Inventa la morte della figlia per andare in vacanza
11/01/2012 - Ecco come Joan Barnett è riuscita a rimanere una settimana in più in Costa Rica Joan Barnett lavora alla Manhattan High School of Hospitality Management, ma era in ferie in Costa Rica, un paese meraviglioso dal quale non voleva proprio
Ecco come Joan Barnett è riuscita a rimanere una settimana in più in Costa Rica
Joan Barnett lavora alla Manhattan High School of Hospitality Management, ma era in ferie in Costa Rica, un paese meraviglioso dal quale non voleva proprio allontanarsi. E così, per ottenere addirittura una settimana di ferie in più, arrivando a due settimane e mezzo di vacanza lo scorso anno, nel marzo 2010, ha fatto sapere al suo datore di lavoro che non poteva tornare a casa perché le era morta la figlia.
LE BUGIE CON LE GAMBE CORTE – “Barnett”, scrive il Daily Mail, “ha creato l’elaborata bugia chiedendo ad una delle figlie di chiamare il liceo dicendo che la sorella aveva avuto un attacco di cuore”. In seguito ha chiesto “ad un altra figlia di chiamare la scuola per far sapere che la sorella era morta e un sacco di parenti, inclusa ovviamente la Barnett, doveva raggiungere il paese per il funerale”. Non solo, visto che la città di New York richiede la giustificativa in forma di regolare certificato di morte, la Barnett ha fatto in modo di falsificarne uno proprio del Costa Rica.
LA SCOPERTA - Il falso non era però a regola d’arte, visto che, tornata a casa, gli ispettori della scuola “si sono insospettiti” comparando il certificato consegnato ad alcuni originali del paese caraibico: inoltre, le autorità del paese hanno fatto sapere che il paese “non rilascia certificati di morte se non cinque anni dopo la morte della persona”. Insomma, la bufala è stata scoperta e la donna ha perso il lavoro.













che razza di cinismo
Stronza!!! In italia avrebbe fatto carriera diventando Ministro.
Sicuramente in Italia sarebbe diventata qualcuno per la genialità
La si può chiamare in Italia abbiamo bisogno di persone così in politica…
senza parole.