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Senzacensura.eu, il sito delle bufale razziste che ci meritiamo

Senzacensura.eu è il sito di cui tutti parlano in questi giorni, balzato agli onori della cronaca perché, a quanto pare, il suo gestore inventava di sana pianta storie di cronaca nera preferibilmente inverosimili accomunate da un unico tratto: il colpevole era sempre un immigrato.

Ancor più clamorosa la motivazione del ragazzo accusato di inventare notizie razziste: lo faceva per aumentare i click e quindi i guadagni. Una rivelazione che ha lasciato sgomenti i tanti che già a queste cose credono con fatica, non intaccando invece le credenze di chi quelle notizie vuole ostinatamente ritenerle vere, per – probabilmente – non veder crollare il proprio piccolo mondo di malate certezze.

Senzacensura.eu in questo senso era il loro paradiso:

senzacensura.eu

Un mondo incantato “senza censure” dove gli immigrati commettevano i reati più turpi, protetti da uno stato assente e connivente, alle spalle di tanti italiani onesti costretti alla fame e alla disperazione

senzacensura.eu

E se titoli e sommari sono agghiaccianti, aspettate di vedere i commenti

senzacensura.eu

 

Senzacensura.eu è stato “scoperto” ma questo fenomeno non è finito. E non finirà. E non solo perché sono ancora tantissimi i siti che fanno delle notizie contro gli immigrati il loro core business (notizie vere, false, verosimili, ritoccate, esagerate e via dicendo), ma anche e soprattutto perché c’è mercato. Il che significa che c’è ancora gente che vuole credere a queste cose, le cerca, le sceglie, per giustificare il proprio atteggiamento e la propria rabbia.

Il caso di Senzacensura.eu non è solo una bolla ormai esplosa: è anche la narrazione di una deriva – informativa e culturale – forse sottovalutata, di sicuro pericolosa. Pericolosa per una serie di motivi che vanno dall’aizzare una violenza insensata alla totale assenza di un qualsiasi scrupolo.

Ma la colpa non può essere solo di chi produce queste schifezze: il ragazzo che lo faceva, infatti, aveva come unico scopo il guadagno. E guadagnava perché, come detto, c’era mercato. Il mercato lo fa chi legge, e chi legge quel genere di cose non si fermerà per un piccolo intoppo. Insomma: siamo passati dall’informazione che tenta di manipolare le opinioni dei lettori alle opinioni dei lettori che manipolano le informazioni. Bell’affare.