Bruno Vespa e la coerenza di Giorgio Bocca
13/01/2012 - Letterina del conduttore di Porta a Porta al Corriere della Sera. Avvelenata In una lettera inviata al Corriere della Sera, Bruno Vespa “ricorda” all’estensore dell’articolo sulla morte dell’editorialista del gruppo Espresso che Giorgio Bocca dedicava i libri al conduttore di
Letterina del conduttore di Porta a Porta al Corriere della Sera. Avvelenata
In una lettera inviata al Corriere della Sera, Bruno Vespa “ricorda” all’estensore dell’articolo sulla morte dell’editorialista del gruppo Espresso che Giorgio Bocca dedicava i libri al conduttore di Porta a Porta con parole affettuosissime:
Commemorando Giorgio Bocca, Francesco Cevasco (Corriere, 27 dicembre 2011) ricorda amabilmente il garbato giudizio che l’illustre scomparso dette su di me in una trasmissione televisiva: «Non è un giornalista, è un servo del potere». Bocca ha punteggiato la sua lunga vita di spettacolari contraddizioni: è stato severamente antisemita come fascista militante e poi ha partecipato alla Resistenza, ha lavorato proficuamente per le televisioni di Berlusconi salvo poi insultarlo per quasi un ventennio. Nel mio piccolo, posso ricordare che quando ero direttore del Tg1— in posizione quindi istituzionalmente «servile»— e anche successivamente, Bocca mi ha dedicato i suoi libri con parole di viva stima e cordialità. La coerenza è la virtù degli stolti. Anzi, il difetto. Bruno Vespa
Già, la coerenza.













Sarai sempre un servo dei padroni,un leccaculo .
Da tempo tengo una bottiglia “importante” in fresco per brindare quando il servilissimo ed ignobile insetto si toglierà dai coglioni…
e come farlo morire due volte..boccca perdona loro perchè nn sanno quello che fanno!
Vespa: pur di ripagare Bocca delle buone recensioni, dopo avergli dato del voltagabbana cita Oscar Wilde “La coerenza e’ la virtù degli stupidi.” Oscar Wilde aveva i suoi buoni motivi per difendere i suoi stati dell’Essere incoerente e se Vespa avesse ragionato meglio prima di fare del citazionismo fuori luogo, si sarebbe reso conto che utilizzando pro domo sua Oscar, l’attenzione si sarebbe focalizzata sul fatto che ha dato degli Stupidi ai Coerenti e che lui non è né Stolto né Stupido perché è “coerentemente ” Incoerente.
Sugli stupidi coerentmente Incoerenti come Vespa quel grande di Ennio Flaiano ha scritto “…La stupidità (la stoltezza ndr) ha un suo fascino, ed è persino riposante” , ed anche e il riferimento ai libri di Vespa è assolutamente casuale ”…Le persone e i libri più sciocchi (stolti, stupidi ndr ) sono quelli che più ci ammaliano, che più ci tentano e che ci tolgono ogni difesa”. L’economista Caro Cipolla ha scritto “Il pericolo della stupidità deriva anche dal fatto che lo stupido non sa di essere stupido” .
Se ne esce solo ammettendo di essere o essere stati a volte stupidi, stolti come scrive Livraghi. “…Dire ‘ho sbagliato’ non è solo onesto: è un modo intelligente per ridurre il potere della stupidità.” e Vespa lasci fuori dai suoi giudizi personali che lo riguardano le persone Coerenti che a ciò che sono ci pensano benissimo da sole senza incappare proprio in quei giudizi che lo stanno prendendo di mira da decenni ma lui stoltamente sembra non rendersene conto. Ah è vero che i suoi libri si vendono lo stesso.
basta con il doppiopesismo anche nella casta dei giornalisti! vespa è una m. né più né meno di come lo era bocca quando affrontava – da fazioso – certi argomenti come la questione meridionale. adesso che è morto non è che è meno colpevole e più santo perché dei morti non si deve parlar male…