La versione di S&P: “Siete ancora a rischio”

14/01/2012 - Il declassamento del debito sovrano provoca anche una insostenibile gara alla dichiarazione più stupida, specialità dei politici italiani Standard & Poor’s spiega perchè ha declassato il rating del debito sovrano di molti paesi dell’area euro, ma la sua decisioni, così

     
 

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Il declassamento del debito sovrano provoca anche una insostenibile gara alla dichiarazione più stupida, specialità dei politici italiani

Standard & Poor’s spiega perchè ha declassato il rating del debito sovrano di molti paesi dell’area euro, ma la sua decisioni, così come la decisione di ieri, ha suscitato un’enorme ondata di indignazione che supera la soglia dell’accettabile, e del risibile. Il declassamento era una semi ovvietà dopo il negative watch annunciato nei mesi scorsi, e pure osservando i valori dei Credit Default Swap dei paesi più in difficoltà si poteva valutare l’enorme inquietudine dei mercati nei confronti dell’eurocrisi.

S&P RISPONDE – Standard & Poor’s ha organizzato oggi una conferenza stampa dove ha spiegato i motivi della sua decisione di declassare il debito dei paesi dell’eurozona, Francia ed Italia in primis. L’agenzia di rating ha puntato il dito contro la strategia dell’austerità imposta dalla Germania all’Europa, che sta aggravando la crisi puntando tutto su strette fiscali che poi alimentano il debito, invece che ridurlo.

Prevediamo una recessione con una probabilita’ del 40 per cento per quest’anno”, ha spiegato il managing director di S&P Moritz Kraemer. “Questo potrebbe portare ad una contrazione dell’economia della zona euro di circa l’1,5 per cento.” L’agenzia ha avvertito i paesi della zona euro che i loro sforzi per combattere la crisi del debito sono troppo concentrati sulla riduzione del debito.
S&P ieri ha declassato il debito di nove paesi europei, tra cui Francia e Austria, che sono stati spogliati dei loro pregiati rating di altissimo livello, la tripla A.

L’agenzia di rating statunitense Standard & Poor’s emetterà “in tempi molto brevi” la propria valutazione del Fondo di Stabilità europeo (Efsf): lo ha dichiarato Moritz Kraemer, responsabile del rating dei debiti sovrani europei. Il Fondo è stato introdotto l’anno scorso per prestare i soldi ai paesi indebitati, ma un eventuale declassamento ridurrebbe la leva finanziaria dell’Efsf, imponendo così una ricapitalizzazione di questo strumento che ha sempre lasciato piuttosto perplessi gli analisi finanziari.

L’Efsf è stato messo sotto sorveglianza così come altre istituzioni europee dall’inizio di dicembre” ha spiegato Kraemer, sottolineando come l’agenzia stia aspettando di valutare gli effetti dell’abbassamento del rating di nove Paesi europei (deciso ieri) sulle stesse istituzioni. S&P aveva avvertito che, nel caso in cui qualcuno dei sei Paesi europei con un rating tripla A avesse sofferto un downgrade, come è poi accaduto ieri, anche il rating del Fondo (attualmente una tripla A) sarebbe stato ritoccato.

NIENTE FINE DELL’EURO - S&P però non ritiene probabile un eventuale crollo della moneta unica così drammatico da imporre la conclusione dell’esperimento euro. L’ipotesi catastrofista viene dunque scartata dall’agenzia di rating, che però evidenzia le ancora numerose problematicità non risolte dalla gestione politica della crisi dei debiti sovrani.

La fine della moneta unica non fa parte degli scenari presi in considerazione dall’agenzia statunitense Standard & Poor’s nella sua decisione di abbassare il rating di nove Paesi europei, fra cui Italia e Francia: lo hanno reso noto fonti della stessa S&P.”Il collasso dell’eurozona non è un fattore determinante per le decisioni adottate riguardo” al rating dei Paesi europei annunciate ieri, ha spiegato Moritz Kraemer, responsabile del rating dei debiti sovrani dei Paesi europei. Tuttavia, Kraemer ha sottolineato come “la gestione politica all’interno dell’Eurozona non è stata all’altezza delle sfide sempre più difficili dovute alla crisi finanziaria”.

TUTTI CONTRO S&P, PERFINO IL VATICANO - La decisione di S&P ha suscitato un’enorme mole di reazioni ipercritiche, che sfiorano perfino il complottismo. La Francia e la Germania, i due paesi più colpiti – anche se l’agenzia non ha declassato il debito sovrano tedesco, ha bocciato completamente la strategia della Merkel – hanno reagito in modo piuttosto rilassato. Sopratutto Sarkozy non ha fatto trasparire la sua presumibile ira, visto che il declassamento del debito sovrano è il modo peggiore per iniziare la battaglia per la riconferma dell’Eliseo. In Italia invece molti politici si sono distinti nello sport nazionale dove siamo campioni mondiali, il lancio di agenzia più stupido possibile. Alcuni hanno parlato di guerra dichiarata da S&P all’Europa, altri invece di una sentenza che vuole il crollo dell’Europa. Alla gara non si è sottratto neppure il Vaticano, che si è fatto sentire tramite l’Osservatore Romano.

L’HIT PARADE DELLE SCIOCCHEZZE - Ecco una breve selezione delle dichiarazioni più sciocche sentite in queste ore. Ricordiamo a Boccia del PD che S&P non aveva dato la tripla A a Lehman prima del fallimento, ma una sola A, e che non si può valutare allo stesso modo istituzioni privati e quelle pubbliche data la diversa pubblicità dei dati e degli strumenti emessi.

Un attacco ‘proditorio a orologeria’ contro l’euro e un’Europa che ‘sta facendo tutto il suo dovere’ per fare fronte alla crisi. Cosi’ il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani ha commentato, intervenendo al TG1, i declassamenti di nove Paesi della zona euro decisi da S&P.Ora, per Tajani, serve una ‘risposta politica’ comune dell’Europa ‘a un attacco speculativo’ da parte di chi ‘non ha certo il dono dell’obiettività. Il declassamento da parte di S&P dell’Italia e di altri paesi europei va intesa come una dichiarazione di guerra. La risposta europea unitaria deve essere durissima e segnare un punto di svolta definitivo nei confronti di un meccanismo di rating in palese colossale conflitto d’interesse per di piu’ senza alcuna giustificazione, salvo quella di incentivare la speculazione. “L’Italia notoriamente solvente, con i conti in ordine e sotto controllo, con un avanzo primario di tutto rispetto e i cosiddetti fondamentali economici solidissimi non merita in alcun modo di finire in serie B”. Lo ha detto Margherita Boniver, deputato del Pdl e presidente del Comitato Schengen.e S&P non e’ il mandante della rottura dell’euro, tutto fa pensare che certamente e’ tra gli esecutori di una sentenza contro l’Europa”, dice Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del gruppo Pd alla Camera, dopo quanto dichiarato oggi da Moritz Kraemer, direttore generale di S&P. “Occorre ricordare – prosegue – che l’agenzia di rating, che sta causando forti tensioni con vere e proprie incursioni nei mercati europei, e’ la stessa che definiva Lehman Brothers, 48 ore prima del crack, ‘banca americana di notevole affidabilita’ con voto A’. Quel giudizio determino’ danni incalcolabili a milioni di risparmiatori in tutto il mondo, indotti all’acquisto di titoli ritenuti ‘assolutamente sicuri’. E’ evidente – conclude – che ci sono tutte le condizioni perche’ la Commissione europea valuti, anche sulla base delle inchieste giudiziarie aperte nei vari paesi europei, in Italia dalla procura di Trani, se spingere European Securities and Markets Authorithy, l’ESMA, a ritirare le autorizzazioni concesse alle agenzie sotto inchiesta”.

     
 

5 Commenti

  1. ??? scrive:

    Fa scalpore il fatto che al Regno Unito sia stata mantenuta la massima valutazione, nonostante sia il paese piu’ indebitato DEL MONDO INTERO!!!!

    http://it.finance.yahoo.com/notizie/il-paese-pi%C3%B9-indebitato-al-mondo.html

  2. el azzaharita scrive:

    lehman broders. citigrup, bulgari, parmalat, enron ma chi sono questi magnaccia che ci impongono le loro protezioni? Sono solo avvoltoi!

  3. colavecchia&colabona scrive:

    Si tratta di a genzie americane privata messe su epagate profumatamente da investitori per allarmare il mercato e fare scendere i titoli perchè loro possono conmprare e, successivamente, sostenere il contrario [tutto va bene] così i tiololi aumentano in due tre giorni e gli specuòatori possono vendere al rialzo, facendo nuovamento, per le eccessive vendite crollare il prezzo dei titoloi.

    Sonio organizzazioni criminali i cui appartenenti vanno carcerati al 41/bis.
    Povero titò riina, ladro di polli!

  4. rokko scrive:

    Il regno unito ha un debito che a stento arriva al 60% del Pil, ma dove li prendete i dati? Come ti è venuto in mente che sarebbe il primo debito al mondo? Mah

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