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Pensioni, Poletti vuole sbloccare il turn over: «Valutiamo opzioni con Padoan»

«Stiamo lavorando sulle riforma delle pensioni. Sappiamo che c’è un aspetto da risolvere legato a uno scalino alto che blocca il turn over introdotto dalla legge Fornero». È intervenuto così, stamattina a Modena, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti sul tema della reintroduzione della flessibilità per l’uscita dal lavoro. Poletti ha parlato di soluzioni per rimediare all’eccessivo innalzamento dell’età per andare in pensione introdotto dal governo Monti. «In questo momento stiamo valutando opzioni e punti di equilibrio assieme al ministro dell’Economia Padoan».

 

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PENSIONI, POLETTI VUOLE CAMBIARE LA LEGGE FORNERO –

Ma cosa prevede la legge Fornero attualmente in vigore? E quale inconveniente vuole evitare il governo? Il requisito anagrafico per andare in pensione (66 anni e 3 mesi, 66 anni e 7 mesi nel 2016) blocca l’ingresso di giovani lavoratori in molte aziende. Cambiando le regole quindi l’esecutivo intende favorire quella occupazione sulla quale ha già puntato molto attraverso la decontribuzione per gli assunti per gli assunti con contratto a tempo indeterminato.

Sulla possibilità di rimozione dello scalino blocca turnover è intervenuta stamane anche la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso, secondo la quale la proposta di Poletti «può voler dure tutto e niente. Può voler dire che si innesta un serio procedimento di flessibilità, allora siamo pronti a discutere perché è una norma che riguarda il rapporto tra qualità del lavoro, età del lavoro e tempo di lavoro, oppure può voler dire un provvedimento solo per alcuni. Sono mesi che chiediamo al ministro Poletti un’occasione per provare a discutere e confrontare le ipotesi. Questa cosa non c’è mai stata».

JOBS ACT, ENTRO DOMANI PUBBLICATI I DECRETI ATTUATIVI –

Per quanto riguarda invece la riforma del lavoro, il ministro ha fatto sapere che «la pubblicazione degli ultimi decreti attuativi del Jobs Act sulla Gazzetta Ufficiale dovrebbe avvenire tra oggi e domani e comunque nei prossimi giorni». «I decreti attuativi sono stati firmati dal presidente della Repubblica e il lavoro è finito – ha aggiunto Poletti – ora si attende solo formalmente la loro pubblicazione».

Il ministro ha poi sottolineato di non temere la «pioggia di ricorsi» che, invece, sembra intravedere l’Authority della Privacy (soprattutto sui controlli a distanza sui lavoratori). L’esecutivo ha sostanzialmente mantenuto la formulazione originaria di giugno dei decreti, al di là delle raccomandazioni delle commissioni Lavoro di Camera e Senato e, appunto, anche del Garante in audizione parlamentare, ma Poletti si mostra tranquillo. «Il timore dell’Authority della privacy sui possibili contenziosi? Io credo che questo timore sarà verificato nel tempo. Noi abbiamo fatto una norma che crediamo sia rispettosa delle regole della privacy e sia rispettosa dei diritti dei cittadini, e che consenta di avere una normativa chiara. Questo era l’obiettivo e credo siamo riusciti a centrarlo».

(Foto di copertina: Ansa / Matteo Bazzi)