Il “bellu lavoru” della ‘ndrangheta

11/01/2012 - La strada statale 106 al centro di tentativi di infiltrazione mafiosa L’avvio dei lavori di ammodernamento della strada statale 106, nel Reggino, venne comunicata al boss Giuseppe Morabito, meglio conosciuto come “il iiradritto”, direttamente nel carcere di Parma, dove l’anziano

     
 

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La strada statale 106 al centro di tentativi di infiltrazione mafiosa

L’avvio dei lavori di ammodernamento della strada statale 106, nel Reggino, venne comunicata al boss Giuseppe Morabito, meglio conosciuto come “il iiradritto”, direttamente nel carcere di Parma, dove l’anziano capomafia e’ detenuto in regime di 41 bis. Un’occasione importante per le cosche, al punto che i congiunti del boss affermarono: “E’ proprio un bellu lavuru”.

L’INVESTIMENTO – L’interesse per l’investimento riguardava soprattutto la costruzione della variante al centro abitato del comune di Palizzi, in provincia di Reggio Calabria.
Ed e’ da questi contatti che i Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria sono riusciti a monitorare l’intervento della ‘ndrangheta in ogni segmento dell’appalto.
In particolare, le cosche che operano in quella parte del territorio del mandamento jonico, hanno evidenziato le indagini, confermando l’unitarieta’ della ‘ndrangheta, hanno superato tutte le rivalita’ che in quell’area in passato avevano dato luogo anche a sanguinose faide e si sono suddivise gli ambiti di intervento. Un’occasione d’oro che ha portato le cosche a federarsi tra loro con apposito organismo direttivo denominato “base” e presentandosi ai responsabili della societa’ appaltatrice come un unico interlocutore, coinvolgendoli nella gestione illecita dell’appalto.

L’ATTIVITA’ - L’attivita’ dei Carabinieri ha documentato come le cosche si sono infiltrate in ogni settore produttivo, imponendo le assunzioni, le forniture di ogni tipo di materiale, compreso la cancelleria per ufficio, i contratti di subappalto e nolo. Le indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, infatti, hanno accertato che il campo d’azione della ‘ndrangheta era rappresentato per un verso, dall’infiltrazione diretta, mediante l’impresa di famiglia Imc di Stilo Costantino & C. Snc, ed indiretta, tramite la D’Agui’ Beton Srl, nella fornitura del calcestruzzo dell’appalto pubblico per l’ammodernamento della statale 106; per altro verso, dalla gestione di fatto dei lavori di movimento terra, appannaggio della Ati capeggiata dalla ditta Clara’ e sotto un ultimo profilo, dalla sostanziale gestione di gran parte delle maestranze impiegate nei cantieri della grande opera.

IL CALCESTRUZZO – Per quanto riguarda il calcestruzzo, e’ emerso nelle indagini che la ‘ndrangheta, attraverso dei prestanome vicini per vincoli di parentela alle cosche, ha monopolizzato l’intero ciclo, organizzando delle squadre per rubare gli inerti dalla fiumara Amendolea, produrre del calcestruzzo di bassissima qualita’, imporne l’uso anche se non rispondente al vincolo progettuale, fatturarne falsi quantitativi e falsificarne, attraverso dei propri contigui, i risultati dei controlli.
(AGI)

     
 

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