Goico Jovanovic, il killer del Suv a Milano

16/01/2012 - Preso ieri. Tra una settimana in Italia. Le indagini proseguono Aveva mille alias, tanto da essersi spacciato nel tempo da francese e italiano. Eppure Goico Jovanovic è stato preso lo stesso, a più di mille chilometri da Milano, in un

     
 

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Preso ieri. Tra una settimana in Italia. Le indagini proseguono

Aveva mille alias, tanto da essersi spacciato nel tempo da francese e italiano. Eppure Goico Jovanovic è stato preso lo stesso, a più di mille chilometri da Milano, in un villaggio al confine tra Serbia e Ungheria. Proprio mentre, riferisce il Corriere della Sera, stava per scappare in Sudamerica:

Incastrato da un’impronta, da un cellulare e dalla prestanome del Suv. Tra una settimana sarà instradato. Un grazie per la cattura è stato espresso dal ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, al capo della polizia, Antonio Manganelli. Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia: «Grazie a tutti gli investigatori che sono riusciti ad arrestate in pochissimo tempo l’uomo accusato del terribile omicidio di Nicolò Savarino». Goico Jovanovic è un truffatore abituato alle mille identità. «Lo abbiamo incastrato — spiegano il dirigente della squadra Mobile, Alessandro Giuliano, e il comandante della polizia locale Tullio Mastrangelo — quando è stata rintracciata la Bmw X5». Era la stessa sera del delitto, con le pattuglie sguinzagliate in tutta la città. «Non molliamo, guardate dappertutto, la macchina è qui intorno, non può essere lontana », ha ripetuto più volte alla radio il capo dei vigili. E proprio in via Lancetti, a meno di due chilometri dal luogo della tragedia, due agenti motociclisti hanno notato una Bwm parcheggiata.

Sembrava tutto normale, tranne un particolare:

Una lieve ammaccatura sul cofano, l’impronta del gomito di Nicolò Savarino, centrato in pieno dal fuoristrada. Sul posto, una detective della scientifica, armata solo di una torcia elettrica, ha scovato sotto l’auto un pezzo di plastica mancante, tracce che sembravano sangue e graffi verdi compatibili con la bicicletta del vigile ucciso. L’auto è stata portata in caserma: all’interno sono state trovate le impronte. La comparazione ha permesso di attribuirle a Goico Jovanovic. Ma anche ad altre quattro o cinque persone, tutti gli alias usati dal fuggiasco.

Per fare un esempio:

Jovanovic una volta si era spacciato per francese, un’altra per tedesco e una terza addirittura per palermitano. Mai la stessa età. Fermato per guida senza patente, per essere stato trovato con attrezzi da ladro e con valori dei quali non aveva saputo spiegare la provenienza. Racconta un detective della Mobile: «Due anni fa lo abbiamo controllato e accompagnato in ospedale per l’esame osseo. Per i medici aveva 17 anni. Oggi ne avrebbe 19 e quindi la sua identità potrebbe essere falsa». Le indagini sono tutt’altro che terminate. Gli investigatori hanno detto che non c’è un secondo indagato. Però è certo che il collega di Nicolò Savarino, Gabriele Specchier, ha visto una seconda figura sulla Bmw, così come è stata vista dal napoletano investito dal Suv, prima dell’omicidio del vigile.

     
 

5 Commenti

  1. Sif scrive:

    Dopo averne accertato la colpevolezza lo si punisce lasciandolo in pasto al popolo .

  2. f.conti scrive:

    Un altro delinquente da mantenere…. spero che in galera ti levino anche le mutande..

  3. fabio scrive:

    e quando arriverà ci sarà Vendola ad abbracciarlo

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