“Ecco perché sono scappato dall’Italia”

17/01/2012 - Roberto Saviano racconta i motivi della sua “fuga” a New York “I motivi della mia fuga, perche’ nonostante tutto di fuga si e’ trattato, risalgono ai tempi di ‘Vieni via con me’. Dopo il successo della trasmissione, l’attenzione su di

     
 

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Roberto Saviano racconta i motivi della sua “fuga” a New York

“I motivi della mia fuga, perche’ nonostante tutto di fuga si e’ trattato, risalgono ai tempi di ‘Vieni via con me’. Dopo il successo della trasmissione, l’attenzione su di me di media e politica e dei media proni alla politica e’ diventata altissima. La mia famiglia e’ diventata oggetto di ricerche, di domande, di curiosita’. Ogni giorno sentivo una pressione enorme.
Mezze parole, commenti idioti, sorrisi aperti e dietro le spalle schiumanti insulti. Gli ‘addetti ai livori’ sono cosi’. Non si interviene su cio’ che dici o su come lo dici: si cerca di delegittimarti, o di creare un clima avverso. Un modo per poter dire a se stessi che chi riesce a parlare a molti e’ corrotto dai media, e’ una schifezza, un bluff”. Cosi’ Roberto Saviano, nella storia di copertina da lui firmata nel numero di Vanity Fair in edicola da domani – racconta perche’ ha accettato con entusiasmo l’invito a insegnare alla New York University, e come e’ stata l’esperienza – terminata poche settimane fa – di vivere per sei mesi a New York. A partire dal giorno del suo arrivo.

COME UN BAMBINO – “Sorrido come un bambino. Sono un animale che per tanto tempo dalla sua gabbia, attraverso le sbarre, ha visto il cielo, gli alberi e se n’e’ stato li’ pensando che fosse inutile voler volare. Che volare non serviva a nulla. Che in fondo il volo non esisteva nemmeno. Ecco, mi ero abituato a pensare che la liberta’ non esisteva e che quindi era inutile cercarla, agognarla, lavorare per ottenerla. Mai avrei pensato che un giorno qualcuno avrebbe aperto la mia gabbia”, confida Saviano. “Per cinque anni ho fatto in tutto forse un migliaio di passi. E ho approssimato per eccesso. Mi sono totalmente disabituato alle file negli uffici, al caos dei supermercati, al caos in strada. Non entravo in una metropolitana, in un treno, da cinque anni e mezzo. Per me, quelli statunitensi sono stati sei mesi di vertigini continue provocate dalle situazioni piu’ banali. Una volta – racconta – per comprare tre arance ci ho messo due ore: paralizzato dalle luci, dalla folla, dalle voci. Li’ avevo una protezione molto diversa da quella a cui ero abituato, con margini di liberta’ maggiori. I tre uomini che mi gestivano, sapendo della mia urgenza di liberta’, spesso lasciavano che li superassi, che mi dimenticassi di loro. A volte dovevano rincorrermi perche’ sparivo dal loro sguardo”.

IL JET LAG - “Il giorno dopo il mio arrivo, sotto l’effetto del jet lag, sono uscito alle sette del mattino, ma in realta’ gia’ fremevo dalle cinque. In strada non c’era nessuno, solo io e la mia scorta. Senza parlare abbiamo camminato per cinque ore. Ho bevuto un cappuccino e ci ho inzuppato dentro un muffin, ho comprato una cartina di Manhattan e, in quella sola mattinata, sono certo di aver camminato come non avevo mai fatto. E non solo ne sono certo, ho le prove. Sono tornato a casa con le piaghe ai piedi, mi facevano male da morire, ma – dice Saviano – quel dolore che non credevo esistesse piu’ mi rendeva euforico. Avevo la sensazione di essere tornato a vivere completamente, di aver riacquistato l’uso di arti sopiti da tempo. Per la prima volta ho iniziato a vedere le scarpe consumarsi, e ai piedi mi sono venute le vesciche”.

     
 

45 Commenti

  1. giocasta scrive:

    Ricordo quello che si dice de “Le mie prigioni” di Silvio Pellico: il libro servi’ più di una guerra alla causa della libertà dei territori italiani in mano all’Austria. Il potere della cultura e’ enorme e ben lo sanno i regimi totalitari, cioè i disonesti in genere. Ma i berlusconidi pensano che tutti pensino solo al conto in banca??? L’Italia si regge molto anche sui volontari: gente che al conto in banca pensa molto poco e pensa più agli altri che a se stessi!!! Non credo che i modi di vivere attuali di Saviano siano invidiabili, gli sarebbe bastato scrivere sui giornali di b. ed avrebbe avuto ugualmente un bel conto in banca, se quello doveva essere uno degli scopi della sua vita! Purtroppo e’ una delle persone italiane normali che sembrano marziani perché si comportano onestamente e dignitosamente; quelli che gridano: “Salga a bordo, c…o”, perché loro non sarebbero scesi!!!

  2. 5 scrive:

    Ma questa Angela Maria e quel Fabio chi cazzo sono? Perchè non mettono la faccia nel vater mentre qualche volontario tira lo scarico? Che gente schifosa…

  3. raven scrive:

    Perfetto!Un normale giornalista che ha semplicemente scritto un libro sulla camorra.Non capisco perché idolatrarlo come se fosse Jimi Hendrix.Forse anche lui (Saviano) involontariamente è diventato una preda del circuito mediatico e di conseguenza frainteso dall’opinione pubblica.

    • Massimo scrive:

      Ma possibile che nn ci sia una mezza misura o un punto di incontro? Io, personalmente, mi sento contro ogni mafia e cerco di andare avanti e vivere onestamente con me stesso e con il prossimo… eppure anxhe io nutro forti perplessità su Saviano… il che nn mi fa un mafioso.. ma uno che critica il mainstream cnvinto che anche li ci sia più che qualcosa di marcio.

    • angela maria scrive:

      Ha finito con l’essere vittima di se stesso è per questo che è da compatire. E chi superficialmente ha voluto fare di lui un eroe ha contribuito a creare la gabbia che si è chiusa intorno a lui. Chi lo vuole eroe lo vuole anche vittima. Siamo meglio noi che lo consideriamo una persona normale. Siamo più vicini a lui io noi che la pensiamo così che Voi che dice che siamo delle m….e. Proviamo a chiederlo e vedrete che si stringerà nelle spalle…

      • raven scrive:

        State molto attenti, perché se vi permettete di fare qualche considerazione impopolare su Saviano, e altri intoccabili, rischiate di inimicarvi molti soggetti convinti di lottare contro un “regime sanguinario e opprimente” che dura da circa 3 lustri…io ne sto pagando le conseguenze.

        • michele scrive:

          A giudicare dall’ora in cui scrivono,si è formata una coppia di rapaci notturni:raven e angela maria che, avendo per primi avvistato la preda (Saviano),hanno inizito il pasto a base di insulti e denigrazioni.Poi via via,consumato il pasto, cercano pretesti e ragioni di varia natura, ma tutte scadenti,per sostenere le loro tesi.Scopriamo così’ che uno è una specie di martire,l’altra vuole giocare con la simulazione come se Casal di Pricipe fosse un video game e non una terra di Camorra.Ma l’avete mai letto Gomorra?Altro che cose risapute!Se fosse stato così’ non c’era bisogno di perseguitare Saviano (vedi le intercettazioni),l’avrebbero lasciato libero di scrivere e di vivere.Siete marci dentro,purtroppo per voi.

  4. angela maria scrive:

    E per concludere da Wikipedia “Nel 2008 ha pubblicato per i tipi di Einaudi il romanzo storico L’ottava vibrazione. Per l’attività svolta Carlo Lucarelli si può annoverare tra gli appartenenti alla migliore tradizione di giornalismo investigativo italiano.”
    Da Wikipedia ” Roberto Saviano (Napoli, 22 settembre 1979) è un giornalista, scrittore e saggista italiano. Nei suoi scritti, articoli e nel suo libro, Gomorra, romanzo d’esordio, usa la letteratura e il reportage per raccontare la realtà economica, di territorio e d’impresa della camorra e della criminalità organizzata in genere.

    Dalle prime minacce di morte del 2006 da parte dei cartelli camorristici, denunciati nel suo “expose” e nella piazza di Casal di Principe durante una manifestazione per la legalità[1], Roberto Saviano è sottoposto a un serrato protocollo di protezione. Dal 13 ottobre 2006 vive sotto scorta[2].

    Saviano dice ”

    « Ad aver dato fastidio alle organizzazioni criminali è il mio lettore, non sono io. Il mio lettore è ciò che loro non vogliono, il fatto che in questo momento ne stiamo parlando, che ne hanno parlato tutti i giornali, che continuano ad uscire libri, che continuano a nascere documentari, è tutto questo che loro non vogliono, è l’attenzione su di loro, sui loro nomi, soprattutto sui loro affari »
    (Roberto Saviano sul suo libro ” Gomorra”) .
    Stai vedere che se la Camorra viene a sapere che avete letto il suo libro siete tutti in pericolo cosa vuole che la Camorra si vendichi su Voi? Se ha un amico psichiatra chiedi a lui sulla personalità di Saviano e poi non restarci male.

    • Lorenzo scrive:

      Chiedo scusa, il ragionamento più sciocco, superficiale e allucinante di prima lo hai velocemente superato con questo.

    • Marco scrive:

      Ogni napoletano dovrebbe rendersi conto del coraggio che ha avuto un uomo come Roberto Saviano. Lui è veramente un uomo coraggioso. Voi? Pure: ci vuole coraggio a pensare e affermare certe cazzate!
      Ma che ti dice il cervello? Ripigliati!

  5. VALENTINA T scrive:

    Come si puo’ paragonere Lucarelli con Saviano, dico io…

  6. Massimo scrive:

    l’Italia è un paese di idioti pigri ed ignoranti che si tengono stretto lo status quo.

  7. raven scrive:

    AHAHAHAHAHA!!!!!!!Ma come!?Allora la procura di Napoli ha dormito fino al 2006, e avrebbe iniziato le indagini soltanto dopo aver letto Gomorra?Quindi, i meriti di Saviano, consistono nell’aver destato quei poltroni dei pm antimafia di Napoli?Non prendetela come una critica,se le cose stanno così, il suo libro è stato molto utile.

  8. nicholas scrive:

    http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/argomento-camorra_.htm

    nel link che ho postato troverete qualche centinaio di libri recenti dedicati alla camorra.
    è curioso il fatto che -tranne saviano- nessuno degli autori di tali libri sia stato oggetto di minacce, verrebbe quasi da pensare che sia tutta una trovata pubblicitaria :D
    anche perchè, non mi risulta che saviano abbia mai fatto arrestare nessuno, si è solamente limitato a raccogliere gli articoli da lui stesso scritti in veste di giornalista, e trasformarli in un libro con una chiave letteraria facile e accessibile.
    peraltro i libri di saviano costano circa il doppio di quelli di qualsivoglia altro autore di testi sulla camorra e son meno dettagliati.
    per la cronaca, se qualcuno volesse farlo fuori, lo andrebbero a prendere anche in culo al mondo, a lui e a tutti i suoi familiari.

    • angela maria scrive:

      Nicholas ho un testo de 600 di Marco Boschini ” Le ricche minere della pittura veneziana” anno di pubblicazione 1674. Mi aiuti a trovare uno sponsor anche straniero pensavo a una istituzione giapponese per fare un lavoro di catalogazione per immagini e schedatura, bibliografia mongrafica ect.?

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