“Serve aiuto, quella nave sta affondando!”

14/01/2012

     
 

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Arrivano le prime drammatiche testimonianze della tragedia che ha svegliato il paese stamane: una nave da crociera è infatti affondata all’Isola del Giglio, facendo contare sino ad ora almeno 3 morti. Nel video il racconto di uno dei soccorritori, mentre i primi sopravvissuti raccontano la loro esperienza ‘Prima di abbandonare la nave abbiamo aspettato un’ora e mezza. L’equipaggio ci ha detto che il comandante sapeva che eravamo in pericolo ma non ha fatto subito quello che doveva fare’. E’ la denuncia di un gruppo di passeggeri che erano a bordo della Costa Concordia e che sono sbarcati all’Isola del Giglio. ‘Il personale e’ stato eccezionale, ci sono stati vicini – aggiungono Silvana Caddeo e il marito Ignazio Deidda – ma l’organizzazione era zero’. I sopravvissuti hanno poi voluto ringraziare la popolazione dell’Isola del Giglio. ‘Si sono spesi in ogni modo per noi, ci hanno dato tutto quello che avevano’.'A bordo c’erano molti bambini e anziani. Quando c’e’ stato l’incidente, la gente e’ entrata nel panico. Correvano tutti per la nave cercando di ritrovare i propri parenti. Alcuni urlavano, altri piangevano disperati e terrorizzati. E’ stato un inferno’. Racconta cosi’ i momenti successivi all’incidente la giornalista dell’Adnkronos Patrizia Perilli, a bordo della nave crociera ‘Costa Concordia’, che si e’ incagliata nelle secche di Punta Gabbianara all’Isola del Giglio (Grosseto). ‘Quando la nave si e’ incagliata, ci hanno fatto mettere il salvagente e ci spostavano per farci scendere – prosegue – ma la nave era inclinata e noi scivolavamo verso il basso. Tutti urlavano. E’ stato terribile’.

     
 

41 Commenti

  1. Tips scrive:

    Quando succedono queste cose, affidarsi a quello che dice la stampa è l’ultima cosa intelligente da fare … se fosse veramente un attentato qualcuno lo nasconderebbe agli occhi di tutti per evitare emulazioni … chi dà ordini sa che nelle situazioni critiche non esistono procedure a volte, se è vero come dite andare sulla secca era l’unica scelta da farsi, ma la legge ragiona così?

  2. domenico scrive:

    ciao sono domenico, io su quella nave nel settembre 2010 ho fatto il viaggio di nozze! Ho avuto modo di apprezzare tutto di quella nave dal servizio all’ottimo personale di bordo! Penso che questa grave tragedia non mette in discussione il primato di costa crociere……..!

  3. gabriella scrive:

    scusate, io sono un pò fuori dal mondo, ma credo che un capitano serio e coscienzioso, sapesse benissimo dove fosse da nave da comandata da lui comandata.
    quindo credo che la sua sia stat una “manovra pianificata” per quale motivo non lo so, ma sono certa della sua buona fede e professionalità.
    se l’avaria si fosse creata in mare aperto….. ora i morti sarebbero migliaia!!!!

  4. andrea scrive:

    tutto quello che e’ umano e’ fallibile condoglianze ai famigliari delle vittime

  5. ercoledeboluccio scrive:

    IL COMANDANTE NON HA NESSUNA COLPA! Anche se non era al timone al momento dello squarcio. I comandanti non hanno l’obbligo di stare sul ponte 24 ore su 24. Se le cose non le sapete evitate di parlare, montanari pascolacapre!
    L’Ufficiale di coperta avrà avvertito il Comandante quando la situazione era già compromessa. Chi va per mare sa perfettamente che le tempeste, se non è più possibile prenderle al bar del porto, vanno prese al largo. In caso di falla e di mare calmo invece, ci si deve avvicinare alla costa per rendere più facile lo sbarco ed i soccorsi.
    Le linee batimetriche delle carte servono a conoscere la profondità del tratto interessato, evidentemente sulla Costa si è fatto affidamento esclusivamente sulla strumentazione senza fare rilevamenti manuali (NECESSARI SEMPRE!!!). Se il gps si rompe (può capitare) è fondamentale sapere esattamente il punto nave. Mi rivolgo anche ai diportisti che d’estate montano sulle altre barche assassinando tutti perché si fidano dell’autopilota!
    E’ sempre un grande dolore sapere di una nave affondata

    • marzia scrive:

      “è sempre un grande dolore sapere di una nave affondata”
      invece,dei morti per il pressapochismo del comandante o chi per lui,non gliene frega un accidente…complimenti!

      • ercoledeboluccio scrive:

        @Marzia
        Se affermo che è un dolore sapere di una nave affondata non vuol dire automaticamente che non me ne frega un tubo di chi ci ha rimesso la vita. Bisogna avere serie lesioni alla corteccia per non tener conto delle vittime. Fortunatamente io non ragiono a compartimenti.
        Anzi, visto gli ultimi sviluppi della vicenda, devo dire che ho l’obbligo di ritirare tutto quello che ho detto più su. La telefonata tra il Comandante dell Concordia e quello della CdP ha chiarito molte cose. Nonostante questo la manovra di avvicinamento per far ‘spiaggiare’ la nave sembrerebbe che sia stata effettuata correttamente.
        Salutami quel sant’uomo del tuo compagno. Un martire.

  6. Leo scrive:

    Se fosse stato un “attentato” premeditato come molti dei maniaci complottisti che presenziano qui asseriscono, allora perché il comandante avrebbe fatto una simile manovra per ridurre al minimo le vittime?

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