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Pensioni, ecco quanto si perde con l’uscita anticipata

Non è ancora chiaro quali norme previdenziali saranno introdotte nella prossima legge di Stabilità sull’uscita anticipata dal mondo del lavoro, ma già sono disponibili le simulazioni che indicano aquanti soldi dovranno in linea di massima rinunciare i pensionati. Il Sole 24 Ore pubblica oggi (in un articolo a firma Gianni Trovati) delle tabelle che propongono i possibili effetti dei tagli applicati a delle pensioni che, in caso di uscita senza anticipi, sarebbero di 20mila e 40mila euro lordi l’anno. Il Sole 24 Ore in particolare considera nel suo calcolo una penalizzazione del 4% all’anno sull’importo lordo della pensione con uscita anticipata massima di 4 anni.

 

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PENSIONI, TAGLIO DA 42 EURO SU ASSEGNO DA 1.272 –

Ebbene, in caso di uscita anticipata di un solo anno il taglio su una pensione da 20mila euro lordi sarebbe di 800 euro, che diventerebbero 548 al netto delle tasse nazionali, regionali e comunali, ovvero 42 euro per oguna delle 13 mensilità. L’assegno Inps passerebbe precisamente dai 1.272 ai 1.230 netti con un taglio reale del 3,3% (rispetto al 4% lordo). Un’ipotetico taglio del 16% sulla pensione lorda in caso di uscita anticipata di 4 anni, invece, porterebbe l’assegno lordo da 20mila euro a calare di 3.200 euro, che scendono a 2.192 netti se si tiene conto di tutte le ritenute fiscali. In questo caso si perderebbero ben 169 euro netti al mese, pari al 13,2% di quanto si riceverebbe aspettando di raggiungere il pensionamento con i requisiti di anzianità ordinari.

 

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Nel caso dell’«opzione donna» (riduzione della pensione del 3,3% lordo con uscita anticipata massima di 3 anni, a 62-63 anni e 35 anni di contributi) la penalizzazione sarà ovviamente limitata. Il taglio effettivo, al netto della tasse, dovrebbe essere del 2,72% per ogni anno. Nel caso di pensione lorda da 20mila euro che oggi si ottiene con i requisiti ordinari, l’uscita anticipata di un anno porterebbe ad una riduzione dell’assegno di 452 euro.

PENSIONI, USCITA ANTICIPATA DI 3 O 4 ANNI –

Ovviamente la simulazione del Sole 24 Ore non va considerata come stima di tagli su misure previdenziali certe. Il confronto sulla legge di Stabilità è ancora in corso e i parametri sono messi continuamente in discussione. Le ipotesi in campo sono infatti diverse. Sarebbero invece tre (come spiega, sempre sul Sole 24 Ore, Davide Colombo) i paletti fissati dal governo: la dote massima dell’intervento del governo non dovrebbe superare il miliardo, l’anticipo non dovrebbe superare i 3 o 4 anni rispetto ai requisiti di vecchiaia (66 anni e 7 mesi per gli uomini e 65 anni e 7 mesi per le donne dipendenti del settore privato) e, infine, la penalizzazione non dovrebbe essere inferiore al 3-4% per ogni anno di pensionamento anticipato.

(Foto di copertina: JEAN-SEBASTIEN EVRARD/AFP/Getty Images)