L’Italia repubblicana

17/01/2012

     
 

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E’ morto a 89 anni Manuel Fraga Iribarne. Franchista fino alla morte di Franco, figura di primo piano del regime del Generalissimo, scelse di partecipare da protagonista alla costruzione della Spagna democratica: fu il leader di una coalizione di formazioni politiche guidate da ex ministri franchisti, Alianza Popular, che fece appello all’elettorato più conservatore e ai nostalgici del regime, e che alle prime elezioni democratiche prese l’otto per cento circa dei voti. Tutto ciò accadeva meno di quarant’anni fa. Alianza Popular fu il nucleo «reazionario» del partito egemone della destra moderna spagnola, il Partido Popular, di cui Manuel Fraga è considerato il fondatore. Tutta, o quasi, la classe politica spagnola gli ha reso omaggio, da Aznar a Zapatero. Per il primo ministro (o il presidente del «governo», come dicono in Spagna) Mariano Rajoy, Fraga fu «uno de los politicos más grandes del siglo XX». Per il presidente del gruppo parlamentare socialista, Alfredo Pérez Rubalcaba, Fraga fu «un servidor pǘblico impecable». I nazionalisti baschi, pur riconoscendo il ruolo importante giocato da Fraga durante la transizione democratica spagnola, hanno detto di non aver alcun debito di gratitudine verso un nemico del popolo basco. Solo il coordinatore dei comunisti di Izquierda Unida, Cayo Lara, ha parlato come un normale e imbecille progressista italiano, anche di «centro»: «Manuel Fraga se ne è andato» ha detto, «senza che il suo partito abbia condannato il franchismo». E il bello è che da noi il regime fascista è caduto da quasi settant’anni, non da quasi quaranta. Ma da noi di antifascismo si vive, si odia, e si mangia soprattutto.

     
 

17 Commenti

  1. agostino scrive:

    Il gatto non riesce a mordersi la coda, ma il nostro illustrissimo sì. Anche lui “mangia” (spero poco, perché fa male alla salute, specialmente se uno ha il fegato in disordine), ma non di anti: di anti-anti, come ha confessato (senza rendersene conto, come nelle autoanalisi) qualche giorno fa!
    P.S. Comunque Zamarion dimentica, o finge di dimenticare, che il fascismo ci ha portato in casa la guerra, la fame, le bombe degli alleati e degli ex-alleati, dei nemici e degli ex-nemici, ma forse lui e i suoi antenati non si visto arrivare in case feroci criminali, fossero italiani, tedeschi o marocchini, forse lui non si è visto bruciare la casa solo per divertimento, oppure non ha visto il non ritorno di un povero contadino, strappato alle sue capre, che neanche sapeva che esistesse la Russia e il comunismo. Difendere l’evasione fiscale può essere snobistico, difendere il fascismo è solo vergognoso!

  2. Hyksos scrive:

    In Italia non c’è stata transizione dalla dittatura alla democrazia, né ci sono stati “impeccabili servitori pubblici” che abbiano aperto alla democrazia dopo la caduta del dittatore (o forse sì, qualcosa di simile, ma non certo a Salò e dintorni). C’è stata una sanguinosa guerra fino all’ultimo giorno del fascismo.

    • Ottodixit scrive:

      Vero, ma il mondo in cui si è dissolto il franchismo era ben diverso da quello del 1945. Alla morte di Franco la Spagna si è inserita del tutto naturalmente nel sistema economico europeo rappacificato e florido adattando facilmente le sue strutture politiche a quelle del resto del continente. Un solo incidente di percorso, il colonnello Tejero.

      Alla base il patto non scritto e non detto ma rigorosamente osservato da destra e sinistra di lasciare alla misericordia del tempo il compito di seppellire un passato che non si osa discutere.

  3. carlo marx scrive:

    Zamarion,grandissimo leccaculo di preti e di padroni fascisti,vuoi scommetere che sull’Ungheria non hai da proferire parola?

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