo me questo Povero cristo di capitano dove aver capito il guaio che aveva combinato e andato sotto choc cosa che non dovrebbe accadere ma purtroppo nella vita accade…..adesso le media anno trovato lo scoop che cercavano e continuerà’ così finche non succede il prossimo disastro e che quelli di dovere dovrebbero pensare a come fare che certi disastri non accadano più’ ma in
Italia si sa il governo e buono solo per mettere le tasse ma per mettere sicurezza e servizi nemmeno l’ombra….. questo e solo uno dei molti disastri di quest’anno aspettiamo il prossimo ……
sono d’accordo con te!!! ed aggiungo che stiamo ad incensare de falco che,semplicemente,stava applicando le procedure(ovvio) pur condannando “la bravata” di schettino con le sue conseguenze.
e cmq credo che ,schettino, abbia reagito cosi’ proprio perche’ non e’ stato il classico incidente di mare dovuto a cause non prevedibili,ma una cazzata fatta da lui bella e buona,cazzata che un bambino,forse non avrebbe fatto:in due parole e’ rimasto spiazzato e sconcertato proprio dalla sua enorme cazzata!!!
Gentile Paola, se durante una gita scolastica, l’educatore porta suo figlio con tutti i bambini in
una situazione pericolosa, e poi se la dà a gambe, ne troverebbe delle attenuanti o
semplicemente lo richiamerebbe alle sue responsabilità con conseguente pena? questo
vale per tutti dal conducente di un tram al comandante di una nave. Almeno credo.
e’ accaduto ed accadra’ ancora:appunto!!!io non stavo giustificando schettino infatti.
volevo solo dire che non tutti hanno una reazione da “leone”;quando “dipendiamo” da persone nell’utilizzo di mezzi,cure o altro tutto puo’ accadere:nella vita ci vuole C!!!
C non sta per crociera.ma per culo(a scanso di equivoci):)
ben venga che la gente condanni moralmente una persona che ha commesso un crimine (pur se colposo) pensando a mettere in salvo sé stesso. mi stupisce di più l’esaltazione di De Falco. Anche a me è piaciuto, ma, accipicchia!, dovrebbe essere la normalità.
Giusto! è il lavoro normale del Comandante della Capitaneria – Ufficiale di Polizia Giudiziaria Marittima.
Ma io mi chiedo: navi della tipologia come quella della Costa, non hanno un cazzo di radar a bordo che segnali eventuali anomalie e/o imprevisti durante le rotte? Una nave che porta 5000 passeggeri dovrebbe essere strasicura, e allora?
Tutti ad esaltare De Falco, che in fondo ha solo fatto il suo dovere.
Per me il vero EROE è quel ragazzo, il batterista, che ha ceduto ad un bambino il proprio posto sulla scialuppa di salvataggio.
Bhe, se vogliamo dirla tutta, la prontezza nelle situazioni di pericolo è proprio la differenza che permette ad un soggetto qualsiasi di non diventare il capitano di una nave con…5000 persone.
Voglio dire, a guidare una nave con radar e sensori, in un mare piatto e in una rotta prestabilita, ci vuole….poco.
la prontezza – prerequisito di un vero capitano – è nelle situazioni di emergenza (possibilmente non precostituiti come nel nostro caso…).
quello che condannerei a schettino è:
1) aver fatto quella manovra improvvida,
2) non essere rimasto lì a sostegno delle operazioni. Non richiedo di essere l’ultimo ad abbandonare la nave, che di fatto è un retaggio che si applica a navi piccole di un tempo, con un palazzo del genere è difficile capire quando si è ultimi…per me è più importante vedere che il capitano resta a dare soccorso, a collegarsi con la capitaneria e prestare informazioni utili, a coordinare le operazioni (dalla conversazione non mi sembra che lo abbia dimostrato).
Io sarei rimasto lì fino a quando la polizia non decideva di portarmi in questura. Punto.
avrei dimostrato di aver fatto quanto in mio dovere e potere per salvare il maggior numero di persone.