Bot e Btp: come e dove investire

13/01/2012 - Rendimenti in calo e normalizzazione dello spread: come si deve muovere il risparmiatore? Aria nuova, e meno catastrofica, sui mercati. La normalizzazione è ancora lontana – Mario Monti disse che l’obiettivo dell’obbligazione italiana è diventare a zero spread rispetto al

     
 

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Rendimenti in calo e normalizzazione dello spread: come si deve muovere il risparmiatore?

Aria nuova, e meno catastrofica, sui mercati. La normalizzazione è ancora lontana – Mario Monti disse che l’obiettivo dell’obbligazione italiana è diventare a zero spread rispetto al bund tedesco – ma qualche segnale di quiete, dopo le tante tempeste, comincia ad affiorare. E questo nonostante EBA ed Efsf siano ancora lontani in definizione. Il Corriere della Sera però ci spiega come cambiano oggi i rendimenti e ci illustra gli effetti sulle aste del Tesoro:

Ne ha beneficiato lo spread dei decennali sul Bund tedesco, che è sceso a 471 punti base, il livello più basso da metà dicembre, dopo che il 9 gennaio aveva raggiunto un nuovo record allarmante a 531 punti. Anche il rendimento ha visto un calo a 6,65% dalla chiusura del giorno precedente a oltre 7%. Sarà però l’esito dell’asta di Btp di oggi a dire se la politica economica del governo Monti e il vertice tra il premier e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno convinto i mercati, confermando la rapida inversione di rotta. Il Tesoro oggi offre il Btp triennale, scadenza novembre 2014, per 2-3 miliardi e riapre due Btp (scadenze a luglio 2014 e agosto 2018) per 1-1,75 miliardi. Intanto ieri ha collocato 8,5 miliardi di Bot a un anno a fronte di una domanda pari a 12,5 miliardi, e 3,5 miliardi di Bot con data residua di 136 giorni (richiesta pari a 6,485 miliardi). La scelta del dipartimento guidato da Maria Cannata, dirigente generale del Tesoro per la gestione del debito, è stata di allargare le emissioni di Bot oltre la scadenza, infatti ha offerto 12 miliardi contro una scadenza di 7,7miliardi, invertendo la politica dello scorso anno. In questo modo lo Stato potrà rifinanziarsi, seppure a breve termine, a tassi più bassi.

In particolare, ecco la situazione per i maggiori prodotti finanziari in campo obbligazionario; cominciando dai Bot:

I Bot sono tornati a livelli ancora più rassicuranti, ma non sono decisamente più in grado di battere l’inflazione che nel 2011 è stata pari al 2,7% e che negli ultimi mesi è addirittura finita al 3%. Visto che il rendimento minimo netto dell’asta ieri è stato del 2% circa (2,735 lordo), va da sé che per gestire la liquidità o per parcheggiare i soldi a un anno per i piccoli risparmiatori torna ad accendersi il faro sui conti di deposito vincolato delle banche, che offrono spesso più del 4% lordo e che sono tassati al 20% e non più al 27%. «Ma anche questi tassi, legati alla fame di liquidità delle banche, finiranno per ridimensionarsi se la situazione pian piano si normalizza», dice Antonio Mauceri, amministratore delegato di Augustum Opus sim. La caccia al valore sulle scadenze brevi, quindi, per ora è finita. E, nella foresta dei mercati bisogna complimentarsi con i fiduciosi che hanno comprato titoli a un anno il giorno del Btp day, lo scorso 28 novembre: nel carniere, in meno di due mesi, hanno messo un rendimento del 3% netto.

Poi ci sono i Btp euro index:

Il miglior rapporto rischio rendimento, se le cose continuano ad andare meglio, si sposta sui titoli che hanno tre-quattro anni di vita residua e che ieri offrivano il 5% lordo. Un’idea sempre valida è l’acquisto di Btpei, quelli collegati all’inflazione con scadenza triennale, che ieri davano circa il 6% lordo (ipotizzando un costo della vita poco sopra il 2%), vale a dire un punto in più dei cugini tradizionali. Un premio giustificato dal fatto che per molti mesi nessuno ha guardato né comprato questi titoli che quindi si sono deprezzati più degli altri. «Se continua a migliorare la fiducia nell’operato del governo italiano, secondo noi rafforzatasi dopo il colloquio Monti-Merkel, e con la complicità dell’abbondante liquidità che incoraggia i carry trade, il meccanismo per cui le banche si finanziano a basso costo e acquistano titoli di Stato non troppo lunghi, si potranno vedere ulteriori discese dei rendimenti a breve-medio termine», dice Raffaele Zenti, responsabile consulenza finanziaria di Virtual Advise sim.

Infine, i Btp a dieci anni:

I Btp lunghi, quelli con dieci anni e più di vita, sono invece ancora molto redditizi e molto volatili: la distanza tra il nostro decennale e quello tedesco, ieri a 480 punti, resterà elevata per molto tempo ancora. Sono titoli per stomaci forti, per ottimisti senza problemi di smobilizzo che non si spaventeranno se, in giorni di depressione che non mancheranno nel prossimo futuro, il loro investimento si dovesse deprezzare del 10% o più. Per poi magari risalire se torna il sereno. «Se e quando cominciasse il processo di recupero nella parte lunga della curva questi titoli porteranno in dote notevoli rialzi di prezzo», spiega Angelo Drusiani, di Banca Albertini Syz. Per ogni punto di rendimento in meno, la quotazione recupera 7,5 punti. E quindi, immaginando che i decennali tornino al 3,70, il rendimento di inizio 2011, vale a dire il 2,88% in meno di quel che offrono ora (prezzo a 89) risalirebbe intorno a 111.

     
 

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