Un anno in meno per chi va a scuola?

16/01/2012 - Dopo le indiscrezioni, ecco i contorni del progetto. Per ora soltanto teorico Quella di ridurre la durata del percorso di studi anticipando di un anno la Maturita’ sembra non essere soltanto un’idea personale del sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria: da

     
 

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Dopo le indiscrezioni, ecco i contorni del progetto. Per ora soltanto teorico

Quella di ridurre la durata del percorso di studi anticipando di un anno la Maturita’ sembra non essere soltanto un’idea personale del sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria: da indiscrezioni risulta che l’ipotesi sarebbe caldeggiata anche dal ministro Francesco Profumo, al punto che è stata già tradotta in un progetto di legge che entro un paio di settimane potrebbe già ricevere l’ok dal Consiglio dei ministri. A sostenerlo e’ la rivista La Tecnica della scuola. Dal ministero si conferma solo che esiste un dossier sull’argomento aggiungendo che la questione non e’ una priorita’.

IL RUMOR - All’origine del rumor c’e’ una riflessione che Rossi Doria ha pubblicato sul suo blog riguardo all’opportunità di ‘riformare i percorsi scolastici in modo che, dalla prima elementare al diploma, durino in tutto non oltre 12 anni. In modo da far coincidere la maggiore età e la fine della scuola, come nei grandi paesi europei, in Usa, in India, Cina e Brasile’. Il sottosegretario non dice come, e cioe’ se tagliando un anno al primo ciclo o riducendo il secondo ciclo a quattro anni, ma e’ assai probabile che la preferenza vada al secondo modello, piu’ vicino a quello adottato nella grande maggioranza dei Paesi sviluppati.

NO DEI SINDACATI - I sindacati nei giorni scorsi hanno espresso forte contrarieta’, soprattutto sul metodo. Non c’è però un’ opposizione di principio a discutere, anche se sono forti i timori di ulteriori tagli. La riduzione, secondo quanto rileva la Tecnica della scuola, priverebbe ulteriormente gli alunni del tempo scuola e i lavoratori del comparto di almeno 60 mila posti (tra docenti e personale Ata).

L’OPPOSIZIONE - A fare da ago della bilancia pero’, secondo la stessa rivista, non sarebbero tanto i sindacati quanto l’opposizione parlamentare. Che non sembra disdegnare la proposta. In cambio, però, dell’approvazione di quell’organico funzionale, da tempo invocato dai rappresentanti dei lavoratori, che salverebbe, di fatto, i 60mila lavoratori che andrebbero in esubero. Grazie, infatti, alla formulazione triennale dei carichi di personale, chi dovesse perdere la titolarità potrebbe rimanere in “sella” grazie a una sorta di bonus della durata di tre anni scolastici che non fa scattare i trasferimenti perché slega l’assioma titolarità-posto libero.

FELICI E CONTENTI? – Terminato il triennio, il dipendente (docente o Ata) avrebbe comunque alte possibilità di rimanere titolare attraverso la conferma dello stesso organico maggiorato, rispetto alle reali necessità, e anche perché nel frattempo qualche collega potrebbe essere andato in pensione.
(ANSA).

     
 

2 Commenti

  1. Fenrir scrive:

    Accorciare il ciclo di studi mi sembra una vaccata, meglio invece anticipare le elementari di un anno. Ritengo doveroso adeguarsi al modello europeo…da questa cosa trarrebbero beneficio i laureati, dal momento che come è noto nel mercato del lavoro le aziende tendono a privilegiare i più giovani, e il nostro paese si trova sfavorito nei confronti degli stati confinanti.
    Oltretutto una laurea magistrale si consegue se tutto va bene a 24 anni, a cui vanno spesso messi in conto alcuni mesi, a volte anni, di tirocini, stage, contratti a progetto ecc. Morale: all’alba dei 30 anni ancora non si possono fare progetti di vita. E’ la normalità in questo paese, ma non è normale!

  2. Piero scrive:

    Visto il livello mediocre dell’istruzione nostrana, prima si può andare all’università, meglio è.

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