Il liberale che non vuole le liberalizzazioni
16/01/2012 - Oggi Ostellino sul Corriere ci spiega che nemmeno così va bene Lo sappiamo, ci vorrebbe “ben altro”. Ogni volta che qualcuno propone qualcosa, in Italia, spunta il grillo parlante che ci spiega che quel provvedimento è inutile, e che bisognerebbe
Oggi Ostellino sul Corriere ci spiega che nemmeno così va bene
Lo sappiamo, ci vorrebbe “ben altro”. Ogni volta che qualcuno propone qualcosa, in Italia, spunta il grillo parlante che ci spiega che quel provvedimento è inutile, e che bisognerebbe fare altre cose. Come sempre. Oggi c’è Piero Ostellino sul Corriere della Sera che, ad esempio, si schiera contro il decreto Monti prima di leggerlo (come del resto è suo costume). Analizziamo gli argomentoni:
Aumentare il numero delle licenze, regalandone una seconda per compensare l’aumento, non è la liberalizzazione dei tassì, ma la perpetuazione di un doppio vizio, europeo e nazionale. Vizio europeo: il perseguimento della concorrenza per via amministrativa e autoritativa che, di fatto, la nega. Una contraddizione che conferma il carattere dirigista dell’Europa e il potere regolatore dei burocrati di Bruxelles. Vizio nazionale: l’abdicazione, da parte del Parlamento e del governo, alla propria funzione di indirizzo e di direzione; la delega agli Enti locali (i Comuni) a individuare forme di mediazione con la corporazione, foriere di clientelismi e di corruzione.
Allora, è invece chiaro che compito del potere esecutivo non è creare la concorrenza, ma creare i presupposti della concorrenza. Quando succede, come a Roma, che il numero di taxi per abitante sia troppo basso (a Milano non è così), è giusto che sia l’ente locale a intervenire. Se così non fosse, dovrebbe intervenire il governo su tutto il piano nazionale e senza distinguere tra città in cui di taxi ce ne sono abbastanza, e città invece che avrebbero bisogno di un maggior numero di auto gialle. Dover spiegare una cosa così semplice a Ostellino è segno del declino dei tempi.
I tassisti hanno ragione di lamentarsi dell’aumento per via amministrativa e autoritativa delle licenze perché: 1) svaluta il valore di quella comprata dal collega che l’ha dismessa, e che rappresenta, oggi, una forma di assicurazione per la vecchiaia; 2) minaccia i loro guadagni per eccesso di auto sul territorio; 3) i clienti non ne hanno alcun beneficio se a fissare le tariffe, i turni di lavoro e il numero di tassì in circolazione rimane la Pubblica amministrazione.
Risposte alle obiezioni: 1) rischia di svalutarsi del 50%? Per questo vogliono dargliene un’altra; 2) l’eccesso di auto nel territorio è una conseguenza immaginaria riportata soltanto da Ostellino: tutti gli studi sul tema dicono che in Italia, a fronte di città di Milano dove il numero di auto è adeguato, ci sono invece città che ne hanno di meno; che diventino troppe in base al decreto Monti che Ostellino non ha ancora letto, è la solita ipotesi alle vongole; 3) Nessun beneficio? Il fatto che ci sia ampia scelta, e quindi anche l’opportunità di salutare il tassista che ruba sul tassametro (ce ne sono, ce ne sono, sono pure tanti), non è un beneficio secondo Ostellino? E ci sarebbe tanto, tanto altro da dire sul liberale che non vuole le liberalizzazioni e sull’originalità (oltre allo scarso ancoraggio con la realtà) delle sue teorie. Ma sinceramente: ne vale ancora la pena?













Ooohh, finalmente vi accorgete che Ostellino è ormai irrecuperabile…
Evidentemente al Corriere non possono fare a meno, per qualche misteriosa ragione, di pubblicargli i suoi astrusi interventi, ma poi non se lo filano nemmeno di striscio e seguono una linea editoriale sostanzialmente opposta. Probabilmente sperano che prima o poi capisca l’antifona da solo e se ne vada spontaneamente al Foglio dal suo amico Ferrara, che Ostellino stima così tanto (e già questo la dice lunga…).
a volte la gente che commenta qui sembra davvero voler solo dare aria alla bocca.
In my humble opinion, penso che volesse dire qualcosa tipo “Oh, finalmente qualcuno che si accorge…“, con un “voi” rivolto al resto del mondo, non alla redazione di Giornalettismo in particolare.
Fino ad ora mi pareva che Ostellino fosse stato ripetutamente criticato, ma non dato per perso. La cosa mi stupiva, perché a Giornalettismo non manca una giusta dose di “sana cattiveria”. Beh, insomma, mi scuso con Gregorj se se l’è presa (come pare) ed in ogni caso condivido che non vale la pena di soffermarsi più a lungo su un commentatore che, pur di dire male per partito preso di chiunque governi, in Italia, contraddice come niente fosse, oltre alla logica, metà dei suoi stessi articoli degli ultimi anni.
E se liberalizzassimo l’editorìa italiana ? il corsera predica liberalità mentre una parte dei suoi ricavi annuali derivano dal finanziamento pubblico. E De Bortoli che si irrita perchè la sera delle dimissioni di mr.B c’erano persone urlanti di gioia che non erano vestite con tweets in lana cotta e cardigans in cachemire…no..non se fa così…manifestare ok ma con garbo ed educazione composta e possibilmente non di sabato pomeriggio per via dello shopping.
Secondo me Il Corriere e Repubblica dovrebbero fare una battaglia per l’eliminazione di TUTTI gli aiuti ai giornali, perchè le schifezze come Il Foglio, Libero e La Padania scomparirebbero dalle edicole con gran beneficio della salute mentale degli italiani.
Una sana pulizia dei giornali che vivono solo di sovvenzioni pubbliche dovrebbe essere solo un vantaggio per chi guadagna bene anche senza aiutini da parte di politici amici.
ok trovo d accordo di rilasciare licenze taxi in citta dove ce ne fossero bisogno per migliorare il servizio di trasporto e dare occupazione e lavoro dove non mi trovi d accordo riguardo alla seconda licenza al tassista che la puo dare in gestione o venderla secondo te ti faccio un esempio incasso euro 80 spese benzina 15 euro 5 assicurazione 10 contributi 10 spese extra garage verbali tassa di possesso malattia collaudo ecc….. ok mi rimangono 40 euro x 26 giorni sono 100.40 con questi soldi devo pagare pigione bollette luce gas telefono spazz ecc…………piu spesa per mangiare e spese extra detersivi ecose varie in piu due figli diplomati e disoccupati ok se mi danno la doppia licenza e la vendo diventeremo il doppio e 80 euro diventerebbero 40 che faccio …….. se mi puoi dare un consiglio n.b riguarda chi ruba sul tassametro non e che aumentanto i taxi risolvi il poblema anzi secondo me sarebbe il contrario ci vuole piu informazione sulle tariffe piu conoscenza sulle corse predeterminate specie negli aeroporti e stazioni marittime e stazione dei treni e controlli da parte della polizia per fa si per pochi personaggi mettono in cattiva luce una intera categoria fatta in maggioranza di tanta brava gente bisogna punire chi frega il cliente che e la fonte del nostro lavoro n.b ci sono periodi che puoi guadagnare di piuche compensano dei mesi negativi specialmente nel mese di agosto dove le citta sono piu vuote o dicembre dove le spese sono superiore e non percepiamo tredicesima a dimenticavo piu corsie per mezzi pubblici cosi si abbasserebbero i costi per il consumatori della corsa taxi io sto difendendo il posto di lavoro e la mia attivita perche se non fosse verita qullo che scrivo non avrebbre senso stere fermo in assemblea per cinque giorni senza incassare un euro. ti ringrazio per avermi dato questa opportunita di esprimere la mia opinione la puoi anche non condividerla ma la cosa importante e il dialogo e il confronto civile …..un saluto sasy taxi napoli.
Ma ve lo ricordate quando, da liberalissimo, tuonava contro l’inversione dell’onere della prova a favore del Fisco? Illiberale, autoritario, sospettoso, demonizzatore della ricchezza? Peccato che perfino tra privati la prova è, di regola, sempre invertita, perché è il debitore a dover provare di aver adempiuto. A quest’uomo mancano semplicemente i fondamentali: cioè non sa mai di cosa parla.