Ignazio Cutrò, siciliano
13/01/2012
Ignazio Cutrò è un nome che probabilmente non dice nulla a nessuno. Ignazio è un semplice imprenditore edile di Bivona, entroterra agrigentino. In un Paese come il nostro, triste perché ha bisogno di eroi, Ignazio ha fatto la scelta meno facile: un giorno si è ribellato al pizzo e ha denunciato i mafiosi facendoli condannare. Ma questo è uno strano Paese; Ignazio si è ritrovato praticamente solo, malvisto dai suoi concittadini, abbandonato da tutti.
Ma ancora non bastava. Pochi giorni fa la “Serit Sicilia”, agente della riscossione per la provincia di Agrigento, gli ha recapitato una lettera: una “Comunicazione Preventiva di Ipoteca” per oltre 85 mila euro. In pratica, lo Stato non ha sospeso i debiti di Ignazio, debiti contratti per pagare i danni degli attentati mafiosi che ha subito. E non gli ha neppure rilasciato i documenti per riavviare la sua azienda. Risultato: Ignazio non può lavorare, ma deve pagare entro il 17 gennaio una cifra enorme, pena l’iscrizione di ipoteca sui suoi beni immobili.
Ignazio è pronto a lasciarsi morire di fame e di sete. Ignazio non si lamenta, e non chiede nulla di straordinario. Solo di poter fare l’imprenditore in un mercato libero, nella sua Sicilia, nella sua Italia, senza mafia e senza soprusi. Qualcuno ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica, ai Presidenti delle Camere, al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Interno. Finora nessuna risposta. Ignazio resta, ancora una volta, solo.
Serve che qualcuno si svegli. Non lasciamo solo Ignazio: dopo aver conosciuto la sua storia chi altro si azzarderà a denunciare il racket?
Le stelle stanno a guardare. Lo Stato anche. Noi apriamo gli occhi e facciamoci sentire. Svegliamoci.













E mentre il signor Cutrò si è ribellato rivolgendosi agli organismi “antiusura- antimafia- Libera” gli accertatori continuano a muoversi in maniera autonoma, come sempre e in tutti casi indistintamente. Le distinzioni, gli stand by esistono solo per i Cosentino e per quelli altri più o meno 90 imputati, dico imputati che hanno trovato tutela presso il Parlamento-Liberi Tutti. Noi siamo delle Vittime senza alcuna possibilità di essere considerate tali se non cambia il sistema potendo fine alle garanzie processuali concesse ai Parlamentari. E’ l’autonomia della Magistratura che, nei casi di indagini per reati in cui possono incappare noi poveri esseri normali , a carico di aPrlamentari e degli altri Rappresentanti delle Istituzioni, con provvedimenti già emessi a conclusioni delle indagini da un Giudice, è annullata. Poi da chi: da un Organo di cui fa parte proprio l’imputato. E’ che quest’ ultimo si gioca l’ultima carta per vedere andare alle calende greche il suo stato di soggetto “oggetto” di un provvedimento: di una sentenza penale di condanna ad una pena detentiva. Di tipi come lui in attesa di giudizio e con processi in corso ce ne sono. Il parlamento italiano se è quel luogo che può dare “asilo politico” a certi individui ” è tutto da ricostruire con un recupero “filologico ” che parte dalla struttura portante : la Costituzione. Aver studiato legge per poi vedere che vengono fagocitate le basi ontologiche del sistema giuridico mi fa specie. Se viene favorito solo l’aspetto garantistico messo in luce dalla sistema tecnico procedurale di cui fanno parte per esempio le esempio le prescrizioni, le scadenze dei termini, i difetti/nullità delle notifiche e se vuoi aggiungi tu altri istituti che giustamente sono messi a difesa e a garanzia della difesa dell’imputato si crea uno sbilanciamento che atterra il principio del ” Giusto Processo” verso quest’ultimo nei casi in cui questo sia un parlamentare indagato e già imputato. Il Giudice è già nelle condizioni di essere “imparziale” perché l’imputato che sta “processando” sta già godendo di un privilegio rispetto ad Altri imputati dello stesso delitto magari proprio nell’ambito dello stesso procedimento. La Comunità anche senza avere delle nozioni precise di diritto lo capisce seguento la logica comune e il buon senso. E questa prassi che purtroppo è qualcoza di molto di più perché è contenuta in norme giuridiche spaventano i cittadini, lifanno sentire sotto scacco dalla Deliquenza dei Colletti Bianchi in colluzione con le Mafie/Sistema.
Rettifico con “parziale” invece di “imparziale” : Il Giudice è già nelle condizioni di essere “parziale” perché l’imputato che sta “processando” sta già godendo di un privilegio rispetto ad Altri imputati dello stesso delitto magari proprio nell’ambito dello stesso procedimento.
Sono tutti collusi in un modo o nell’altro con la mafia.
Non faranno mai un accidente contro chi gli permette di fare la bella vita!
Perchè cazzo li votano ,se poi questi se ne sbattono degli elettori?Sono pazzi o cosa?
Facciamoci sentire..bella lì!
Ci siamo fatti sentire contro la legge ‘porcellum’ proponendo un referendum e ci hanno mandato alle cozze!Cosentino l’ha scampata!
E ci sarebbe una lista genere le pagine gialle di cui lamentarsi ancora!
Ora basta!Lanciafiamme!
Se i furfanti hanno diritto di stare fuori siamo tutti agli arresti domiciliari allora ?
L’ Italia ha seppellito da tempo i suoi figli migliori e con essi ogni speranza di migliorare; la profezia del defunto Spadolini si è avverato egli disse .
Ora pagate per un voto facile dato in cambio di un mattone eretto in malafede, e dopo esservi rotto le ossa per vedere finalmente la casa coperta dal tetto, viene un messo cacchio,cacchio e vi sequestra tutto in nome della legge!!
A questo servano i Cosentini in Parlamente..
Cosentini non si arresta? allora arrestato il Parlamento!
Avevo letto questa vicenda su Reset Italia “Testimoni d’Ingiustizia scrivono per avere Giustizia” di Doriana Goracci. Non ho commenti da fare, la vicenda parla da sé, (dire che sono indignato o incavolato è poca cosa) posso solo segnalare il link:
http://www.reset-italia.net/2012/01/10/testimoni-d-ingiustizia-scrivono-per-avere-giustizia/