La migrazione più grande del mondo

17/01/2012 - In Cina le campagne vengono abbandonate e per la prima volta gli abitanti delle città superano quelli delle zone rurali Per la prima volta, nel 2011 in Cina il numero degli abitanti delle città, pari a 690,79 milioni di persone, ha

     
 

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In Cina le campagne vengono abbandonate e per la prima volta gli abitanti delle città superano quelli delle zone rurali

Per la prima volta, nel 2011 in Cina il numero degli abitanti delle città, pari a 690,79 milioni di persone, ha superato quello delle zone rurali, pari a 656,56 milioni: un cambiamento demografico storico per il Paese che rappresenta la seconda economia mondiale. Lo ha reso noto l’ufficio Nazionale di Statistiche del gigante asiatico.

CAMBIO STORICO – Gli esperti cinesi giudicano il cambiamento un “momento storico per una civiltà’ tradizionalmente agricola” e prevedono che “competerà profondi cambiamenti negli stili di vita, l’impiego, i consumi e anche i valori”. L’accelerata è stata imponente: negli anni ’50 del secolo scorso, erano poco più di 60 milioni i cinesi che vivevano nelle città rispetto a 500 milioni di agricoltori.

PROSPETTIVE FUTURE - Il Paese ha poi registrato un’accelerazione e un massiccio esodo rurale indotto dalla de-collettivizzazione dell’agricoltura, dall’industrializzazione e dall’attrazione delle città per una manodopera a basso costo. Un rapporto del governo, pubblicato nell’ottobre del 2011, prevede che la popolazione urbana cinese raggiunga gli 800 milioni di persone entro il 2020 mentre al momento gli over 65 nel paese sono pari alla popolazione giapponese: 122,5 milioni di abitanti.

CONFRONTI – Questi dati sono in evidente contrasto coi numeri della seconda nazione più popolosa al mondo, l’India, in cui solo il 30 pe cento degli abitanti vive in città. Negli Usa la percentuale sale all’82 per cento. L’urbanizzazione massiccia ha aiutato la Cina a esplodere come potenza economica, e più lavoro si creava in città, più la gente mollava le campagne. Solo nel 2011 la popolazione rurale ha conosciuto un’emorragia pari a 14.6 milioni di persone, che hanno abbandonato la terra per finire in città. Il tasso di urbanizzazione sta però diminuendo, assieme all’offerta di lavoro, anche se l’immigrazione interna è lontana dal concludersi e continuerà ad alimentare l’economia cinese che ormai vive di questo fenomeno. (AGI)

     
 

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