Virtual insanity

18/02/2009 - Tutto era arte ? Ve la siete voluta voi. Se tutto era dell’arte, che qualcosa fosse pure dell’artista. D’altronde quale miglior uso dell’immortalità che far sapere ai propri posteri quali fossero le leccornìe di Wal-Mart. “Caramelle, gelatine, dio mio quell’uomo

     
 

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Tutto era arte ? Ve la siete voluta voi. Se tutto era dell’arte, che qualcosa fosse pure dell’artista. D’altronde quale miglior uso dell’immortalità che far sapere ai propri posteri quali fossero le leccornìe di Wal-Mart. “Caramelle, gelatine, dio mio quell’uomo è ritornato bambino, che pena, ora smette di suonare e si gratta il naso e poi rifissa il vuoto”: se hai una grossa Tv e tempo in cui aspettare si asciughino le tele, hai bisogno sempre di qualcosa da sgranocchiare e meglio le gelatine della roba fritta. Specie se il fritto lo mangi già a pranzo. Si grattò, era tutto sua madre in fondo specie nelle piccole cose. E smise quell’ignobile strazio, smise di dare il tormento alle corde ormai estranee stando attendo a non suonare mai gli stessi accordi per non rovinarsi le preziose mani di proprietà dei pennelli. E smise pure di fissare gli oggetti come pure gli capitava in passato. Certo che se lo ricordava. Che lo faceva, come e perché. In fondo era stato per quello se aveva smesso col sound d’ogni genere. Gli era capitato semplicemente, in modo naturale, di capire in un modo meraviglioso se stesso e le cose. Fissava un punto a casaccio, sul palco come sul pullman con Hendrix come in diretta tv, e scopriva i colori. Le forme. Quelle possibili. Guardava, guardava ed un po’ alla volta tutto cambiava, diventava più scuro e più chiaro, con una forma di senso, mai più del tutto oscuro. Per chiarirsi del tutto, poi avrebbe scoperto la televisione. Era andata così e non se ne doleva. Erano gli altri, il mondo che avrebbe voluto stare al suo posto di genio e rockstar, a piangerlo morto da vivo. A lui bastavano i diritti d’autore. “Oggi uno dei Floyd qui a fianco si sposa..”, “Che dici, pettegola inglese, si sposa domani, chissà se al nostro zombie l’hanno invitato, almeno per il senso di colpa grande come una casa, gli han portato via tutto, successo, i vent’anni, le idee”. Dottor Barrett, lei soffre di sindrome di Stendhal accentuata dalla pinguedine dei frigoriferi, Dottor Barrett dottore debbo contraddirla esimio collega ma il Professor Barrett l’esimio dottore ha ormai da tempo curato l’amore per l’arte con la nobile tecnica del mangiare davanti il televisore. Come dice la tele in quel film, (voi) al centro, (io) al cuore. “Ma che cazzo sta bofonchiando, che palle, ehi Barrett noi avremmo da fare ad un matrimonio, ti spiace diciamo “finire” eh ?”. Dave Gilmour, il suo migliore amico d’infanzia Dave Gilmour, si era sposato tre giorni prima. “Syd” non era stato certo invitato ma, era altrettanto certo che un aneddoto in carne ed ossa così succulento che ci campi per anni e ci fai pure bei dischi non l’avrebbero mai rifiutato, si era presentato lo stesso. Un buon pranzo non si salta mai. Lo giudicarono una magica apparizione. In realtà, lavorando nella stessa casa discografica, certe cose e certi posti le segretarie e le donne delle pulizie li cantilenavano ad ogni ora. Bastava solo fingere di immergersi nel colore dell’ascensore. Scattarono pure delle foto ma poi sviluppandole dissero che era scomparso, come volatilizzato su un tappeto o un unicorno. In realtà, era nelle foto ma da quanto fosse normale non l’avevano riconosciuto. Al tavolo si era divertito a sbafarsi anche nei piatti degli altri, a bocca aperta contro la sua ben chiusa. (“E’tardi, amico, è troppo tardi, hai chiu..voglio dire, si chiude”, vegetable man where are you ? ok, prossima volta, licks, leccate e rumori di motocicletta, com’è che dicevano quelli nei ’60, zen e manutenzione della moto, e appunto, cercata se la son voluta, “Helloò, c’è qualcuno in quella testa ?”, ok, basta stronzate, siamo inglesi, si va a pranzo, “Ti dico che se esce a destra, torna domani, se a sinistra lo vediamo tra un mese”, etciù, “Ma guarda che è uscito al centro !”, “Che fai, dai i numeri anche tu ora, ti fai contagiare dalla follia dell’arte”, sgratt, “Non c’è nessuna porta al centro”, sgratt sgratt, “Ti dico che c’era !”).

Ad una delle donne al suo tavolo aveva fatto un’impressione. S’era alzata di scatto. “Ti ha ordinato di prendergli lo zucchero per telepatìa vero ?”. Povera donna. Spiegargli un piedino.

     
 

3 Commenti

  1. gregorj scrive:

    free games to play. See emily play.

  2. EssEmme scrive:

    If I go insane
    please don’t put wires in my brain

  3. martino scrive:

    Liberate Syd Ricchiuty dalle grinfie di Gregorj Waters. Vuliss’ ca’ fuss’acca’.

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