Avvocati e benzinai contro Monti

16/01/2012 - Lo spettacolo delle categorie contro le liberalizzazioni Avvocati e benzinai pronti alla guerra, dopo quella dei taxi. Nell’articolo di Lorenzo Fuccaro sul Corriere della Sera si raccontano le decisioni prese dalle categorie nei confronti dell’annunciato decreto Monti sulle liberalizzazioni: I

     
 

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Lo spettacolo delle categorie contro le liberalizzazioni

Avvocati e benzinai pronti alla guerra, dopo quella dei taxi. Nell’articolo di Lorenzo Fuccaro sul Corriere della Sera si raccontano le decisioni prese dalle categorie nei confronti dell’annunciato decreto Monti sulle liberalizzazioni:

I tassisti, divisi tra l’ala dura e quella dialogante, decideranno il da farsi dopo essere stati ricevuti domani a Palazzo Chigi, mentre la leader della Cgil, Susanna Camusso, dice che, in caso di riforma, andrebbe loro riconosciuto un indennizzo per la licenza. Dopo di loro e i medici di famiglia, sono ora sul piede di guerra gli avvocati e i benzinai dell’Assopetroli che raggruppa le imprese (un migliaio) note anche come «pompe bianche», cioè gli impianti indipendenti dalle grandi compagnie. Tutti sono pronti a compiere gesti clamorosi: gli avvocati a occupare le sedi dei Palazzi di giustizia, i benzinai a chiudere gli impianti, insomma a scioperare. Gli avvocati criticano l’impostazione «opaca e autoritaria » dell’esecutivo sull’accesso alla professione e sulle casse previdenziali. Se l’incontro di domani con il ministro Paola Severino (Giustizia) non dovesse aprire spiragli di discussione, passeranno all’azione.

Quali azioni?

Si parla di «occupazioni simboliche dei Palazzi di giustizia per informare i cittadini» di quanto sta accadendo e di sit in di protesta davanti alle sedi delle istituzioni come Palazzo Chigi, Montecitorio e Senato. Non è neppure escluso che, dopo avere disertato le cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario il 28 gennaio, decidano di astenersi dalle udienze. L’accusa chemuovono al governo è di fare «un uso ideologico del diritto comunitario», ovvero «si pretende di imporre regole come se fossero richieste da organi comunitari» ma questo è giudicato «falso», perché «esistono numerosi atti che sostengono la specificità dell’avvocatura, i principi dell’indipendenza e la legittimità delle tariffe, da quelli del Parlamento europeo alle sentenze della Corte di giustizia europea».

Pronti ad atti clamorosi anche i benzinai riuniti nell’Assopetroli:

«Mi domando se dobbiamo ricorrere anche noi a forme plateali di protesta e lasciare senza carburante l’Italia», dice il loro capo Franco Ferrari Aggradi. «Non voglio credere —aggiunge—che un governo tecnico i cui compiti sono limitati e a termine possa pensare di ignorare parte della società produttiva che ancora lo sostiene ». Se si ascoltano i tassisti si devono «ascoltare anche le nostre mille imprese con il loro indotto, e non per pura cortesia o timore di scioperi ma per condividere le riforme perché così come sono manderebbero in default gli approvvigionamenti energetici di famiglie e aziende senza produrre benefici economici per i consumatori e con riflessi negativi sui prezzi finali ». Ma se questo non avverrà: «Ne prenderemo atto e decideremo di conseguenza». Di fronte a questi bagliori di rivolta Maurizio Gasparri (Pdl) invita il governo a fare «un bagno di realismo». «Sarebbe un errore — è il suo consiglio — aprire decine di fronti di scontro sociale con intere categorie che possono accettare riforme che nascano dal confronto con le istituzioni»

     
 

4 Commenti

  1. Fireman scrive:

    Un lavoratore dipendente sciopera, un lavoratore autonomo fa “una serrata”. A forza di sostenere che le classi sociali non esistono più qui qualcuno arriva a confondere i ruoli. Ma del resto questo avviene già al momento di dichiarare il proprio reddito: non c’è bisogno dei raid a Cortina per rilevare come la stragrande maggioranza dei lavoratori autonomi in Italia dichiari un reddito inferiore a quello dei dipendenti, compresi i propri, basta andare a guardare le statistiche annuali dell’Agenzia delle Entrate.

    • nicholas scrive:

      quelle dell’agenzia dell’entrate sono statistiche fatte ad hoc, per spingere ulteriormente la popolazione, a fare una guerra del povero.
      l’agenzia delle entrate non specifica che le ditte individuali sono una minoranza esigua, poichè la maggior parte delle attività sono societarie; ergo, intestate a piu membri della famiglia, conseguentemente per ogni attività si presenteranno piu di una dichiarazione dei redditi.
      una gioielleria intestata a una coppia e due figli presenterà 4 dichiarazioni dei redditi.
      una pompa di benzina, pure.
      che poi, se conosceste le regole, sapreste che nel caso di preziosi e di carburante, è praticamente impossibile evadere il fisco, peraltro i benzinai non rilasciano scontrino eh. la guerra va fatta, ma alle compagnie petrolifere, se i prezzi sono piu alti di quanto dovrebbero, è sopratutto colpa loro, oltre comunque alle accise.

      • gigi scrive:

        nicholas nel caso dei gioiellieri basta il mercato dell’usato dei preziosi e si fa tutto il nero che vuoi, non nascondiamoci dietro a un dito..
        l’evasione c’è in tutte le categorie che autocertificano il proprio reddito

  2. refosco scrive:

    …..Balle belle e buone ! Il nero gira alla grande tra i gioiellieri sia nell’acquisto dell’oro usato che mella vendita del nuovo . Negare questa realtá é , a mio avviso , o vivere in paradiso , o non essere informato dell’argomento; vorrei escludere la malafede….

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