I macellai della Nigeria
16/01/2012 - Storia del Boko Haram, la milizia paramilitare islamica che devasta il paese Circa 30 anni fa, racconta il Daily Beast, la Nigeria non era certo il luogo in cui si potessero verificare episodi di integralismo e divisione. Anzi, una relativa
Storia del Boko Haram, la milizia paramilitare islamica che devasta il paese
Circa 30 anni fa, racconta il Daily Beast, la Nigeria non era certo il luogo in cui si potessero verificare episodi di integralismo e divisione. Anzi, una relativa concordia regnava fra le varie confessioni religiose, principalmente la cristiana e la musulmana, in un paese che è confine fra le aree di influenza dei due culti: un ritratto completamente difforme dalla Nigeria che possiamo osservare oggi, con le forze paramilitari di stampo islamico che si aggirano per il paese mantenendolo in stato di allerta permanente, e pretendendo l’imposizione della Shari’a, la legge coranica islamica.
I BOKO ARAN – Sono i Boko Aran, milizia chiamata letteralmente “la via occidentale è un peccato”, che sono nati da una piccola lite locale all’interno dell’università di Ibadan, uno dei centri culturali principali del paese. “Il ministro dell’educazione convocò il vice cancelliere e gli ordinò di rimuovere una croce da un sito dedicato al culto. Alcuni musulmani si erano lamentati”, fece sapere, “e la croce li offendeva”. Ma il vice rettore rispose che sarebbe stato più facile “rimuovere lui che la croce”. E partì la mobilitazione dei cristiani, primo atto del confronto, serrato e senza tregua, fra le religioni del paese. La croce c’e ancora, e poco più in la campeggia la stella e la luna crescente della religione islamica. Piano piano la violenza religiosa crebbe nel paese, fino agli exploit del 2009, in cui i gruppi del Boko Haram hanno iniziato a percorrere in lungo e in largo il paese aumentando il numero dei “massacri” che già in tutto il paese dilagavano. “Sono ovunque, i predicatori evangelici e i violenti, anche qui, nella fervente città commerciale di Lagos, ci sono, insieme a quelli che sono conosciuti come “cellule dormienti”, che attendono solo una parola per entrare in azione”, dice Wole Soyinka per il Beast: i dati raccontano di forze sanguinarie e pronte a tutto, come il conflitto del giugno 2009 in cui sono morti oltre 700 nigeriani fra forze di polizie, militanti e civili. Non che le divisioni religiose, da sole, siano sufficienti a giustificare questi massacri: il fondamentalismo e il settarismo hanno bisogno di un terreno di coltura, che è la povertà e la miseria delle genti di Nigeria.
AL QAEDA ALLE PORTE – “Molto spazio è dato ai fattori economici: disoccupazione, malgoverno, risorse buttate, marginalizzazione sociale, corruzione massiccia – nell’attuale stagione di scontento violento”: ma, limitarsi a questi fattori “è un evasione, codardia morale ed intellettuale”, scrive l’autore. C’è un piano, un piano deliberato e preciso per far nascere nel paese questo tipo di milizia. “I fattori economici hanno facilitato la produzione di massa di questi soldati”, certo, “ma essi sono stati deliberatamente nutriti, riparati, resi obbedienti solo ad una linea di comando, pronti ad essere sguinzagliati contro il resto della società”. Vengono letteralmente “allevati nelle madrasse e sono generalmente conosciuti come almajiris”: e sono assassini di professione, addestrati ad usare “coltelli, machete, frecce avvelenate” ma anche “AK-47, bombe fatte in casa e veicoli artigianali”, pronti a dare la morte. Si aggirano per il paese, impuniti e senza alcun controllo: “C’è qualcuno che possa rivelare atti di polizia o giudiziari che rivelino quanti sono stati processati per la decapitazione dell’uomo chiamato Gideon Akaluka, per aver dissacrato il Corano (cosa che non aveva fatto)? E quanti arresti per la scuola media in cui Mrs. Oluwasesin, una insegnante, è stata denudata, picchiata e incendiata dagli studenti per aver “trattato il Corano senza rispetto”? In realtà, aveva semplicemente confiscato un Corano (e una Bibbia) per evitare che gli studenti barassero in un compito in classe di religione. Ecco perché la Nigeria, come la Somalia, è sul bordo della guerra e preda ghiotta per Al Qaeda e il suo fondamentalismo islamico: perché le cellule interne sono pronte all’affiliazione, e non si fermeranno. Per Al Qaeda, scrive il Beast, la Nigeria è “obiettivo primario”.













APERTURA MENTALE!Basta fanatismo,basta insulti,basta barbarie!Fate ridere entrambi : chi continua a sostenere fanaticamente il proprio dio Allah e voi,ignoranti,che continuate ad offenderli e rispondere con la stessa STUPIDA arma!Riprendetevi tutti che state di merda!