Luce e gas, la bolletta che cresce sempre più

16/01/2012 - La liberalizzazione che manca: quella dei servizi pubblici La liberalizzazione di Monti toccherà anche luce e gas? Per ora no. E proprio mentre la bolletta dei servizi continua a crescere. Luca Pagni su Repubblica ci spiega cosa si dovrebbe fare:

     
 

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La liberalizzazione che manca: quella dei servizi pubblici

La liberalizzazione di Monti toccherà anche luce e gas? Per ora no. E proprio mentre la bolletta dei servizi continua a crescere. Luca Pagni su Repubblica ci spiega cosa si dovrebbe fare:

Dall´asta sulle spiagge agli orari dei negozi, il governo Monti si sta apprestando a una serie di liberalizzazioni che toccano tutti i settori della vita economica. Tranne uno, ma è quello da cui potrebbero arrivare i maggiori benefici sia per i consumatori che per le imprese, in particolare le piccole e medie. A parte un intervento sull´oligopolio dei distributori di benzina, non ci sono novità sostanziali nell´energia. E già sono polemiche, visto che l´Italia è il Paese in cui si paga sia l´elettricità che il gas a livelli molto più alto della media europea. Non solo. La bolletta energetica complessiva del nostro Paese è sempre più cara: nell´anno che si è appena concluso è salita del 30 per cento, ritoccando così il suo massimo storico a quota 60 miliardi, quasi mille euro per abitante, neonati compresi.

E non è detto che nel 2012 non sia peggio:

Secondo le previsioni dell´Unione petrolifera, se i prezzi del greggio non subiranno un raffreddamento (cosa per il momento altamente improbabile), la bolletta energetica del paese arriverà a 65 miliardi. Gli ultimi due governi ci hanno messo del loro: il governo Monti aumentando le accise su benzina e gasolio, mentre l´esecutivo Berlusconi ha reintrodotto la Robin Tax sulle società dell´energia. Eppure, nella manovra che viene messa a punto in queste ore non ci sono quei provvedimenti che gli addetti ai lavori si aspettavano e che, spingendo sul lato della concorrenza, potrebbero favorire una diminuzione dei prezzi. Nemmeno la vendita della rete di trasporto del gas da parte di Eni, l´operatore dominante del settore, da tutti considerata come la mossa fondamentale per aprire definitivamente il mercato. «Ci sono altri modi per abbassare le tariffe», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, mostrando di non gradire lo scorporo. Ma, ancora, non ha detto quali.

     
 

1 Commento

  1. daniele manzari scrive:

    …Protestiamo a gran voce per luce, gas, fogna, acqua che consuma a nostre spese lo Stato Pontificio.
    Protestiamo per l’ICI che lo Stato Pontificio non paga e che paghiamo noi contribuenti italiani al suo posto.
    Protestiamo per l’8×1000 che lo Stato italiano elargisce allo Stato Pontificio ma che poi lo stato italiano si rifa’ tassando i c pontribuenti italiani.
    Protestiamo per annullare il Concordato capestro stipulato con lo Stato Pontificio da due inetti di infelice memoria che defrauda l’Italia e di conseguenza i i contribuenti di molti miliardi .
    Protestiamo per aznnullare i tantissimi privilegi e concessioni di cui gode la chiesa sempre a carico dei contribuenti italiani.
    I credenti cattolici che vogliono aiutare le chiese possono farlo liberamente ma di tasca propria impegnandosi con i loro parroci a versare mensilmente la loro quota di denaro secondo le loro possibilita’ cosi’ come fanno i fedeli di altre religiioni senza gravare lo Stato Italiano che potrebbe, con quei miliardi, costruire ospedali, ambulatori, scuole, asili, strade, case, ferrovie, assistenza sanitaria per i meno abbienti, lavoro per i giovani che non hanno futuro.

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