Il sottosegretario con cento proprietà immobiliari

13/01/2012 - “Non sono ricco”, dice Guido Improta Dopo le polemiche di ieri susseguitesi all’articolo di Libero, oggi Fabrizio Roncone del Corriere della Sera intervista Guido Improta, l’ex rutelliano oggi sottosegretario alle infrastrutture ai trasporti. Che ha una verità da rivelare: «Potrei

     
 

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“Non sono ricco”, dice Guido Improta

Dopo le polemiche di ieri susseguitesi all’articolo di Libero, oggi Fabrizio Roncone del Corriere della Sera intervista Guido Improta, l’ex rutelliano oggi sottosegretario alle infrastrutture ai trasporti. Che ha una verità da rivelare:

«Potrei esserle sembrato reticente. Solo che tengo molto alla mia vita privata. Sono un napoletano che, a volte, si comporta come un tedesco».
Perfetto di questi tempi.
«Eh… Forza, iniziamo».
Il suo patrimonio è enorme.
«No. E le spiego perché. Allora: premesso che tutto è frutto di eredità, e sorvolando sul fatto che i fabbricati sono in realtà 95 e non 96…».
Ecco, sì, sorvoliamo…
«Cominciamo a dire che le abitazioni sono in totale 41. Di cui solo 16 sono appartamenti di mia piena proprietà, tutti derivanti dall’eredità di mio padre, Improta Salvatore, industriale e costruttore».
Continui.
«Poi ci sono altri 23 appartamenti, di cui ho però quota proprietaria pari al’8,33%, questi derivanti dall’eredità di Improta Pasquale, mio nonno, industriale e avvocato, che ebbe quattro figli: Concetta, Carmela, Maria e Salvatore, che era appunto mio padre…».
Non si fermi.
«Quindi ho una casa a Roma e una all’Argentario, entrambe al 50% con mia moglie. E quindi 22 box e 23 magazzini, quasi tutti con quota proprietaria pari all’8,33%, e infine 4 cortili e 5 lastrici solari».
I lastrici solari sarebbero…
«Mio padre costruì delle palazzine e si tenne le terrazze condominiali, lasciandosi la possibilità, un giorno, di costruire altri piani. Ciò non è avvenuto: e io, per questo, risulto proprietario di 5 inutili terrazze condominiali».
E i terreni agricoli?
«Sono 59, per l’esattezza, ma tutti agricoli, e rendono poco».
C’è chi sta peggio di lei.
«Non c’è dubbio. Ma non sono ricco. Sa a quanto ammonta la mia denuncia dei redditi? A circa 249 mila euro: 149 mila da stipendio, e i rimanenti 100 mila dalle rendite di appartamenti e terreni».
Così poco?
«Così poco. I 16 appartamenti sono a Napoli, in zona Capodichino. Li ho affittati tutti regolarmente, ma a una cifra di mercato… quindi ciascuno mi rende circa 600 euro al mese. Al netto, pagate le tasse, quanto mi resta?». Seimila euro al mese? «Più o meno». Come sono accatastati? «Abitazioni popolari e ultrapopolari ».
Ora però avete deciso di ricalcolare gli estimi catastali.
«Esatto. E, per me, sarà un guaio».
Pagare l’Imu su 16 appartamenti, in effetti, non sarà uno scherzo.
«Guardi, per me sarà una beffa. Voglio dire: a parole sembro un riccastro e, invece, se nonmi sbrigo a vendere un po’ di appartamenti, rischio di lavorare per pagare le tasse».
Lei che può, ne parli con Monti.
«Ah ah ah! No, non scherziamo: il mio caso dimostra che questo governo non bada a interessi personali…».

     
 

5 Commenti

  1. Andrea scrive:

    Propongo una colletta popolare per dare una mano a questo signore

  2. curiosa scrive:

    mi sfugge però di cosa sia accusato…che ha fatto di male?

  3. Chiara scrive:

    Se vogliamo copiare l’intero articolo, e liberissimi, io però aggiungerei anche il commento finale di Roncone:

    cit.
    (Mai un cenno di supponenza, o di arroganza, per tutta l’intervista. Niente a che vedere con certi politici di professione, anche quando hanno le carte in regola ).

  4. Andrea scrive:

    il mondo non è fatto di apparenza

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