I Simpson sfottono “lo spirito” di Steve Jobs?

16/01/2012 - “Annunciato iFantasma”, è scritto in un episodio dei gialli di Springfield Troppo presto per prendere in giro Steve Jobs, il guru di Apple recentemente scomparso? I Simpson pensano di no: e in effetti nell’episodio dello scorso 8 gennaio, che in

     
 

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“Annunciato iFantasma”, è scritto in un episodio dei gialli di Springfield

Troppo presto per prendere in giro Steve Jobs, il guru di Apple recentemente scomparso? I Simpson pensano di no: e in effetti nell’episodio dello scorso 8 gennaio, che in realtà parlava di tutt’altro, il creatore di iPhone, iPad e iPod fa una breve apparizione sotto forma di annuncio speciale: “Steve Jobs annuncia iFantasma”, ovvero iGhost, come a dire che anche la morte dell’uomo di Cupertino ha fatto presto a diventare un’operazione commerciale.

SENSAZIONALE ANNUNCIO – L’episodio si chiama Politically Inept with Homer Simpson (lo racconta il Mail) e narra di come papà Simpson riesca a diventare un prominente commentatore di eventi politici per la destra populista americana. Invitato ad un dibattito su Fox News con (la parodia di) Arianna Huffington, mentre Homer parla sulla barra delle notizie passa l’annuncio.

Nella barra delle notizie l’inesauribile mente comica di Matt Groening inserisce qualche altro sbeffeggio. “L’Europa mette la Grecia su Ebay”, “Gringrich vincerà di certo…la sua quarta moglie”, “Rick Perry da per sbaglio l’ordine di ammazzarlo”, “Satana in un tweet esprime sostegno a Rick Santorum” e, appunto, “Steve Jobs rivela iGhost”. Non solo, pare che il congresso abbia anche “posposto la fine del mondo al 2013.

L’episodio continua poi per la sua strada, con Homer che riceve il suo personale programma politico su Fox News dopo una sfuriata in diretta in cui si appoggia al comune cittadino, l’americano medio.

     
 

8 Commenti

  1. narotto scrive:

    sbagli come dici tu,nel senso che e troppo presto per “sfottere” una persona morta..i morti devono sempre rispettati non e esiste nessuna legge che dice dopo un certo tempo possiamo iniziare a prendere in giro i morti.

    • prosto scrive:

      e neanche una che dice che non si possono sfottere da subito.
      poi, essendo satira, non prende in giro la persona defunta, ma le persone che seguono questa persona.

      dire che il papa è un nazista pedofilo, di certo non fa incazzare il papa, ma fa incazzare tutti i seguaci.

      per questo quando si dice che l’iphone è per dei bambini viziati e che jobs era uno stronzo, si vuol vedere le lacrime dei fanboy e sentirli piangere da lontano. comunque sono soddisfazioni.

      • Marco scrive:

        Amen Prosto! Poi non capisco tutto questo moralismo sui morti…Hitler va forse rispettato perchè è morto? Se uno pensava che Steve Jobs più che un visionario fosse un ladro approfittatore da vivo dovrebbe sentirsi in colpa perchè lo pensa ora che è morto?
        Perbenisti del cazzo…

      • Nicola scrive:

        Concordo con Marco. Il rispetto é un confine discutibile in base al soggetto. Sto leggendo proprio in questo momento la biografia di Jobs e un santo di certo non era, anche se per me rimane un genio del marketing e il cui discorso di Stanford del 2005 é uno dei piú bei discorso ispiratori che ho mai ascoltato sino ad ora. Ma nonostante io lo rispetti, morire con cotanta fama significa anche subirne spesso le conseguenze.

  2. yoshi T scrive:

    troppo presto??forse non avete visto la puntata di quest’anno di south park..

  3. DarioG scrive:

    I am with Prosto :)

  4. Capodoglio scrive:

    Perché mai un morto dovrebbe offendersi per una battuta del genere?

  5. StefOmega scrive:

    Come dice Daniele Luttazzi: la satira non offende le persone, solo i loro pregiudizi. Da quello che leggo qui (non ho visto l’episodio) pare che in realtà il cartone animato se la prendesse più con il fenomeno “morte di Steve Jobs” che con Jobs stesso. Vale a dire, sembra che i bersagli siano stati tutti i fanboys che si sono fiondati ad acquistare iPhone e iPad come se questo lo potesse riportare in vita. E sinceramente, è un atteggiamento collettivo che non ho mai capito, nemmeno quando muoiono i cantanti (l’ultima volta è successo con Amy Winehouse, prima ancora con Michael Jackson, che a pochi mesi dalla morte fece registrare un balzo di vendite dei suoi album in tutti il mondo). Insomma, a quanto pare, morire rende, ed è questo aspetto che, a mio avviso, viene preso di mira nell’episodio. Molto giustamente, tra l’altro.

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