Il ministro: “Niente scuola in meno”
17/01/2012 - Francesco Profumo smentisce le voci che parlavano di un percorso scolastico più corto in vista, riporta la Dire Dopo i rumors dei giorni scorsi il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo interviene per smentire le voci di un imminente cambio del percorso
Francesco Profumo smentisce le voci che parlavano di un percorso scolastico più corto in vista, riporta la Dire
Dopo i rumors dei giorni scorsi il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo interviene per smentire le voci di un imminente cambio del percorso scolastico che avrebbe previsto un anno in meno per conseguire il diploma, come riporta l’agenzia Dire:
Nessun intervento immediato per ridurre il percorso di studi. Ma il governo, dopo essersi occupato delle urgenze, lavorera’ alla scuola del futuro. “Credo che questo non abbia la possibilita’ di fare riforme strutturali. Prima bisogna far funzionare al meglio e semplificare le norme che ci sono”. Ha detto il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, partendo da Roma per la Polonia per il viaggio della memoria, in merito alle indiscrezioni sulla sua volonta’ di ridurre il percorso di studi. Non c’e’ “nessun provvedimento pronto. Ci dobbiamo occupare del contingente- ha spiegato il ministro- ma poi dovremo anche occuparci di disegnare la scuola futuro”.
I RUMORS - Delle voci che si erano diffuse avevamo parlato qui:
Da indiscrezioni risulta che l’ipotesi sarebbe caldeggiata anche dal ministro Francesco Profumo, al punto che è stata già tradotta in un progetto di legge che entro un paio di settimane potrebbe già ricevere l’ok dal Consiglio dei ministri. A sostenerlo e’ la rivista La Tecnica della scuola. Dal ministero si conferma solo che esiste un dossier sull’argomento aggiungendo che la questione non e’ una priorita’. All’origine del rumor c’e’ una riflessione che Rossi Doria ha pubblicato sul suo blog riguardo all’opportunità di ‘riformare i percorsi scolastici in modo che, dalla prima elementare al diploma, durino in tutto non oltre 12 anni. In modo da far coincidere la maggiore età e la fine della scuola, come nei grandi paesi europei, in Usa, in India, Cina e Brasile’. Il sottosegretario non dice come, e cioe’ se tagliando un anno al primo ciclo o riducendo il secondo ciclo a quattro anni, ma e’ assai probabile che la preferenza vada al secondo modello, piu’ vicino a quello adottato nella grande maggioranza dei Paesi sviluppati.













Abbiamo dei licei che, anche se di cinque anni, danno in condizioni normali un’ottima formazione culturale e critica. E sono un punto di forza anche rispetto ad altri paesi. Perché voler cambiare quello che funziona. Lasciamoli quinquiennali, e pensiamo a migliorarli al loro interno, destinando più fondi per il loro funzionamento. Martino Menghi
La scuola italiana è allo sfascio…Si impara troppo dai libri e niente dall’esperienza…c’è informatica che si fa senza i computer, biologia e chimica senza laboratori, educazione fisica senza palestre…e poi è meglio se la scuola italiana iniziasse ad affacciare i ragazzi al mondo del lavoro….dato che è il primo luogo in cui si insegna corruzione, raccomandazione e menefreghismo!
Ti prego ministro,
facci diplomare e laureare alla stessa età degli inglesi, dei francesi, degli americani, ……
Invece di tenerci in classi pollaio da 30 per 5 anni facci stare in classi da 22 per soli 4 anni.
Pensa…. potremmo uscire anche più preparati !!!!