I ratti cyborg per curare il Parkinson

17/01/2012 - Uno studio sul cervello dei piccoli roditori per capire come guarire gravi malattie “Un microchip è impiantato sotto la pelle del ratto con degli elettrodi che corrono per un centimetro dentro il cervelletto del roditore. C’è un chip che riceve

     
 

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Uno studio sul cervello dei piccoli roditori per capire come guarire gravi malattie

“Un microchip è impiantato sotto la pelle del ratto con degli elettrodi che corrono per un centimetro dentro il cervelletto del roditore. C’è un chip che riceve un segnale di input dalla corteccia cerebrale del roditore, lo analizza, e lo invia ai centri motori del topo”: così gli scienziati sperano di trovare una soluzione per alcune delle più devastanti malattie cerebrali debilitanti anche per l’uomo, come, ad esempio, il morbo di Parkinson.

IL CHIP NEL CERVELLO – “Immaginate che ci sia una piccola area nel cervello che non funziona più bene, immaginate che noi capiamo l’architettura di questa area danneggiata, e che proviamo a replicarla con l’elettronica”: la magia è tutta qui, nelle parole di Matti Mintz, professore alla Tel Aviv University, consegnate alla Bbc. “C’è una regione del cervello che controlla un movimento motorio, la respirazione. Se il paziente perde quell’area, non si può recuperare. Se fossimo in grado, in futuro, di rimpiazzare quest’area, sarebbe grandioso”. Questo è il sogno, la frontiera, che come al solito passa dalla sperimentazione sugli animali.

COME PAVLOV – Il test sui topi, spiega Mintz, ha avuto per ora risultati incoraggianti: “Abbiamo messo a punto un chip che imita le funzioni del cervelletto. Abbiamo costruito una simulazione che lavora proprio come il sistema biologico originario, e quando vediamo qualche recupero del movimento perduto, beh, è chiaro che arriva dal nostro dispositivo sintetico”. Per testare il sistema, hanno usato il sistema che Ivan Pavlov usò con i noti cani: “I topi sono stati addestrati ad associare un certo suono, che arriva insieme ad uno sbuffo d’aria sugli occhi, ad un battito di palpebre”. Come da etologia, i topi dopo un po’ iniziano a battere le palpebre al suono anche senza lo sbuffo d’aria; ma nei topi con il cervello danneggiato, questa funzione motoria non è più possibile: a meno che la parte del cervello non venga in qualche modo sostituita.

(immagine di copertina Gizmodo)

     
 

1 Commento

  1. Freeanimals scrive:

    Citazione:
    “Se fossimo in grado, in futuro, di rimpiazzare quest’area, sarebbe grandioso”

    E’ come con le ideologie che si sono imposte nel cuore degli uomini, cristianesimo e marxismo: rimandano a un futuro imprecisato la soluzione dei problemi contemporanei, il primo a un regno spirituale di là da venire e il secondo a…..un’internazionale futura umanità.
    Anche i vivisettori giocano la carta della religiosità, ergendosi a sommi sacerdoti di una dottrina scientista che infonde speranza ma che sarà destinata immancabilmente a deludere milioni di persone.
    Come tutte le religioni.

    Altra citazione:
    “Questo è il sogno, la frontiera, che come al solito passa dalla sperimentazione sugli animali”.

    Passa dalla sperimentazione sugli animali perché è un buon modo per farsi dare finanziamenti, fidando sulla credulità del legislatore, della classe politica e della gente in generale, tutti plagiati e indotti a credere che torturando cavie si ottengano risultati utili per gli uomini. E’ una truffa che va avanti da tanto tempo e gli unici uomini a cui porta benefici sono essi stessi, che vedono aumentare il conto bancario, non certo i malati che sono lasciati al loro destino e sfruttati solo un po’ meno crudelmente delle altre cavie.

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