Cosa c’è nel decreto liberalizzazioni

13/01/2012 - Le novità del provvedimento Rete Fs al Tesoro, sto alle tariffe minime per i professionisti, una corsia veloce per il risarcimento danni in caso di incidente stradale. Mentre i tecnici del ministero sono ancora al lavoro sul decreto liberalizzazioni, arrivano

     
 

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Le novità del provvedimento

Rete Fs al Tesoro, sto alle tariffe minime per i professionisti, una corsia veloce per il risarcimento danni in caso di incidente stradale. Mentre i tecnici del ministero sono ancora al lavoro sul decreto liberalizzazioni, arrivano le prime anticipazioni sulla bozza che arriverà in CdM il 20 gennai. Nell’articolo del solitamente beninformato Mario Sensini sul Corriere arrivano le prime norme:

Rispunta nel decreto sulle liberalizzazioni la norma antiscalata per difendere le società quotate italiane da offerte pubbliche d’acquisto ostili, e diminuirne così la contendibilità. Il governo, secondo le indiscrezioni, avrebbe allo studio l’ennesima modifica della legge sulle opa con l’obiettivo di reintrodurre la libertà di difesa per le aziende italiane, con una modifica allo statuto. Il progetto sarebbe in sostanza una rivisitazione della cosiddetta norma Cardia, allora presidente della Consob, introdotta nell’autunno del 2008 per tutelare le società oggetto di opa ostile, visti i timori innescati dalla crisi dei mercati. Allora il governo aveva reso facoltativa per statuto la «passivity rule», una norma che obbliga i manager a ottenere l’approvazione preventiva dell’assemblea degli azionisti prima di intraprendere misure di contrasto a un’offerta pubblica, per poi reintrodurla l’anno seguente, attraverso un altro decreto, come condizione normale delle società italiane, lasciando però a queste ultime la possibilità di escluderne l’efficacia, sempre con una modifica allo statuto. Secondo alcune fonti, forse anche considerata l’attuale bassissima capitalizzazione di Borsa delle aziende e banche italiane, i tempi per l’approvazione della norma antiscalata sarebbero stretti, così che il veicolo potrebbe essere lo stesso decreto sulle liberalizzazioni.

Poi ci sono le norme sulle imprese:

Nella bozza di decreto sulle liberalizzazioni riappare lo spettro dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ma c’è anche lo stop al regime delle licenze e delle autorizzazioni per le nuove attività economiche, e l’istituzione di una nuova forma societaria, la società semplificata a responsabilità limitata, per sviluppare l’imprenditoria giovanile. Questa nuova società potrà essere costituita con un capitale minimo di un euro da soci con età inferiore ai 35 anni, requisito che deve sussistere per tutta la durata della società, che può essere sempre trasformata. La modifica dell’articolo 18 è invece prevista dall’articolo 3 della bozza del decreto legge, in cui si afferma che la deroga al diritto al reintegro funziona anche nelle imprese che hanno meno di 50 dipendenti, quando queste derivino dalla incorporazione o fusione di due o più imprese con meno di 15 dipendenti. L’articolo 1 del decreto legge stabilisce l’abrogazione delle norme «che prevedono limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti di assenso per l’avvio di un’attività economica». Il mantenimento del regime delle autorizzazioni, stabilisce il testo della bozza del decreto legge, potrà essere giustificato solo ed esclusivamente sulla base dell’esistenza di un interesse generale, costituzionalmente rilevante.

Le spiagge verranno finalmente affidate a gara:

La nuova Authority sul trasporto pubblico, la separazione della rete ferroviaria dalle Fs, la revisione delle tariffe autostradali, l’ulteriore apertura del mercato postale, con la liberalizzazione del servizio di notifica degli atti giudiziari, le nuove gare per le concessioni su spiagge e stabilimenti balneari. Il decreto sulle liberalizzazioni interviene anche sulle grandi «reti» e sul demanio. Le Regioni dovranno mettere in gara aperta «europea» le concessioni sul demanio marittimo, che non potranno avere una durata massima superiore ai 4 anni. Il decreto prevede lo scorporo della rete ferroviaria dalla holding Fs, per garantire un più facile accesso dei nuovi operatori anche nel trasporto regionale. In vista ci sarebbe anche la revisione dei meccanismi delle tariffe autostradali, che dovrebbero entrare in vigore già nel 2013 sulla base del «price cap», molto differente dal sistema attuale che tiene conto degli investimenti e dell’inflazione. Il nuovo meccanismo, tuttavia, potrebbe comportare la decadenza di tutti i contratti in essere e anche per questo, la norma sulla revisione delle tariffe autostradali potrebbe essere rivista, se non sparire del tutto dal testo definitivo.

Cambiano poi le norme in tema di Rc Auto:

Il decreto interviene anche sul commercio, assicurazioni e alcune attività professionali. Via alla nuova riforma dell’RC auto, con la dematerializzazione dei contrassegni, che per evitare i falsi saranno telematici, ma soprattutto stop alle agenzie assicurative monomandatarie, mentre vengono modificate anche le norme sul risarcimento diretto, sempre con l’obiettivo di ridurre le tariffe. I commercianti potranno decidere il periodo nel quale fare saldi, vendite straordinarie, la durata delle promozioni e l’entità degli sconti. È prevista anche la liberalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti, ma le norme indicate nella bozza del testo, che prevedono la dismissione obbligatoria di una parte degli impianti posseduti dalle grandi compagnie e la fine dei contratti di fornitura esclusiva con i distributori, potrebbero essere riviste. Sale, invece, la pianta organica dei notai, che saranno almeno mille in più, nell’arco del prossimo biennio, e il numero delle farmacie, almeno una ogni tremila abitanti. Nelle Regioni con pochi punti vendita i farmaci di fascia C potranno essere venduti anche negli esercizi commerciali. La liberalizzazione dei taxi viene affidata alla nuova Autorità sui trasporti, anche con l’assegnazione di una licenza gratuita agli attuali titolari, mentre cade il limite minimo di superficie per vendere quotidiani e stampa periodica nei distributori di benzina, nei supermercati e nelle librerie.

Infine, cambiano le regole per i professionisti:

La bozza del decreto interviene sui servizi professionali, prevedendo l’abrogazione «di tutte le tariffe professionali, sia minime che massime». Si modifica anche il Codice Civile, stabilendo che il compenso sia fissato dal giudice non più «sentito il parere dell’associazione professionale cui il professionista appartiene», ma solo «secondo equità». Un altro articolo prevede che tutti i professionisti, tranne i medici, concordino «in forma scritta con il cliente il preventivo per la prestazione richiesta». Per favorire l’accesso dei giovani alle professioni le università possono prevedere che tirocinio e pratica finalizzati all’iscrizione negli Albi, siano svolti nell’ultimo biennio di studi di laurea. Per i professionisti si aprono le porte dei Confidi.

     
 

1 Commento

  1. manlio scrive:

    Trattasi, come al solito, dell’ennesima bufala.
    Anzitutto non è con l’increnmnto del numero dei notai e delle farmacie che si può parlare di liberalizzazione. Il termine liberalizzare, significa testualmente: “rendere una struttura economica conforme ai principi del liberismo, liberarla da vincoli o gravami”. Quindi, incrementare il numero di queste strutture è liberalizzazione? A me pare di no!
    Inoltre: le banche, il signoraggio bancario, ne parla qualcuno?
    Passera & C. sapete cos’è il signoraggio bancario? Sapete chi è l’autore del debito pubblico? E’ colpa dei cittadini? Falso! Mentite e sapete di mentire, tanto agli “ITALIOTI” beceri li potete raggirare come volete. Che schifo che fanno i politici – asserviti ai poteri forti all’unanimità – che parlano solo di cazzate e non di cose concrete e reali.
    Gradirei un riscontro alla presente.

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