Vaccini, allarme Oms: sempre più persone sono diffidenti e li evitano

L’Organizzazione mondiale della sanità corre ai ripari e si attiva per contrastare il “crescente livello globale dell’opposizione ai vaccini”. La “diffidenza nei confronti dell’immunizzazione rappresenta un problema sempre più importante per tutti i paesi”. È per questo che si è resa necessaria una nuova strategia di comunicazione per arginare l’avanzata dei movimenti antivaccini.

 

LO STUDIO –

Uno studio recentemente pubblicato sul British Medical Journal, realizzato da un gruppo di ricercatori della University of Illinois, ha dimostrato come sia più efficace informare sui rischi di una mancata vaccinazione rispetto al contrasto delle idee fuorvianti sui pericoli della vaccinazione. È stato chiesto a 315 persone di compilare un questionario sulle vaccinazioni. Il giorno successivo i partecipanti sono stati divisi in gruppi, al primo è stato chiesto di studiare alcune informazioni sul rischio di malattie facilmente prevenibili con i vaccini, al secondo è stato fatto leggere uno studio che mostrava come i vaccini non aumentino il rischio di autismo e al terzo è stato consegnato un testo su un argomento scientifico non correlato. Si è scoperto che spostando l’attenzione sui rischi che comporta una mancata vaccinazione cambia in positivo l’atteggiamento dei partecipanti nei confronti del farmaco.

L’IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE –

Secondo Zachary Horne, che ha guidato il gruppo di ricercatori “è difficile fornire una prova convincente dell’assenza di rischio. Perciò, è più facile rimpiazzare una convinzione esistente con una alternativa, piuttosto che tentare di contrastarla direttamente”. Secondo l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), “per contrastare con forza la disinformazione, è necessario comunicare contenuti scientifici ad una platea ampia e non necessariamente preparata”. Ogni anno infatti, nel mondo, muore circa un milione e mezzo di bambini per malattie facilmente prevenibili con le vaccinazioni e un bambino su cinque non effettua quelle di routine.

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