“Io, intrappolato nel freddo buio della Costa Concordia”

16/01/2012 - Parla Manrico Giampedroni, l’ufficiale-eroe rimasto nel relitto della nave per 36 ore “Al buio. E’ stato il mio terrore essere solo al buio. Anche se la speranza non l’ho mai abbandonata”. SONO UN MARINAIO – Manrico Giampedroni, l’ufficiale-eroe della Costa

     
 

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Parla Manrico Giampedroni, l’ufficiale-eroe rimasto nel relitto della nave per 36 ore

“Al buio. E’ stato il mio terrore essere solo al buio. Anche se la speranza non l’ho mai abbandonata”.

SONO UN MARINAIO – Manrico Giampedroni, l’ufficiale-eroe della Costa Concordia rimasto intrappolato nel relitto della nave per 36 ore, nonostante la paura non si pente di una vita trascorsa in mare. “Pentito? Nemmeno un secondo – risponde sicuro in un’intervista a ‘la Repubblica’ – Il mare e’ la mia vita. Lavoro alla Costa da 18 anni, prima di diventare commissario facevo il macchinista”. E di smettere e optare per la pensione, dopo questa brutta vicenda, “non se ne parla proprio – puntualizza in un’intervista a ‘Il Secolo XIX’ – perche’ sono un marinaio”.

AIUTAVA GLI ALTRI - Nel relitto e’ rimasto intrappolato mentre correva tra le cabine e il ponte per cercare passeggeri intrappolati. “E’ cosi’ che sono caduto – conferma – stavo raggiungendo la plancia quando si e’ aperta una buca e ci sono finito dentro. E’ stata come una botola che mi si e’ aperta sotto i piedi”. E cosi’ “sono precipitato per 4 o 5 metri – racconta – ho sentito un gran dolore alla gamba. Poi mi sono reso conto che ero finito dentro il salone ristorante e quando l’acqua ha cominciato ad entrare sono salito su un tavolo”.

LA SPERANZA - Ma “ho sempre sperato di farcela, sempre. Non potevo mollare, ho continuato a pensare che ne sarei venuto fuori”. Giampedroni ha capito di averla spuntata quando ha “sentito che arrivavano da me, che ascoltavano i miei pianti. Quando ho sentito arrivare i soccorsi e’ stata un’esperienza indescrivibile”. Un pensiero va ai vigili che lo hanno salvato: “sono loro gli eroi”, puntualizza. Mentre “io non lo sono, non scrivete queste cose. Per piacere”. (Adnkronos)

     
 

16 Commenti

  1. lorenzo scrive:

    questo e un grande uomo…..rischiare la propria vita per delle persone sconosciute…..grande grandissimo uomo……tu invece RIZ SEI UN GRAN COGLIONE E ANCHE PER COLPA DI GENTE COME TE CHE L’ITALIA VA A MERDA E PERDE I VALORI….SONO SICURO RIZ CHE SARESTI STATO IL PRIMO A DARTELA A GAMBE COME UN CACASOTTO……VERGOGNAAAAAAA

  2. Dorothy scrive:

    Mi spiace di fare la voce controcorrente, ma la gente passa per eroe quando compie il suo dovere (perchè chi lavora in mare ha una specie di legge deontologica da seguire) perchè nella quotidianità siamo tutti cacasotto e mediocri.
    Quando uno si guarda intorno e vede solo mediocrità e codardia le uniche persone professionali, che fanno quello che hanno giurato quando entrano a far parte di un equipaggio o di una squadra diventato persone straordinarie.
    Io sono convinta che queste persone siano persone ottime, ma non sono speciali, sono solo l’esempio che tutti noi dovremmo seguire e sono coloro che tutti noi dovremmo essere. L’eccezione dovrebbe essere l’essere codardi, non fare ciò che ogni buon cittadino o buon uomo dovrebbe fare.

  3. Alessio scrive:

    La paura fa novanta Schiettino dei miei stivali!!!…pensate in mano a chi ci mettono, test attitudinali sono una barzelletta, nella Marina Militare devono essere molto selettivi nella scelta delle cariche,complimenti!!!

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