Febbre del Nilo
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Febbre del Nilo, cosa c’è da sapere senza allarmismi

Febbre del Nilo

, cos’è? Il virus del Nilo Occidentale, altrimenti conosciuto con la denominazione inglese di West Nile Virus, è un Arbovirus che solo accidentalmente può infettare l’uomo. L’infezione umana è asintomatica nell’80% dei casi: nel restante 20% i sintomi sono quelli di una sindrome pseudo-influenzale. Nessun allarmismo quindi: solo nello 0.1% di tutti i casi (comprensivi dei sintomatici ed asintomatici) l’infezione virale può provocare sintomatologia neurologica del tipo meningite, meningo-encefalite. I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Il virus non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette; infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri. Le evidenze scientifiche nazionali e internazionali hanno recentemente dimostrato l’efficacia dei piani di sorveglianza sistematica delle catture di zanzare vettrici e di sorveglianza attiva degli uccelli selvatici nel fornire informazioni precoci sulla circolazione della febbre del Nilo.

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Febbre del Nilo
ERIKA SANTELICES/AFP/Getty Images

 

FEBBRE DEL NILO ITALIA

Si torna a parlare di febbre del nilo perché in questi giorni si sono registrati due casi in Italia, in provincia di Lodi. Due persone sono state ricoverate nel reparto di malattie infettive e tropicali dell’ospedale di Sant’Angelo Lodigiano: arrivate con febbre alta e in stato confusionale, sono stati sottoposte agli esami che hanno accertato la malattia. «I due pazienti sono ormai fuori pericolo. In entrambi i casi di tratta di due anziani fragili, uno ricoverato il 10 agosto scorso e l’altro pochi giorni fa» ha spiegato all’AdnKronos Marco Tinelli, direttore del reparto. Qui sotto l’ultimo bollettino datato 21 agosto 2015 diramato dal Centro Nazionale Sangue dopo la cattura in luglio di alcune portatrici del virus:

Febbre del Nilo
centronazionalesangue.it

FEBBRE DEL NILO SINTOMI

Il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità fa sapere che la maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri che possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e variano a seconda dell’età della persona: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate la sintomatologia può essere più grave: i sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Nei casi più gravi (circa 1 su 1000) il virus può causare un’encefalite letale. Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario.

FEBBRE DEL NILO DIAGNOSI

La diagnosi viene prevalentemente effettuata attraverso test di laboratorio (Elisa o Immunofluorescenza) effettuati su siero e, dove indicato, su fluido cerebrospinale, per la ricerca di anticorpi del tipo IgM. Questi anticorpi possono persistere per periodi anche molto lunghi nei soggetti malati (fino a un anno), pertanto la positività a questi test può indicare anche un’infezione pregressa.

Photocredit copertina Jeff Topping/Getty Images