Politica americana comunista, terza guerra mondiale e crisi finanziaria: il vescovo lefebvriano che nega l’Olocausto scrive su un blog tutto suo dal quale diffonde le sue impressioni sulla Chiesa e sul resto del mondo. Siamo andati a leggerlo
Il penultimo articolo del suo blog è una nota dedicata alla sinfonia Eroica di Beethoven, in calce c’è la firma dell’autore che nelle ultimissime righe ci tiene a precisa
re che non è morto, nè morente e nemmeno in pensione. Lo fa per rassicurare chi aveva messo in dubbio che il suo stato di salute fosse ottimo. Chi scrive è [[Richard Williamson]], il vescovo lebfebvriano al quale da poco è stata revocata la scomunica che durava dal 1988, che si è visto pubblicare da parte della tv svedese un fuorionda di un’intervista di alcuni mesi fa: il negazionista dell’esistenza nei campi di concentramento nazisti di camere a gas, colui che quantifica in soli 200-300 mila le vittime della [[Shoah]]. Le polemiche suscitate dalla pubblicazione del video sembravano destinate a finire lentamente in un dimenticatoio fino a quando la cancelliera tedesca Angela Merkel, pochi giorni fa, non ha chiesto chiarimenti al Pontefice. La sollecitazione della Merkel, un caso senza precedenti, perché mai un capo di governo aveva richiamato il Papa, fu seguita pochi giorni dopo da una nota della Segreteria di Stato vaticana in cui si chiedeva a Williamson di ritrattare quanto affermato pochi mesi prima, e si precisava che al momento della revoca della scomunica Benedetto XVI non era a conoscenza delle parole rilasciate del vescovo. Da un altro versante, intanto, il mons. Bernard Fellay, anch’egli scomunicato e riaccolto con Williamson, aveva tentato di minimizzare eventuali prese di posizione del vescovo inglese descrivendolo al negoziatore vaticano, Dario Castrillon Hoyos, già prima del perdono papale e dello scandalo seguito alla pubblicazione delle frasi, come gravemente ammalato e per questo incontrollabile. Da una parte qualcuno incalzava per dei chiarimenti, dall’altra parte, quella degli ultra-tradizionalisti del movimento della Fraternità Sacerdotale San Pio X, fondato da Lefebvre e di cui Fellay è il Superiore, si minimizzava.
REVOCA – La risposta recapitata a mezzo blog è stata netta ed inequivocabile. Parla di “salvataggio della Chiesa“, Williamson: “Questo decreto è un
grande passo in avanti per la Chiesa, perché se il problema fino dal Concilio Vaticano II è stata la separazione di Autorità cattolica e Verità cattolica, adesso compiono un passo decisivo verso la loro riunione“. E aggiungeva: “Adesso nessuno può più dire che i tradizionalisti sono fuori dalla Chiesa. Certamente un gruppo di Conciliaristi si comporterà come se lo fosse, ma non avrà più solo il Papa dalla sua parte“. Resta fedele alla linea di Lefebvre, a quella linea conservatrice verso la quale Ratzinger sembra volersi avvicinare. Non si sa in che misura, ma è quella la direzione che sembra percorrere il Papa, a questo punto palesemente in divergenza con la “politica” di Giovanni Paolo II. Esulta per il decreto di gennaio che lo reintegra nella Chiesa Cattolica insieme ad altri tre vescovi: “Come non gioire dell’opportunità della Fraternità Sacerdotale San Pio X di porre a Roma, proprio dinanzi alle autorità romane, le ragioni dottrinali profonde che noi riteniamo essere alla base di problemi della Chiesa Cattolica?“.
COMUNISMO USA – Ma non si parla solo di religione ed istituzioni ecclesiastiche. Williamson dice di seguire l’evolversi della situazione economico finanziaria mondiale fin dal 2007. “Per salvare il “capitalismo – dice – negli Stati Uniti l’Amministrazione Repubblicana uscente ha fatto ricorso ad un livello di intervento massiccio e ad un controllo tale da assomigliare sempre più ad un governo “comunista“. E già prima di insediarsi, la nuova Amministrazione Democratica dà l’impressione di ricorrere alla stessa soluzione “comunista” al problema. Evidentemente il comunismo non è stato sconfitto?“, si chiede subito dopo. Da qualche altra parte si imbatte in una ulteriore riflessione macroeconomica: “L’ordine naturale delle cose è che il denaro esiste per agevolare lo scambio di beni essenziali per qualsiasi società, quindi il finanziamento dovrebbe servire l’economia. Come lo Stato è responsabile per il benessere di tutti i suoi cittadini, specialmente quelli più bisognosi di protezione, così i beni materiali dovrebbero essere sotto il controllo della politica. Ma la politica non può che adeguarsi e garantire il bene comune di tutti gli uomini di una società. la politica dovrebbe, così essere al di sotto della vera religione“. Una visione radicale che ricorda quella di Lefebvre. Lo scivolamento verso il relativismo degli ultimi decenni, l’apertura alle altre religioni, il dialogo interreligioso, il non riconoscere più la Chiesa Cattolica come l’unica vera Chiesa come sancito dal codice di diritto canonico del 1983, sono tutti stati combattuti da Lefebvre e dalla sua “organizzazione“.





















““Come può il kerosene che brucia a 850 gradi centigradi sciogliere torri di acciaio che si fondono a 1500 gradi?“”
La domanda che pongo io è: com’è che un vescovo mezzo rinco pretende di capirne più delle tonnellate di ingegneri civili che hanno studiato per anni il caso del WTC?
vedo che il terrore del comunismo ha non pochi proseliti fra i pazzi furiosi