“Tornato ora da sede Pd. Da Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer, a Franceschini“, diceva ieri Zoro su Facebook. “L’involuzione della specie“, commentava un suo amico. In effetti, le dimissioni di Walter Veltroni dalla segreteria del PD scatenano più ironia che voglia di discutere, o analizzare. Che altro aggiungere? Nell’articolo “Partito democratico, arrivato al capolinea” del 29 aprile 2008 si scriveva: “Probabilmente questo risultato segna l’addio di
Veltroni alla leadership del Partito Democratico. Intanto, cade il sogno veltroniano di partito leggero, “di massa e d’opinione“, smart e pronto a “marciare diviso per colpire unito”. Bisogna rassegnarsi. Evidentemente non si poteva fare[...] Candidato a prenderne il posto potrebbe essere proprio quel Pierluigi Bersani che non ha sofferto sconfitte personali in questi anni (anche perché non si è mai presentato per correre a qualcosa) e avrebbe dalla sua tutta la base emiliana Ds, oltre ad essere anche considerato un interlocutore affidabile da sindacati e industriali (non dagli assicuratori, ma questo è un vanto). [...] “. Se dopo la parentesi delle Europee si arriverà davvero a una segreteria Bersani, sarà comunque tempo perso quello che aspetta, dal punto di vista politico, gli osservatori. Sarebbe invece giusto che l’ex ministro delle Attività Produttive del governo Prodi, dicesse subito che vuole prendere in mano il partito, invece di togliersi di mezzo nel momento più brutto.
Perché Veltroni questo ha fatto. Si è tolto di mezzo per non essere il responsabile del momento più brutto. Con una decisione tanto furba quanto infantile. Furba, perché non è da intelligenti ma da paraculi scappare dalla nave quando comincia ad affondare. Specialmente se si è il capitano. Capitano per elezione, non per cooptazione. Infantile, perché in tutto questo bailamme dire come uniche frasi un “Basta farsi del male” che è la parafrasi della famosa battuta di un film, e un “Per tanti sono un problema” che sa tanto di vittimismo, è proprio da bambini. Nemmeno creativi. Walter è stato ridicolo una volta di più. Oltre al can can sul testamento biologico, dove il PD aveva un “orientamento prevalente” ma lasciava “libertà di coscienza” (e soprattutto di parola) a tutti; oltre alle figuracce in economia; oltre al silenzio appena interrotto sulla questione morale. Oltre tutto questo, che pure è già bello ridicolo di per sé, andarsene con una battuta tratta da un film e una frasetta vittimistica è proprio da ragazzini.
Questo però adesso Bersani non lo deve fare. Non lasci Franceschini a rappresentare per tre mesi il PD, è una crudeltà che gli elettori non meritano. Aspettare un congresso, nell’epoca di internet, pare proprio da medievali. Fate quello che dovete fare, organizzate primarie via web e se i risultati non dovessero piacervi, truccateli. Senza continuare a nascondersi dietro un dito: Pierluigi sa di cosa parla, soprattutto quando parla di economia. E non è escluso che questo Paese, quando avrà finito di discutere intorno alle capacità sessuali delle persone in stato vegetativo, e non appena sarà passata la sbornia di Mina a Sanremo, possa avere una straordinaria necessità di parlare della sua economia, a breve. Per motivi che si potrebbero anche intuire, e quindi non serve nemmeno elencare. E’ tempo che le varie correnti all’interno del Partito Democratico escano dall’ombra, tanto ormai il “tiranno” – ok, la metafora è proprio sballata… – se n’è andato. E che dicano chiaramente cosa vogliono fare, chi scelgono. Senza nascondersi dietro un dito. Ci si renda anche conto che non è finita qui: c’è chi magari si attende anche dal PD una parola chiara sui temi economici, ma anche su quelli dei diritti civili. Possibilmente, dimostrando anche autonomia (rectius: indipendenza) da certe provenienze culturali e di “nascita”.
Poi, c’è da dire che l’arrivo di Bersani costituirebbe una situazione simile a quando i DS scelsero Piero Fassino, funzionario di partito, come segretario. Molte somiglianze, ma allora la scelta non fu quella giusta. E se all’epoca Fassino vinse le elezioni (per il rotto della cuffia), fu perché il centrodestra nei cinque anni precedenti aveva governato davvero male. Ecco, però, il punto. Ovvero che, vada come vada, quando si tornerà a votare molto conterà – per decidere chi vincerà – come Berlusconi avrà governato (meglio, dal punto di vista del PD, perlomeno considerando la passata presidenza di Prodi). Come avrà governato, per essere precisi, un periodo di crisi economica difficile, più difficile di quella scatenatasi dopo l’11 settembre (evidentemente, è un destino sfortunato, quello del Cavaliere: ritrovarsi sempre a governare in periodi di crisi). Bersani ha la possibilità di prendere il palcoscenico quando alla maggior parte delle domande importanti che gli faranno, potrebbe saper rispondere con senno. E’ il suo momento. Ora o mai più. Altrimenti, si potrebbero ascoltare sempre più spesso discorsi come questo, sentito in una sede del partito: “Insomma hanno perso anche in Sardegna?“. “Abbiamo perso, anche tu hai votato PD“. “Sì, ma se vincono, abbiamo vinto. Se perdono, hanno perso“.
(Vignetta di Eiacuelezioni Precoci)























potrei conoscere il nome del signore in coi pannolini che tiene in braccio Walter ?
Alessandro, io non credo la si possa fare così facile rispetto a una nuovo segretario del PD. Tanto poco c’è (nonostante si promettesse il contrario) sul limite di mandati e sull’esclusione di inquisiti e giudicati dalle liste, altrettanto invece è stato fatto per ingessare le modealità di selezione ed elezione dei dirigenti, fino appunto al ruolo di segretario.
Ovvero al momento solo Franceschini può starsene lì, a coprire la falla della diga con il dito. Con le elezioni europee a giugno, non credo ci siano i tempi tecnici per poter arrivarci con un nuovo segretario.
@ essemme: l’esperienza ci insegna che i tempi tecnici per fare qualcosa, quando c’è la volontà politica di farla, possono essere tranquillamente annullati. Poi, se vuoi farti prendere per il culo fino al Congresso pure tu, oh, padronissimo.
“Infantile, perché in tutto questo bailamme dire come uniche frasi un “Basta farsi del male” che è la parafrasi della famosa battuta di un film”
Moretti parlava della Sacher.
La figura di Veltroni, sia pure marrone, non è di cioccolato…
Tempi tecnici per fare porcate politiche sicuramente.
Ma credo che il problema grosso del PD (ma pure del PDL in fondo) sia che hanno creato un carrozzone sul niente se non “io e te assieme, perché no?”.
Prima dovrebbe essere definito il set di valori su cui si fonda il partito, poi si definiscono le correnti (declinazione dei valori a seconda del sentire individuale) e quindi primarie per decidere quale corrente dovrà prevalere per i prossimi anni. Non credo che la velocità sarà d’aiuto.
“Non credo che la velocità sarà d’aiuto.”
Io non sto dicendo che tutto quello che dici tu non si debba fare; sto dicendo che il nuovo segretario deve uscire allo scoperto adesso, anche se il momento non è propizio. Altrimenti si comporta da vigliacco. Tutto qui.
Ma esce fuori chi? Un segretario che delinea il partito in che modo se nemmeno si sa cosa vuole essere questo partito? Ora il PD andrebbe gestito in maniera tecnica giusto per non perdere clamorosamente pure le europee. Commissariato si potrebbe dire
. Una gestione di puro marketing per non scollarsi definitivamente dal mondo (cosa difficilissima perché s’è visto che ora come ora la gente cerca nuove idee e valori attorno alle quali “riscaldarsi” in un clima tanto rigido). Di sicuro non vanno fatte primarie precipitose quanto inutili altrimenti sono punto e a capo.
Sinceramente: se non si danno delle linee di definizione si spaccano di nuovo in mille piccoli rivoli…
“Ma esce fuori chi? Un segretario che delinea il partito in che modo se nemmeno si sa cosa vuole essere questo partito?”
“Una gestione di puro marketing per non scollarsi definitivamente dal mondo (cosa difficilissima perché s’è visto che ora come ora la gente cerca nuove idee e valori attorno alle quali “riscaldarsi” in un clima tanto rigido)”
Sinceramente, tutto ciò mi ricorda un altro partito. Uno che le elezioni le vince. Strano, no?
Quella di Bersani sarà una scelta probabile e giusta, ma debole. Se diventerà segretario lo diventerà per mancanza di alternative valide, senza la popolarità di cui godeva solo un anno fa e con gli ex margheritini che remeranno contro.
Probabile che, una volta segretario, perda in poco tempo (come già l’aveva perduta il Veltroni-sindaco-di-Roma) la sua aura di politico brillante e capace e il partito si trovi da capo.
Il problema, temo, non è tanto nella persona del segretario (di più carismatici del Veltroni-post primarie non se ne possono ancora trovare, eppure i risultati sono davanti ai nostri occhi), quanto nel Pd in sé.
Pure secondo me deve uscire allo scoperto ora. Tanto, come scrisse Costa qui su Giornalettismo, i tempi giusti li ha già mediaticamente bucati e allora tanto vale. Inutile faccia giochetti mediatici.
Bersani è una versione meno di sagrestia e di potere di Prodi. Il primo Prodi, almeno. E’ un uomo che può risultare credibile se la Crisi gli darà una ulteriore mano e tutto sembra congiurare in tal senso. Avversari interni non ne ha. Letta è Richie Cunningham vestito sbagliando da Fonzie.
La cosa più giusta su Bersani l’ha detta paradossalmente proprio Capezzone stamattina.
Può far bene non riproponendo il rigore, rigore, rigore in campo fiscale, cioè i tre rigori che s’è tirato contro il governo Prodi.
Io volo più basso.
Bersani può non fare troppi danni, che già rispetto al poter fare bene è una cosa meno campata per aria, a patto di dimenticarsi di tutte le bubbole di quando diceva che i soldi stanno sotto il materasso degli italiani evasori e da spiare.
Non serve che rinneghi, basta semplicemente che non ne parli. Tanto gli italiani da quando lui e Visco volevano seguirne passo passo tutti i movimenti di danaro il materasso se lo sono pure venduto.
Può essere il nulla che scende dall’auto, era Bersani, la risposta nichilista, il cambiare tanto per cambiare, di un elettorato totalmente disperato. Buttalo via. A patto che, nulla, ci resti.
“Sinceramente, tutto ciò mi ricorda un altro partito. Uno che le elezioni le vince. Strano, no?”
Uno che le elezioni le ha vinte e chissà se le rivincerà tra 5(4?) anni. Il PDL è ancora peggio della fusione fredda del PD, sotto un certo punto di vista, perché prevede l’appiattimento intorno al capo. Morto il capo non resta niente. È Berlusconi l’unico “valore” (sigh) del PDL. Chi, come me, sperava in un partito repubblicano all’americana è deluso e oltraggiato dall’andamento delle cose. E una volta che il capo non ci sarà più il vuoto ideologico del PDL farà restare a casa dai seggi milioni di persone. Come una volta!
Hanno la possibilità di creare un partito riformista socialista e non capiscono che non avendo un Berlusconi non possono prescindere dai valori.
Oh, secondo me eh…poi son tutte opinioni…
Chi semina vento raccoglie tempesta ! Era fatale che così dovesse finire. Una catena di errori politici infinita, scelte sbagliate, un alleato bestiale e poi la noia infinita degli insulti a Berlusconi. Questa inutile e perniciosa attività gli ha assorbito almeno lo 80% del suo tempo… che poteva fare di più ? Nel frattempo l’ “ALTRO” lavora instancabilmente, si impegna in prima persona e …VINCE !!! Sta quì la differenza. E la gente non è cretina come si pensa. Alla gente non interessa la difesa di SKY o altre menate del genere; alla gente serve la sostanza.
Spero che il nuovo segretario del Pd sia Renato Soru o Massimo D\’Alema: gli unici due esponenti del Pd che, se proprio si doveva superare la sinistra, l\’hanno fatto da tempo senza stare troppo a rimpiangerla come gli altri.
insomma, due vincenti.
Beh, Soru non è stato esattamente annientato: ha preso una marea di preferenze, anche se la sua coalizione isolana gli ha remato contro.
D’Alema sperio proprio di no. Lui il passato non lo rimpiange perché ne ha trovato un’altra declinazione.
Soru mi piace già meglio. Mi pare di aver capito che abbia preso parecchie preferenze anche attraverso il voto disgiunto segno che alla fin fine qualcosa di buono lui l’aveva fatta per gli isolani.
“Perché Veltroni questo ha fatto. Si è tolto di mezzo per non essere il responsabile del momento più brutto. Con una decisione tanto furba quanto infantile. Furba, perché non è da intelligenti ma da paraculi scappare dalla nave quando comincia ad affondare. Specialmente se si è il capitano. Capitano per elezione, non per cooptazione. Infantile, perché in tutto questo bailamme dire come uniche frasi un “Basta farsi del male” che è la parafrasi della famosa battuta di un film, e un “Per tanti sono un problema” che sa tanto di vittimismo, è proprio da bambini. Nemmeno creativi. Walter è stato ridicolo una volta di più.”
92 MINUTI DI APPLAUSI!!!
L’Astuto Uolter (come lo chiama AMLO) mi ha sempre dato l’idea di un pallone gonfiato privo di qualunque contenuto. Come Berlusconi, per carità, ma ha l’aggravante di essere anche senza il carisma che (volenti o nolenti) è oggettivamente attribuibile al Cavaliere.
Purtroppo le elezioni per il Sindaco di Torino saranno solo il prossimo anno, perché l’unico avvenimento che potrebbe convincermi a votare PD sarebbe la candidatura di Chiamparino.
BiGi, sai che ritengo Chiamparino una persona sensata, ma dubito che si impegnerà. Ci sono un po’ di topini (leggi derivati) sul suo zerbino che gli fanno BAU! E non è propriamente un uomo con polso.
E’ un altro che cercherà di eclissarsi, purtroppo.
Per me c’è solo una soluzione che i “riformisti” (i polito, i ricolfi, i salvati, e quella gente lì) lasci il rimasuglio del compromesso storico alla sua macerazione e si tiri fuori. Avrebbero un buon seguito anche nell’elettorato del PDL e potrebbero avere fare qualcosa di serio.
Purtroppo anche loro sono privi di coraggio e – soprattutto – di generosi sostenitori che possano incentivarli.
Mah, Luciano…secondo me non è vero che Chiamparino non abbia polso.
Secondo me è semplicemente meno “telegenico”, nel senso che rifugge il riflettore (e questo gli attribuisce un bonus di 10000 punti) ed il “machismo politico”.
Senz’altro, comunque, in quell’ala dello schieramento è una delle voci sensate.
Sono daccordo sul fatto che si debba esprimere un segretario in tempi brevi,andando anche contro la vecchia logica politica.Sarebbe già questo un segnale fresco e sappiamo tutti quanto necessiterebbe in questo clima stantio e puzzolente.Nulla impedirebbe poi di arrivare alla data prevista per il congresso attraverso il percorso previsto dallo statuto.Per quanto riguarda le elezioni europee,ritengo che in questo momento non debbano essere prioritarie rispetto al rilancio del progetto PD,una sana e seria opposizione con l’obbiettivo di limitare i danni che QUESTA destra stà causando al paese e arrivare ben quadrati alle prossime politiche(magari prima della scadenza naturale).