“Fare coming out? Se sei calciatore è meglio di no”
14/01/2012 - Ecco cosa consiglia il capitano della nazionale tedesca di calcio, Philipp Lahm, ai suoi colleghi omosessuali Il 28enne difensore esterno l’anno scorso ha dichiarato di essere eterosessuale, in seguito a voci insistenti che lo volevano gay. Oggi in un’intervista con
Ecco cosa consiglia il capitano della nazionale tedesca di calcio, Philipp Lahm, ai suoi colleghi omosessuali
Il 28enne difensore esterno l’anno scorso ha dichiarato di essere eterosessuale, in seguito a voci insistenti che lo volevano gay. Oggi in un’intervista con il Frankfurter Rundschau dice a tutti i calciatori gay di non uscire allo scoperto perché “non credo che la società civile sia progredita abbastanza per accettare calciatori professionisti omosessuali, cosa che invece non desta stupore in altri ambiti”.
IL MOTIVO- Lahm prosegue nell’intervista spiegando su cosa si basa la sua posizione, dicendo che la società del calcio è molto diversa, vi regna un altro clima: “Allo stadio non c’è spazio per il politically correct, non è come nel mondo della politica, dove chi fa outing non deve poi giocare davanti a 60 mila persone ogni settimana, cercando di fare del proprio meglio”.
REPETITA IUVANT- Philipp Lahm aveva già affrontato questo tema nel suo libro uscito a fine agosto scorso, Der feine Unterschied: Wie man heute Spitzenfußballer wird (in italiano: Una piccola differenza: come si diventa grandi calciatori), dove ha espresso la sua preoccupazione riguardo il coming out di un calciatore della Bundesliga: “Ho paura che si arrivi a quello che è successo al calciatore professionista inglese Justin Fashanu che, dopo aver dichiarato pubblicamente la sua omosessualità, si è sentito talmente preso di mira e sotto pressione che poi si è suicidato”. Fashanu è stato il primo calciatore a compiere questo gesto e si è tolto la vita nel 1998.
IL MIO MATRIMONIO NON E’ UNA COPERTURA- Philipp, nel suo libro di 269 pagine spiega anche che il suo dichiararsi etero e il matrimonio con Claudia non sono stratagemmi per mettere coprire il fatto che lui in realtà sia gay. Infatti, ha aggiunto che le voci sulla sua presunta omosessualità non lo toccano minimamente e che non ha niente contro i gay: “L’omosessualità non è qualcosa di sbagliato o compromettente secondo me, però mi stupisce sempre molto come persone con una storia del genere possano avere una tale influenza sull’opinione pubblica”.
L’IMPEGNO CONTRO L’OMOFOBIA- In passato Lahm si è sempre impegnato molto perché ci fosse un pari trattamento per i calciatori omosessuali. Nel 2007 ha rilasciato un’intervista a un giornale gay in cui ha dichiarato: “Se un mio compagno di squadra è gay, per me le cose non cambiano, resta sempre un mio compagno e non lo tratto di certo in modo diverso solo perchè è gay.” Per il suo impegno in questo senso, gli è stato conferito nel 2008 il Tolerantia-Preis.













COMING OUT, si dice COMING OUT, non OUTING.
L’outing è quando una persona dice che un’ALTRA persona è omosessuale.
Praticamente se io dico che il Papa è gay faccio outing.
Se invece è proprio il Papa a dire di essere omosessuale, fa coming out.
Diavolo, sembra che non abbiate mai scritto di gay, per fare errori così grossolani!
Grazie per la segnalazione! Abbiamo provveduto alla correzione!
Ma perché , non ci sono calciatori gay!?? Se poi lo dicessero apertamente , sarebbero più Sereni, segnerebbero più goal, !! i tifosi quello vogliono ! vedere la loro squadra , guadagnare , punti , ergo,alti posti, in classifica. Chi se frega , poi con chi vanno a letto!!
“per mettere coprire ”
utilizzate lo stesso correttore ortografico di michela biancofiore?
smettila di lamentarti XD
uffino
c0me dice Crozza siamo tutti mafiosi dentro, ma mica solo gli italiani. Sul sesso siamo tutti mafiosi o quasi, nonc’e’ trasparenza, tra amici c’è omerta’, si costruiscono alibi, sotterfugi , si rovinano famiglie, ci sono omicidi ogni giorno.
e tutto perche’ li’ fuori è pieno di persone con problemi sul sesso. I calciatori raccontano ogni giorno cosa fanno a letto, riempiono riviste con le loro storielle d’amore e trombate. ma se lo fai con un uomo devi tacere, vergognartene, essere ricattabile, e spesso ricattato.
ma in che mondo vogliono farci vivere?
Scusate, ma questa proprio non la capisco. Il giocatore dice a tutti i calciatori gay di non uscire allo scoperto perché “non crede che la società civile sia progredita abbastanza per accettare calciatori professionisti omosessuali, cosa che invece non desta stupore in altri ambiti”.
Mi sembra una bella minchiatella. Semmai è il microcosmo calcistico a non essere progredito abbastanza. I giocatori gay che si sono dichiarati in passato, non hanno avuto problemi “dalla società civile”, ma dal loro stesso mondo del calcio. Anche perché mi rifiuto di credere che “la società civile” tedesca si faccia problemi sull’omosessualità di un giocatore. Non si parla dell’Italia, dove l’omofobia è diffusissima e feroce persino nell’autonegazione. Basti vedere le reazioni che di solito emergono quando appunto uno dichiara che l’Italia è un paese omofobico.
Molti calciatori diventano begnamini , esempi per i giovani, e come allenatore ritengo che un modello di perversione non sia un modello per lo sport.
Dobbiamo difendere i giovani da queste persone , ed insegnare loro che potrebbero diventare pericolose, quindi cercare di mantenere le debite distanze.
Tanti genitori seguono gli allenamenti , le partite dei propri figli e vi assicuro che NESSUNO sarebbe contento di sapere che il figlio frequentasse persone omosessuali.
Molti calciatori diventano begnamini , esempi per i giovani, e come allenatore ritengo che un modello di perversione non sia un modello per lo sport.
Dobbiamo difendere i giovani da queste persone , ed insegnare loro che potrebbero diventare pericolose, quindi cercare di mantenere le debite distanze.
Tanti genitori seguono gli allenamenti , le partite dei propri figli e vi assicuro che NESSUNO sarebbe contento di sapere che il figlio frequentasse persone omosessuali..
Molti calciatori diventano begnamini , esempi per i giovani, e come allenatore ritengo che un modello di perversione non sia un modello per lo sport.
Dobbiamo difendere i giovani da queste persone , ed insegnare loro che potrebbero diventare pericolose, quindi cercare di mantenere le debite distanze.
Tanti genitori seguono gli allenamenti , le partite dei propri figli e vi assicuro che NESSUNO sarebbe contento di sapere che il figlio frequentasse persone omosessuali.
Io i miei figli li difenderò da persone che la pensano come lei, Mr. allenatore macho.
Ritengo che sconsigliare il coming out, a prescindere dalle situazioni, sia un atteggiamento scorretto. Perchè le conseguenze delle proprie scelte le paga anche chi non lo fa.
Non esistono posizioni più raccomandabili di altre, sono scelte personali che ciascun individuo dovrebbe valutare secondo la propria coscienza.
E aggiungo che le zittelle represse sono quelle solite sconsigliare il coming out.