Siamo noi gli sciacalli?

16/01/2012 - Il ritratto di Dorian Italy: guardare un mondo orrendo fuori per non accorgerci di quello intorno Ampia è ovviamente la finestra che al Tg1 viene dedicata alla tragedia di Costa Concordia. Ovvio, ma anche no: è ovvio mostrare per interi

     
 

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Il ritratto di Dorian Italy: guardare un mondo orrendo fuori per non accorgerci di quello intorno

Ampia è ovviamente la finestra che al Tg1 viene dedicata alla tragedia di Costa Concordia. Ovvio, ma anche no: è ovvio mostrare per interi servizi (e questo non solo il Tg1) momenti di panico, terrore e disperazione? E’ lecito, professionale, lanciarsi tutti al “dagli a Schettino” nonostante siamo – è bene ricordarselo – totalmente ignoranti di navigazione?

IL MANDANTE - Il problema vero è però che, in questo caso che non riguarda né politica né strategie di disinformazione, il Tg1 ci sta dando esattamente quello che vogliamo. Pornografia emozionale: qui non si tratta di empatizzare con la sciagura di tante persone, o giustamente enfatizzare l’eroismo di chi si è distinto per il suo coraggio. Qui abbiamo semplicemente tanti servizi uno dopo l’altro tesi solo a stimolare le nostre emozioni, belle o brutte che siano. Il motivo però non è che al Tg1 non sapevamo come altro raccontarlo, anzi: sapevano fin troppo bene che era esattamente quello che volevamo. Questo spiega anche il motivo per cui un video fake è riuscito ad essere ripreso da tante testate online importanti prima di essere scoperto. Dunque la domanda è spontanea: siamo noi gli sciacalli? Siamo noi a usare male le informazioni che ci vengono date al punto da “obbligare” chi ce le fornisce a darcele “in un certo modo”?

IL RITRATTO DI DORIAN ITALIAN - Forse sì. Forse cerchiamo forti emozioni – odio, empatia, amore – così. Dalla politica alla cronaca, siamo affamati d’emozione più che di verità: e in fondo, i fatti, ci hanno davvero mai interessato sul serio? O li abbiamo usati spesso e volentieri ad uso e consumo delle nostre opinioni? Quanto, davvero, siamo mai andati a fondo delle cose che leggevamo, condividevamo, usavamo nei discorsi per contraddire il nostro interlocutore? Spontanea segue un’altra considerazione: abbiamo perso il contatto con la realtà, intesa come verità? La globalizzazione dell’informazione ci ha abituati anche a non pensare di poter verificare le “notizie di casa nostra”? La paura è essere diventati un popolo che preferisce guardare una brutta realtà in Tv per vedere più rosea quella che ci circonda ogni giorno nella vita. Un rischio che non possiamo permetterci di correre, a maggior ragione oggi. Additare Francesco Schettino accusandolo di aver abbandonato la nave che affondava, ma non dire nulla alla nostra classe dirigente che lo ha fatto per davvero.

POLITICA, ETC -
Monti e l’Europa, liberalizzazioni, politici, evasori: oggi non è questo che stimola il nostro interesse. E quindi aspettiamo solo le 20:20 per avere qualche notizia al riguardo. Eppure si tratta di qualcosa che riguarda il nostro futuro: quello di tutti noi. Oggi proviamo solidarietà e rabbia per la concordia ma tutti i giorni non lo facciamo per noi stessi. Questo non significa che non dobbiamo seguire con apprensione una tragedia: vuol dire che non dobbiamo farlo solo per una tragedia. Che la stessa attenzione e voglia di verità dovremmo riservarla anche alla vita “vera”, la nostra, quella che non si è incagliata nei pressi dell’Isola del Giglio, ma quando abbiamo smesso di volerla vivere da cittadini. Cioé da gente che nonostante tutto, la ama.

     
 

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