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09/04/2008 - Sopravvive alla fuga dei risparmiatori, soprattutto grazie ai Family Banker. Ecco come ha fatto Mediolanum a scongiurare la crisi del risparmio gestito. E come continuerà a farlo Non è un cerchio, ma una trappola. Nella crisi epocale del risparmio gestito
Sopravvive alla fuga dei risparmiatori, soprattutto grazie ai Family Banker. Ecco come ha fatto Mediolanum a scongiurare la crisi del risparmio gestito. E come continuerà a farlo
Non è un cerchio, ma una trappola. Nella crisi epocale del risparmio gestito italiano la Mediolanum di Ennio Doris non rinuncia al sorriso e all’ottimismo, marchi di fabbrica della finanziaria fondata con Silvio Berlusconi. Sorrisi che dovrebbero preoccupare le centinaia di migliaia di italiani che gli hanno affidato 34
miliardi di euro dei loro risparmi. Va detto che i numeri danno ragione a Doris: i risparmiatori stanno scappando a gambe levate dai fondi comuni di tutti i tipi(53 miliardi persi dal sistema nel 2007 e 36 da gennaio a marzo 2008), ma non da Mediolanum, che negli ultimi due mesi è riuscita a contenere l’emorragia ottenendo addirittura un bilancio positivo tra riscatti e nuove sottoscrizioni. Buona notizia forse per gli azionisti del gruppo, ma non per i clienti, visto che in nessun modo i cento fondi comuni di Mediolanum e gli altri prodotti finanziari si distinguono del deludente panorama dei concorrenti: non danno rendimenti migliori (ovvero come il 90% dei fondi non riesce a far meglio del benchmark) e non costano di meno.
IL FAMILY BANKER - Dunque perché non si registra lo stesso esodo delle altre banche e Sgr? La risposta sta nei tanto decantati Family Banker, la vera arma segreta di Doris che ha da tempo capito come siano i 6400 promotori/ piazzisti la chiave per avere clienti fedeli e ubbidienti. Non è un caso che nell’anno più nero per il settore, Mediolanum abbia assunto a piene mani (+26% rispetto al 2006).
QUIS CUSTODIET…- Il problema è che mai come ora società di risparmio gestito e risparmiatori hanno interessi contrastanti: con tutti i mercati finanziari in crisi e serie prospettive di passare l’intero 2008 con gli indici di borsa in calo, l’unico consiglio saggio da dare ai propri sottoscrittori è quello di evitare il più possibile l’esposizione ai mercati finanziari. In parte a Mediolanum lo fanno, spingendo le polizze di assicurazione, ma l’obiettivo dato ai promotori è limitare i danni in termini di emorragia del risparmio, poco male se li si condanna a qualche inevitabile perdita.
LA REALTA’ - Doris non diventerà mai un assicuratore, senza contare che promotori e gestori le vere commissioni le incassano dai fondi e dai prodotti più complessi. Così la società che storicamente riesce più di tutti a far fare ai propri clienti quello che vuole, diventa un pericolo. La strategia anticrisi è la stessa di sempre: lasciare ai promotori il lavoro “sporco” (ovvero indirizzare le scelte dei risparmiatori offrendo
consulenze interessate) e spargere ottimismo grazie ad un’accorta campagna di comunicazione. Un esempio della prima parte della strategia è l’abolizione delle gestioni patrimoniali (una mossa che ha creato molto scontento nel mondo del risparmio gestito) dirottando chi le possedeva sui fondi di fondi. Le differenze tra i due prodotti dà due vantaggi: flusso di commissioni più costante per i promotori e rendiconti meno puntuali per i clienti.
OCCHIO ALLA PENNA - La seconda parte è in arrivo: oltre agli spot, aspettatevi Doris che sulla stampa specializzata vi racconti quanto è furbo comprare con le borse ai minimi, specie se si è dei cassettisti.
Se doveste essere avvicinati da un family banker o rimanere affascinati dalle parole del fondatore di Mediolanum, ricordate lo spot e il bastone con cui Doris disegna il cerchio nel deserto e chiedetevi: “Dopo, dove lo ripone?”
(Luca Conforti è lo pseudonimo di un giornalista che lavora per uno dei più importanti quotidiani nazionali. La sua rubrica, Parco Buoi, si occuperà con cadenza settimanale di imprese, finanza e mercati, con un occhio al risparmiatore)













ciao, Stefano.
Ti replico io al posto di Luca, spero non te ne adonterai. Così come non te la devi prendere su quei “sedicenti tali” dei giornalisti. Accade spesso che su internet ci sia gente che si spaccia per quello che non è. Un giornalista di un piccolo quotidiano che si spaccia per giornalista di grande quotidiano, ad esempio. Oppure, un family brocker Mediolanum che si spaccia per cliente della stessa, per dire. La rete è così: non potendo guardarci in faccia, bisogna necessariamente andare sulla fiducia. Per questo, per favore, cerca, se puoi, di moderare i termini (“sedicente”), visto che i termini della questione non cambiano.
In secondo luogo, felice che tu abbia deciso di seguire i consigli altrui e mantenere la tua esposizione in azione, ma consentimelo: posto che nei primi tre mesi del 2008 ti è SICURAMENTE andata MALE (e questo non puoi negarlo), se avrai fatto bene lo potremo scoprire soltanto tra 3 – 6 – 12 mesi. Venirtene a vantare adesso, scusami, non mi sembra proprio il caso. Poi, se non sei scaramantico, fai pure eh?
In tertiis, su Berlusconi prendi un abbaglio clamoroso. L’autore dell’articolo ha semplicemente esposto un dato di fatto (Silvio azionista di Mediolanum), senza andare oltre, e infatti poi non ha nominato più il Cavaliere. Se l’intento fosse stato quello di dare primariamente addosso al candidato Premier in pectore, il pezzo avrebbe avuto tutto un altro taglio. Tra l’altro – per dire quanto ti sbagli – Luca, di Berlusconi, è stato anche elettore (non so cosa voterà tra tre giorni, per questo uso il passato).
Sul fatto invece che anche altre banche fanno scherzetti del genere, hai ragione. Ma, come scoprirai seguendoci – se ne avrai occasione – qui non faremo sconti a nessuno.
ciao
Beh Alessandro, certamente non sono felice di vedere i miei risparmi che vanno giù, come non lo ero nel periodo delle torri gemelle… A quei tempi ebbe ragione il mio consulente e di conseguenza mi immagino (o meglio “spero”) che abbia ragione anche questa volta.
Consentimi però di dire che leggendo un articolo simile, dove di fatto non sono davvero riuscito a capire dove mi starebbero fregando, scritto dietro uno pseudonimo, non riesco a capire se è una sorta di propaganda o se mi dovrei davvero preoccupare.
Ciao Stefano
Cerco di chiarire: Mediolanum non ti sta fregando più di altri, ma lo fa in maniera più sistematica perché a differenza degli altri (le banche dei due “poli” per esempio) può ovviare alle difficoltà del risparmio gestito con altre entrate.
Non dubito che il tuo family banker stia scegliendo per te le opzioni migliori, il problema è che sceglie evitando quello che a Mediolanum assolutamente non conviene.
Avrei bisogno di dettagli sui tuoi risparmi per essere preciso, per cui supponiamo che tu sia un normale risparmiatore con qualche decina di migliaia di euro divisi tra fondi azionari, bilanciati e forse qualche titolo a larga capitalizzazione (Telecom, Generali, Enel….).
Se fosse stato del tutto disinteressato il tuo family banker avrebbe dovuto chiamarti sotto l’ombrellone ad agosto inoltrato, o anche a settembre, per dirti: dopo tre anni di guadagni in borsa, la tempesta dei mutui americani è il segnale che nei mesi a venire si scenderà. Ergo conviene uscire dall’azionario e, in attesa di capire le evoluzioni, buttiamoci sulla liquidità o su obbligazioni a breve termine. Ora, con l’inflazione che si “mangia” i liquidi ti dovrebbe richiamare: assicurazione a rendimento fisso e, se ti piace rischiare, un Etf su energia e/o materie prime. Invece, mi sembra di capire, ti ha detto, dopo aver perso già dei soldi, “investi nuovo denaro sull’azionario (fondi immagino) e aspettiamo che risalgano”. Strategia valida nel lungo periodo a due condizioni: che tu abbia altro denaro (nuove entrate per Mediolanum) e che tu non abbia bisogno di quei soldi per almeno 2-3 anni (commissioni sicure per Mediolanum). Se venissero meno queste condizioni perderesti. Come vedi la strada che ti è stata proposta non è sbagliata, ma ben lunga e la curva del rischio è zero per l’intermediario.
Un’ultima cosa: il paragone con il 2001 è improprio visto che in quel caso si arrivava da più di un anno di cali borsistici (iniziati a marzo 2000) a cui si aggiungeva il crollo post 11 settembre. Proprio l’evento traumatico e imprevisto dell’attentato consigliava di rimanere (per semplificare: le azioni erano scese troppo in basso per non risalire). Qui il crollo non è stato né imprevisto né fulmineo e si poteva scappare per tempo se opportunamente consigliati.
E con questo commento Luca ti ha spiegato che termini quali “propaganda” sono offensivi e – soprattutto – ingiustificati.
Inoltre, è altamente improbabile che tu conosca di persona la maggior parte dei giornalisti che lavorano nei media che leggi o vedi o ascolti. Quindi, per quanto ne sai (tu, come tutti), ognuno di quelli che non conosci di persona potrebbero in realtà firmare sotto falso nome. Ecco perché la tua seconda affermazione è – allo stesso modo – ingiustificata e priva di sostanza.
Certo, rimane che su internet ci si può spacciare per chiunque. Un giornalista di un piccolo quotidiano che si spaccia per giornalista di grande quotidiano, ad esempio. Oppure, un family brocker Mediolanum che si spaccia per cliente della stessa, come già ti ho detto. Son cose.