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Perché i migranti si fingono siriani

Un numero crescente di richiedenti asilo si finge siriano per provare a ottenere lo status di rifugiato. Benché suoni cinico, i siriani sono considerati in modo prioritario dalle autorità europee, e questo fatto è percepito come un privilegio da altri migranti che scappano da simili condizioni. Per fingersi siriani ci sono due vie: la prima è l’acquisto di un passaporto falso, la seconda è dare generalità non veritiere. Numeri precisi non ce ne sono ancora su questo fenomeno, ma la percezione di autorità e osservatori è che sia sempre più diffuso. Il ministero degli Interni della Germania così come l’agenzia UE Frontex hanno confermato al quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung come in questi ultimi mesi i controlli sui richiedenti asilo abbiano individuato diverse centinaia, se non migliaia, di stranieri richiedenti asilo che si fingono siriani. Il motivo è la percezione, piuttosto veritiera, della maggiora accoglienza riservata a chi fugge dalla guerra civile, dai bombardamenti di Assad così come dalla persecuzione religiosa dell’ISIS. Chi viene dalla Siria difficilmente vedrà respinta la sua domanda d’asilo, e in particolare in Germania avrà diritto a un più rapido inserimento nel mercato del lavoro così come a un veloce ricongiungimento con i propri familiari. Condizioni che appaiono un privilegio a centinaia di migliaia di migranti, che si sono messi in fuga negli ultimi mesi anche per la maggior accoglienza riservata ai siriani. SZ rimarca come durante l’arrivo in massa dei migranti nelle stazioni di Monaco di Baviera e Vienna, con immagini che hanno emozionato il mondo, ci siano state diverse testimonianza sul numero dei siriani inferiore rispetto alle attese e alle generalità dichiarate.Il ministero federale degli Interni conferma come in questi mesi le autorità di identificazione dei richiedenti asilo abbiano registrato diverse centinaia di passaporti siriani falsificati. I migranti che dichiarano la loro fuga da Assad e dall’ISIS in modo non veritiero utilizzano prevalentemente due vie, la presentazione di un documento di identità o di un passaporto falso, così come la dichiarazione menzognera sulle proprie generalità. Frontex ha accertato come in Turchia sia stato organizzato un mercato nero in cui sono venduti passaporti siriani falsi, di solito comprati dagli iracheni o dagli afgani, che scappano da situazioni simili. Si pensi alle persecuzioni dell’ISIS oppure dei Talebani. Un giornalista olandese ha comprato un pass siriano falso, inserendovi sopra la foto del premier dei Paesi Bassi, Mark Rutte. Ancora più diffuso è il secondo metodo utilizzato dai migranti, che si dichiarano siriani anche se vengono da altri Paesi. Molti provano a ingannare le autorità che gestiscono la procedura d’asilo recitando a memoria l’inno siriano, come prova della propria nazionalità. Spesso però questi migranti si tradiscono in base a informazioni su luoghi siriani non esistenti, che hanno appreso dagli scafisti che li hanno trasportati verso l’Europa. Ancora più decisivo è l’esame del dialetto, visto che c’è una avvertibile differenza tra il dialetto arabo parlato dai siriani e quello invece degli egiziani o di altre zone della regione mediorientale o nordafricana.

Photo credit: Jeff J Mitchell/Getty Images

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