Concordia, il rischio di disastro ambientale

15/01/2012 - Il combustibile nel serbatoio e il possibile sversamento del gioiello di Costa Crociere A vederla così, poggiata su un fianco, sembra che da un momento all’altro si sdraierà. Il salotto del mare, la nave Costa Concordia naufragata la sera del

     
 

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Il combustibile nel serbatoio e il possibile sversamento del gioiello di Costa Crociere

A vederla così, poggiata su un fianco, sembra che da un momento all’altro si sdraierà. Il salotto del mare, la nave Costa Concordia naufragata la sera del 13 gennaio di fronte le acque dell’Isola del Giglio, e’ diventata un rischio anche per la salvaguardia dell’ambiente e per le acque del Parco nazionale che la ospita in questa tragica circostanza. Nella sua pancia sono stipate circa 2.300 tonnellate di olio combustibile sorvegliate a vista dalla nostra ‘Protezione civile del mare’, i mezzi e gli uomini del ministero dell’Ambiente per l’anti-inquinamento marino (nell’ambito del progetto Castalia).

IL COMBUSTIBILE DAL SERBATOIO – Ma adesso per almeno 48 ore soccorsi e operazioni di salvataggio si concentreranno sul recupero di vite umane. Soltanto dopo, e quando sara’ il momento, iniziera’ la corsa per recuperare il combustibile dal serbatoio e ‘garantire la tutela ambientale’. Il responsabile anti-inquinamento marino del ministero, Lorenzo Barone, ha anche ‘ribadito’ l’intenzione di mantenere questo ‘presidio con il maggior numero di mezzi possibili”, non dimenticando che ‘ci troviamo all’interno di un’area protetta”. Per il ministro dell’Ambiente Corrado Clini e’ necessario ‘evitare’ che il combustibile finisca in mare. La nave ferita e affondata della Costa e’ lunga 280 metri per 65 di larghezza, ed almeno 80 di pescaggio. Gli uomini dei soccorsi – a sentirli raccontare – hanno trovato tutto capovolto. Li’ dentro si cammina nel vuoto con le porte che si sono trasformate in pavimento.

IL GIGANTE E LO SCOGLIO - Un gigante del mare abbattuto dal piccolo ‘Golia’ delle terre emerse, uno scoglio. Tra le ipotesi, che si prendono in considerazione tra i tecnici c’e’ anche quella di farne uno ‘spezzatino’: imbragarla con delle catene rotanti in grado di segarla in quattro e poi portarla via un pezzo per volta. Sul versante del rischio inquinamento, che potrebbe effettivamente esserci se le condizioni meteorologiche peggiorassero, invece, dopo la diffida della Guardia costiera all’armatore affinche’ vengano al piu’ presto rimosse le 2.400 tonnellate di carburante presenti nei serbatoi senza compromettere la stabilita’ della nave, gli esperti dei quattro battelli (Tirreno, Tito, Ievoleco, Eco-Giglio) del ministero dell’Ambiente – ipotizzando un loro intervento, che al momento non e’ preso in considerazione – assicurano tempi brevi.

IL PIANO URGENTE – Operazioni che verrebbero svolte, per esempio, in 4 ore per circoscrivere l’area con le panne di contenimento (oltre 1.200 metri subito disponibili) per delimitare l’olio combustibile, la stesura di quelle di assorbimento, e in 24 ore per la pulitura (grazie all’aspirazione con lo skimmer). L’esperto anti-inquinamento marino del ministero ha ribadito che i mezzi sono ‘in stand-by’ ma ‘pronti a intervenire’. Un lavoro di nervi che tiene sotto pressione uomini e mezzi i quali – ha ricordato Clini – devono fare i conti anche con la mancanza di risorse: “I tagli della legge di stabilita’ del 2010 fanno sì che siamo oggi a un impegno più di volontariato che a strutture ordinarie”. E per questo che serve, mai come in questo momento, un ‘piano urgente’. In questo momento pero’ ‘dobbiamo evitare che esca’ carburante in mare’, un problema ‘serio in una zona di parco naturale molto pregiato”.

IL MINISTRO – Infine il ministro da Livorno, nelle prossime ore per un vertice in prefettura (gia’ fissato sui fusti tossici), ha deciso di mettere all’ordine del giorno l’emergenza ambientale nelle acque dell’Isola del Giglio, gli interventi da compiere, e il problema della navigazione delle grandi navi in aree ‘sensibili”. Alla riunione parteciperanno, oltre al ministero dell’Ambiente e alla Regione Toscana, gli enti locali, la Protezione Civile, l’Istituto Superiore di Sanità, l’Ispra, il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, il Corpo delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera, il Reparto Ambientale Marino delle Capitanerie e i Vigili del Fuoco.(ANSA).

     
 

2 Commenti

  1. bimbominkia scrive:

    Punta Ala rovinata! Dove andranno i politici al mare adesso!? Sono distrutto.

  2. Martino scrive:

    Occhio al refuso!
    80 metri di pescaggio mi sembrano un po’ esagerati… :-)

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